rischio insolvenze - crediti commerciali

Gestione del credito: tornano a crescere le insolvenze commerciali

Con il rallentamento dell'economia e il rientro delle politiche pubbliche a sostegno delle imprese, l'attesa è quella di un aumento delle insolvenze aziendali dell'Eurozona del +12%, mentre ad oggi si mantengono a livelli estremamente bassi

 

 

La fase storico-economica che stiamo vivendo, che ha reso strutturale il clima di incertezza attuale, impone alle aziende di agire in maniera strategica mappando i rischi, disegnando possibili scenari e prendendo decisioni chiave volte a ridurre e mitigare il rischio di insolvenze commerciali. Nel proprio studio,  Allianz Trade, primario operatore mondiale nell'assicurazione dei crediti commerciali, mette infatti in allarme le imprese e prevede un aumento delle insolvenze globali del +10% nel 2022 e del +14% nel 2023, dati vicini ai livelli pre-pandemia.

Guerra in Ucraina e incertezza dei mercati

Pandemia, ripresa a "V" e conflitto in Ucraina, hanno generato una serie di conseguenze che impattano in maniera pesante sulle imprese. Allianz Trade individua tre grandi problematiche:

  • impennata dei prezzi delle materie prime, in particolare quelle energetiche;
  • gravi interruzioni della catena di approvvigionamento;
  • pesante incertezza sugli investimenti.

Un mondo nuovo, molto diverso da quello in cui le imprese operavano nel 2019. Come reagiscono le imprese a tante sfide e tutte insieme? In questa prima parte del 2022 le attività economiche sono ancora "protette" da alti saldi di cassa e aumento della redditività, che di fatto contribuiscono ad affrontare l'aumento dei prezzi. Di contro se pure si riesce a tutelare il fatturato, a calare sono le marginalità. Il reale peso sui bilanci delle aziende deve ancora rivelarsi completamente, ma i primi rapporti sugli utili indicano un impatto superiore al previsto, anche se gestibile, dato confermato dal deterioramento delle aspettative economiche, un indicatore principale per i margini aziendali.

I livelli di fiducia dei consumatori dell'Eurozona implicano un'erosione dei margini di -2pp su base annua entro i prossimi sei mesi, che comporta un calo dei margini di 3,0-3,5pp dall'attuale picco dell'8% al 4,0-4,5%.
Chiaramente tutto questo varia a seconda dei settori economici coinvolti. Quelli dei metalli e dell'energia sono i più vulnerabili e potrebbero perdere oltre 20pp dei loro margini di profitto (EBITDA), che erano circa il 30% nel 2021. Ciò significa che un ulteriore aumento del 50-70% dei prezzi delle materie prime non energetiche potrebbe spazzare via tutti i profitti in sei dei nove settori analizzati (energia, metalli, attrezzature domestiche e macchinari e attrezzature).

Spread del credito societario

Un importante ruolo sulla tenuta attuale dei crediti commerciali, e dunque sul contenimento del rischio di insolvenza negli ultimi due anni, è da attribuire al consistente sostegno pubblico dei diversi Paesi nel mondo.
Nel 2021, quando gli operatori di mercato hanno iniziato ad anticipare l'inizio di un ciclo di escursioni aggressive (guidate dall'inflazione), gli spread si sono ampliati. Il progressivo allargamento è stato accentuato dal calo generalizzato del mercato allo scoppio della guerra in Ucraina, che ha portato a un allargamento medio di +70bps e +150bps rispettivamente per gli investment grade (IG) e gli high yield (HY) dai minimi del 2021. Ad oggi, gli spread di credito, soprattutto nel segmento HY, hanno parzialmente invertito l'allargamento massimo visto nel 2022, poiché le aspettative di sostegno fiscale e monetario, unitamente ai bilanci societari relativamente sani, stanno limitando le preoccupazioni per un vero e proprio deterioramento del rischio di credito, soprattutto nel segmento IG.

Fonte: ALLIANZ TRADE
Fonte: ALLIANZ TRADE

Allianz Trade ritiene che: "l'attuale posizionamento del mercato non suggerisce un deterioramento del rischio di credito su vasta scala nel breve termine, con gli investitori che anticipano una distribuzione di payout basata su una sorta di "gradimento" per la detenzione del rischio di credito aziendale."

Insolvenze commerciali: rischio in crescita

Vista la situazione attuale di forte incertezza, con il rallentamento dell'economia e il rientro delle politiche pubbliche a sostegno delle imprese, l'attesa è quella di un aumento delle insolvenze aziendali dell'Eurozona del +12%, mentre ad oggi si mantengono a livelli estremamente bassi. Si rilevano tuttavia tendenze disomogenee all'interno dell'Europa a causa delle diverse condizioni iniziali, con le insolvenze già in ripresa nel 2021 in Italia (+19% su base annua) ma ancora a un livello basso in Germania e Francia all'inizio del 2022 dopo un altro calo nel 2021 (-12% su base annua per entrambi i paesi). I fallimenti in Germania dovrebbero aumentare del +4% annuo. Se dovesse verificarsi uno scenario avverso (black-out), le insolvenze aumenterebbero del +19% nell'Eurozona e del +9% in Germania. Dall'altra parte dell'Atlantico, le cose sembrano un po' più favorevoli, con le insolvenze che dovrebbero aumentare del +7% nel 2022, ancora una volta indicando la sovraperformance dei mercati del credito statunitensi rispetto alle loro controparti europee.

Allo scenario finora delineato, si aggiungono i primi segnali di una stretta monetaria, a partire dagli Stati Uniti, che potrebbe far precipitare i vincoli di credito e aumentare i tassi di insolvenza. Allianz Trade prevede che gli spread dell'investment grade si comprimano dai livelli attuali, con una chiusura del 2022 vicina a 115-120bps, e un allargamento moderato a 120-125bps entro la fine del 2023. Il credito ad alto rendimento probabilmente finirà il 2022 vicino ai 390-400bps prima di allargarsi di 20bps nel 2023.

Gestione del rischio di credito: le nuove sfide tra pandemia e guerra

Pandemia, prezzi dell'energia, scenari geopolitici in costante cambiamento. Soltanto tre anni fa nessuno avrebbe immaginato un panorama simile, con conseguenze tali da sconvolgere equilibri a diversi livelli, influenzando qualsiasi settore nella vendita in ambito industriale, imponendo un ripensamento di tutte le logiche che fino a quel momento avevano guidato aziende e organizzazioni nella gestione degli scambi commerciali.
Se la crisi del credito non è sopraggiunta è stato grazie agli interventi pubblici e ad una saggia gestione delle aziende nei momenti critici. Ma con l'avvio del disimpegno da parte degli Stati e le previsioni di un ritorno alla crescita delle insolvenze, le imprese devono capitalizzare quanto appreso in questa fase storica. Devono strutturarsi ragionando sulla continuità del business nel futuro, mappando i rischi, tracciando gli scenari possibili e agendo di conseguenza.
Occorre poi riflettere sul principio di business continuity del credito, una modalità di gestione che tiene conto delle situazioni non prevedibili ed è in grado di mantenere una continuità aziendale anche in queste fasi.

Le sfide sono molte:

  • politiche dei prezzi in costante cambiamento, con inflazione e marginalità ridotte;
  • rincari delle materie prime;
  • blocchi di approvvigionamento rischio di stop di produzione;
  • necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento, senza poter ignorare la geopolitica;
  • gestione efficace della contrattualistica internazionale, prestando attenzione ai concetti di "necessità" e "forza maggiore";
  • revisione dei processi di gestione del credito, attraverso la ridefinizione delle relazioni con la propria clientela e della contrattualistica di vendita.

Come possono tutelarsi le aziende e gestire il rischio di credito commerciale?

A questo punto occorre essere strategici, mappare i rischi, incluso il rischio di credito commerciale, e dunque rivedere le procedure gestionali.

Sui crediti commerciali occorre:

  • ridefinire le regole di ingaggio dei nuovi clienti;
  • lavorare alla strategia di crescita per lo sbocco commerciale in nuovi mercati;
  • tenere ben presente la capacità di reazione dei consumatori, con la possibilità di contrazione dei consumi.

Assiteca affianca le aziende nell'individuazione di scenari e conseguenze di breve e medio periodo, in modo da definire le strategie per affrontare al meglio le questioni che possono essere gestite ed esternalizzare determinati rischi, tra cui il rischio credito, lavorando su più livelli, attraverso:

  • coperture tradizionali;
  • nuove tipologie di coperture;
  • soluzioni focalizzate sui singoli rischi.

Di fronte a un mutamento di scenario anche l’approccio al rischio sta evolvendo verso soluzioni assicurative multiprodotto del rischio di credito che sappiano adeguarsi al contesto fortemente dinamico che stiamo affrontando.

Qui l'intervista sul tema a Girolamo Lafiosca, Responsabile Divisione Crediti di ASSITECA, dal titolo Pandemia e situazione geopolitica: come cambia la gestione del rischio di credito

 

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