Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio

Ddl di Bilancio 2023: gli interventi per famiglie e imprese

Dei 36 miliardi di euro previsti dalla manovra, ben 21 sono destinati a misure per contrastare gli effetti del caro energia che gravano su attività economiche e nuclei familiari. Tra le novità due fondi per la cyber security del Paese.

 

 

Il testo della Legge di Bilancio 2023 è stato firmato dal Presidente Mattarella e ha ottenuto la bollinatura dell Ragioneria di Stato. Si avvia quindi verso l'iter parlamentare che dovrà concludersi entro la fine di dicembre 2022.

 

Legge di Bilancio 2023: un testo all'insegna dell'emergenza energetica

Il testo definitivo della Legge di Bilancio dovrà essere approvato entro il 31 dicembre 2022. Vedremo in questa sede i principali provvedimenti che interesseranno famiglie e imprese italiane, ricordando che nel corso del mese il testo attualmente licenziato potrebbe subire ulteriori modifiche attraverso gli emendamenti che verranno discussi e votati in Parlamento.
Una manovra decisamente non ricca e che vede i fondi stanziati impegnati prevalentemente sulle misure per contrastare gli effetti del caro energia che gravano su attività economiche e nuclei familiari.
Federico Fermi, sottosegretario all'Economia, afferma infatti: "è la prima volta che si affronta il bilancio dello Stato partendo da una posta vincolata che deve assorbirne quasi i tre quarti."

Ammonta infatti a 21 miliardi di euro la cifra destinata alle misure contro il caro bollette di famiglie e imprese, su una manovra che in totale vale circa 36 miliardi. Per i soggetti più fragili sono stati stanziati 2,5 miliardi attraverso il bonus sociale che prevede uno sconto automatico per le utenze di gas e luce dei nuclei familiari con ISEE fino a 15 mila euro annui. Ulteriori risorse riguardano l’azzeramento degli oneri di sistema in bolletta e il taglio dell’IVA sul gas al 5% (3,8 miliardi), mentre l’azzeramento degli oneri di sistema dell’energia elettrica vale 963 milioni. Previsto inoltre l’aumento al 35% dei crediti d’imposta per le bollette delle piccole attività commerciali, mentre per le imprese energivore e gasivore il beneficio fiscale sale al 45%.

 

Contanti: limiti ai pagamenti

Per quanto riguarda il limite all'uso del contante per i pagamenti, la soglia è stata aumentata a 5.000 euro a partire dal 2023, mentre fino a tutto il 2022 tale limite è pari a 2.000 euro.
E sempre in tema di denaro contante, viene limitato l'obbligo nell'accettare pagamenti con il POS per esercenti e professionisti. Non si rischieranno più sanzioni per il rifiuto di pagamenti elettronici su importo inferiori a 60 euro. Quest'ultimo provvedimento, tuttavia, ancora in discussione, potrebbe finire sotto la lente della Commissione europea che non vede di buon occhio la promozione dell'uso dei contanti, anche per pagamenti di importi esigui.

 

Cybersicurezza: due nuovi fondi per la sicurezza informatica

Il Governo apre un nuovo capitolo sulla cybersicurezza, istituendo due nuovi fondi per i quali viene stanziato mezzo miliardo di euro da spendere nei prossimi anni per aumentare i livelli di sicurezza dei sistemi informativi del Paese.
Il primo è destinato agli interventi per l’autonomia tecnologica e il potenziamento del livelli di cybersicurezza dei sistemi informativi, con 70 milioni nel 2023, 90 milioni nel 2024, 110 per il 2025 e 150 dal 2025 al 2037.
Il secondo fondo riguarda la gestione della cybersecurity e prevede 10 milioni per il 2023, 50 per il 2024 e 70 a decorrere dal 2025.

 

Famiglia: assegno unico e congedo parentale

Potenziato l'assegno unico universale per le famiglie che hanno 3 o più figli, con una maggiorazione del 50% per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni. Maggiorazione che riguarderà esclusivamente i nuclei con un ISEE al di sotto dei 40.000 euro.
Sempre per le famiglie con figli, previsto per le neo mamme un mese in più di congedo parentale retribuito all’80%.
Ridotta inoltre l’IVA sui prodotti per l’infanzia e quella sugli assorbenti igienici (cosiddetta tampon tax), con il passaggio all'aliquota del 5%. Infine per i redditi fino a 15.000 euro è prevista una carta spesa per i prodotti di prima necessità.

 

Lavoro: cuneo fiscale, premi di produttività e sgravi contributivi

La misura più costosa, dopo quelle legate al caro energia, è quella relativa al cuneo fiscale, la differenza cioè da tra stipendio lordo e netto per effetto delle trattenute per imposte e contributi previdenziali. Stanziati oltre 4 miliardi di euro per il taglio di due punti del cuneo fiscale contributivo, per la parte a carico dei lavoratori, per i redditi sino a 35.000 euro. Un ulteriore taglio di un punto percentuale, viene riconosciuto a chi percepisce redditi fino a 20.000 euro.
Per i lavoratori dipendenti troverà inoltre applicazione l’aliquota al 5% (anziché quella del 10%) per premi di produttività fino a 3.000 euro.
Si confermano inoltre anche le agevolazioni contributive per chi assume donne, giovani under 36 anni o percettori del Reddito di Cittadinanza.

Pensioni: Ape sociale, Quota 103 e Opzione donna

Passiamo al capitolo pensioni, ed in particolare alle possibilità di flessibilità in uscita per lavoratrici e lavoratori prossimi all'età del pensionamento.
Prorogato anche per il 2023 l’Ape sociale, l’anticipo pensionistico per alcune categorie di lavoratori, cioè disoccupati, caregiver, cioè persone che da almeno 6 mesi si prendono cura di una persona non autosufficiente, lavoratori con invalidità pari o superiore al 74% e coloro che svolgono mestieri considerati usuranti.
Dopo Quota 100 e Quota 102, nel 2023 sarà possibile accedere a Quota 103, la possibilità di andare in pensione già a 62 anni di età anagrafica con almeno 41 anni di contributi. Questa pensione anticipata flessibile prevede l’addio anticipato con un assegno massimo di 2.600 euro lordi e non cumulabile con altri redditi da lavoro.

Chi ha diritto a Quota 103, ha poi tre possibilità di scelta:

  • ignorare l’opzione e continuare a lavorare e versare i contributi fino al naturale raggiungimento dell’età pensionabile;
  • esercitare l’opzione e andare in pensione;
  • certificare l’importo della pensione che otterrebbe accedendo a Quota 103, continuare a lavorare ottenendo un premio in busta paga pari al 33% dei contributi (contributi che non saranno più versati all'INPS e dunque non rientreranno nel calcolo dell'assegno pensionistico).

Per quanto concerne Opzione donna, questa diventa molto più stringente e non riguarderà più tutte le lavoratrici ma soltanto chi si trova in una condizione di bisogno, cioè deve assistere, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente convivente con disabilità grave, o essere invalida civile almeno al 74%.

 

Fisco: flat tax e tregua fiscale

Diverse le iniziative legate al fisco a partire dalla flat tax al 15% per partite IVA e autonomi con ricavi fino a 85.000 euro (al momento il tetto è a 65.000).
Nuova tregua fiscale. Sarà possibile fare pace con il fisco per:

  • errori non ancora scoperti;
  • avvisi di liquidazione;
  • accertamenti;
  • contenziosi già avviati con l’Agenzia delle Entrate.

Ritorna anche la definizione agevolata delle cartelle di pagamento: si potranno definire, con rateazione fino al 30 novembre 2027, senza sanzioni, interessi e aggio di riscossione, i carichi pendenti con l’agente della riscossione notificati fino al 30 giugno 2022.
Stralcio d’ufficio, infine, per i carichi di importo residuo fino a 1.000 euro, affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2015.

 

Come cambia il Reddito di Cittadinanza

Reddito di Cittadinanza eliminato a partire dal 2024 e con forti limitazioni previste anche per il 2023. In sintesi il RDC per il 2023 avrà le seguenti caratteristiche:

  • sarà riconosciuto per soli 8 mesi anziché 12, ad eccezione dei nuclei familiari in cui figura almeno un minore, un disabile o un over 60 (in questo caso sarà riconosciuto per l'intero anno);
  • le persone occupabili avranno il dovere di prendere parte a un corso di formazione o riqualificazione professionale della durata di 6 mesi, pena la decadenza immediata del beneficio;
  • un’offerta di lavoro congrua non può essere mai rifiutata, pena la decadenza del Reddito di cittadinanza;
  • il RDC sarà cumulabile con i lavori stagionali o saltuari fino a 3.000 euro lordi.

Ribadiamo che tutte le novità illustrate in questo articolo riguardano il testo bollinato dalla Ragioneria di Stato e presentato in Parlamento, dunque potrebbero essere emendate nell'ultimo tratto dell'iter di approvazione che dovrà chiudersi al termine di dicembre 2022.

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