Welfare aziendale

Welfare aziendale in crescita, dalle grandi alle microimprese

Nel 2021 è raddoppiato il numero di imprese con piani di welfare di livello alto o molto alto (24,7%), tendenza che ha coinvolto non solo le realtà più strutturate, ma anche le PMI e le microimprese.

 

 

Il welfare aziendale negli ultimi anni ha raggiunto a grandi passi la fase della maturità. Secondo il Rapporto Welfare Index PMI 2022, promosso da Generali Italia, la crescita costante e consistente non riguarda più soltanto le grandi aziende strutturate, ma anche le PMI e addirittura le microimprese, organizzazioni cioè che possono contare su meno di 9 addetti ma iniziano ad attivare iniziative di welfare per i propri dipendenti. Una crescita che porta a circoli virtuosi quali incremento della produttività, della resilienza e del benessere sociale di persone e territori.

Rapporto Welfare Index PMI 2022: è il momento della maturità

Welfare aziendale in costante crescita in Italia, a confermarsi quale fattore determinante per la ripresa delle attività economiche e la produttività delle imprese.
Il Rapporto Welfare Index PMI 2022 rileva infatti che il 68% delle piccole e medie imprese italiane ha superato il livello base di welfare aziendale, ma non solo. La quota di imprese con livello elevato di welfare è massima (70,7% nel 2022 contro 64,1% nel 2017) tra quelle con oltre 250 addetti e molto rilevante (66,8% contro 59,8% nel 2017) nelle PMI tra 101 e 250 addetti. Il numero di imprese che registra un livello alto o molto alto di welfare è raddoppiato, passando dal 10,3% del 2016 al 24,7% del 2022. Una tendenza positiva che si rileva anche tra le microimprese, quelle che contano meno di 9 addetti; anche in questo caso raddoppia il numero delle aziende con elevati livelli di welfare, con un passaggio dal 7,7% del 2017 al 15,1% del 2022.

Rapporto welfare 2022 - Livello imprese
Fonte: Welfare Index PMI 2022

 

L’incremento è dovuto in buona parte alla semplificazione delle normative e alle risorse pubbliche stanziate per la protezione sociale, incoraggiando le aziende, anche le più piccole, a impegnarsi a propria volta a sostegno delle famiglie.
La ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, afferma:
"Il welfare è un volano in grado di far crescere la produttività grazie a un migliore coinvolgimento dei lavoratori nei processi aziendali."
L'interesse per il welfare aziendale è crescente anche perché è in grado di mitigare l'impatto dell'inflazione, offrendo ai dipendenti sostegni mirati per le spese familiari, basti ricordare che il Decreto Aiuti Bis ha incluso fra le prestazioni di welfare aziendale anche il rimborso delle utenze domestiche.
Giunta alla sesta edizione, l'indagine promossa dal Gruppo Generali, con il patrocino della Presidenza del Consiglio di Ministri e la partecipazione delle principali confederazioni italiane (Confindustria, Confagricoltura, Confprofessioni e Confcommercio), ha coinvolto 6.500 PMI con un focus su dieci aree specifiche: previdenza e protezione, salute e assistenza, conciliazione vita-lavoro, sostegno economico alle famiglie per la crisi energetica e inflattiva, sviluppo del capitale umano, sostegno alle famiglie per l'istruzione e la cultura, diritti, diversità ed inclusione, condizioni di lavoro e sicurezza, responsabilità sociale verso consumatori e fornitori, welfare di comunità.
Vediamo i principali esiti della ricerca.

 

L'impatto sociale del welfare aziendale

Le PMI con il welfare aziendale più elevato e strutturato, generano un maggior impatto sociale sulle persone e sulle comunità. Le PMI più evolute su questo fronte influiscono positivamente sui propri stakeholder: lavoratori e loro famiglie, fornitori, clienti e comunità. Inoltre contribuiscono molto di più della media alla crescita dell'occupazione di donne e giovani.
Le imprese che concepiscono il welfare come leva strategica di sviluppo sostenibile sono raddoppiate, da 6,4% del 2016 a 14,1% del 2022. Ben l'87,5% di queste aziende genera un impatto sociale di livello elevato, contro una media generale del 38%. Per le PMI ad uno stadio iniziale di sviluppo del welfare aziendale tale percentuale si ferma al 6%.
Delle dieci aree del welfare aziendale, quelle in cui le imprese sono più impegnate sono sicurezza e condizioni lavorative (74% delle PMI con livello alto e molto alto), welfare di comunità (66,5%), diritti, diversità e inclusione (47,8%) e formazione e sviluppo del capitale umano (40,6%).

Rapporto welfare 2022 - Livelli per aree di welfare
Fonte: Welfare Index PMI 2022

 

Gli ambiti di impatto sociale più importanti sono la promozione del lavoro e della mobilità sociale, la possibilità offerta ai giovani di raggiungere un'occupazione stabile, il sostegno ai diritti e alle pari opportunità per le donne lavoratrici. La quota di donne con ruoli di responsabilità è del 29,6% nelle imprese con livello di welfare iniziale e sale al 38,7% nelle imprese con livello di welfare molto alto. Quattro imprese su dieci non hanno alcuna donna tra i responsabili ma questa quota scende al 14% tra quelle con livello di welfare elevato.

Il welfare aziendale come fattore di successo delle imprese

Il report mostra quanto un welfare aziendale evoluto possa avere un impatto positivo sulla produttività delle imprese che lo adottano. Nel 2021 l'utile sul fatturato delle imprese con un livello di welfare molto alto è stato doppio rispetto a quello delle aziende con un welfare a livello base: 6,7 contro 3,7%. Dati analoghi anche per quanto concerne il margine operativo lordo (MOL) pro capite che misura la produttività del singolo addetto. Tra le imprese con livello molto alto di welfare aziendale l'indice di produttività MOL/fatturato è cresciuto da 9,4% nel 2019 a 11% nel 2021, rispetto a un incremento dello 0,2% tra le imprese ad un livello base di welfare.
Anche gli indici di redditività seguono la stessa dinamica.
Per la prima volta l'analisi dimostra che il welfare aziendale è un fattore di resilienza. La ricerca, infatti, approfondisce anche la correlazione tra livelli di welfare aziendale e risultati economici per cluster omogenei di imprese per impatto della crisi (2020) e intensità della ripresa (2021). In ognuno di questi cluster, le PMI con un welfare più evoluto hanno tenuto meglio nella pandemia e dimostrato maggiore slancio nella ripresa.
Nel gruppo di imprese appartenenti ai settori economici più colpiti dalla crisi, il margine operativo lordo per addetto nel periodo 2019-2021 è cresciuto del 50,5% tra le PMI con livello elevato di welfare, mentre è diminuito del 15% tra quelle con livello base. Allo stesso modo, l'indice di redditività (utile su fatturato) è cresciuto di 2 punti percentuali tra le prime e soltanto di 0,4 punti per le seconde. 


I limiti di comunicazione e conoscenza

Nonostante i dati positivi rilevati nel 2022, c'è ancora molto da fare sul fronte della comunicazione e consapevolezza. La comunicazione delle misure di welfare previste dal CCNL appare ancora limitata quanto frammentaria, nel dettaglio risulta essere:

  • sistematica e completa soltanto nel 32,9% delle PMI;
  • limitata ad alcuni servizi nel 31% dei casi;
  • inesistente o minima per il 36%.

Osservando poi l'andamento di due particolari strumenti, la conversione in welfare dei premi di produttività e i flexible benefit, il loro uso registra una crescita progressiva ma il livello non è ancora adeguato a quello che potenzialmente potrebbe raggiungere.
Le differenze correlate al livello di welfare sono molto grandi: la quota di imprese con conoscenze sufficienti varia dal 57,8% di quelle con livello di welfare molto alto all’8,7% del livello iniziale. La dimensione aziendale è discriminante: la stessa quota varia dal 65,4% delle imprese oltre 250 addetti al 14,2% di quelle con meno di 10 addetti.

 

Il contributo del welfare aziendale al rinnovamento del welfare italiano

In occasione della presentazione del Rapporto Welfare Index PMI 2022, è stato illustrato per la prima volta anche il Position Paper firmato dagli esperti del Comitato Guida, intitolato "Il contributo del welfare aziendale al rinnovamento del welfare italiano". Ne emerge la possibilità di rendere il welfare aziendale uno strumento decisivo attraverso il quale investire maggiori risorse in settori chiave e di grande importanza nei progetti del PNRR: sanità, formazione, inclusione sociale.
La spesa totale del welfare pubblico e privato italiano nel 2021 ammonta a 785 miliardi. L'80% di tale flusso, 627 miliardi, è a carico dello Stato. Una quota molto rilevante, 136,6 miliardi (par al 17,4% del totale), è a carico diretto delle famiglie, in media 5.300 euro per famiglia. Una terza quota, molto più piccola, è quella del welfare aziendale e collettivo con 21,2 miliardi, il 2,7% del totale.
Alla luce di quanto illustrato finora, appare chiaro che il welfare aziendale non sia più solo un settore complementare del welfare pubblico, ma anche un fattore di innovazione dei sistemi tradizionali, in grado di generare nuovi modelli di servizio e accelerare la transizione verso modelli di sviluppo sostenibili.
Le imprese hanno un punto di osservazione ravvicinato alle famiglie, che consente loro di interpretarne i bisogni e fornire risposte dirette e immediate. Il welfare aziendale, aprendosi al territorio, può costituire la base di un nuovo welfare di comunità.
Le risultanze del Rapporto 2022 del Think Tank "Welfare Italia", tuttavia mostrano che il welfare aziendale risulta ancora poco sfruttato in alcuni ambiti chiave: ad oggi solo il 20,1% dei servizi di welfare aziendale è infatti dedicato alla sanità e previdenza integrativa, con i servizi alle persone che appaiono altamente frammentati e senza una chiara politica nazionale di indirizzo. Ma alla luce degli attuali trend demografici e del conseguente aumento del bisogno di assistenza e cura della popolazione anziana, diventa sempre più centrale ad esempio la Long Term Care, in cui rientra ogni forma di cura fornita lungo un periodo di tempo esteso, senza data di termine predefinita.
Dunque diviene fondamentale una crescente valorizzazione del welfare aziendale, anche dal punto di vista della comunicazione e della promozione, con un rafforzamento delle componenti previdenziali e sanitarie.
Soltanto con una strategia mirata pubblico-privato il welfare aziendale può rafforzarsi quale importante pilastro del welfare generale del nostro Paese.

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