Insurtech - Dati 2022

Assicurazioni, crescono gli investimenti nel digitale

La digitalizzazione del settore assicurativo può favorire la diffusione delle polizze grazie all'innovazione di processo e di prodotto, soprattutto in un Paese sotto assicurato come l'Italia. Gli investimenti nel comparto sono notevolmente cresciuti

 

 

L'Insurtech investment index report dell'Italian Insurtech Association, mostra quanto il mercato assicurativo digitale sia cresciuto negli ultimi 30 mesi, in Italia come nel resto dell'Europa. Il nostro Paese tuttavia sconta dei ritardi soprattutto per via di un rapporto fra imprese del settore assicurativo, start-up e PMI innovative, ancora in fase embrionale.La digitalizzazione delle assicurazioni dunque ha un enorme potenziale di crescita se si analizzano i dati europei, e in un Paese sotto assicurato come l'Italia può favorire la diffusione delle coperture assicurative, anche grazie all'innovazione di processo e di prodotto portate dal fermento che gira attorno all'insurtech.

 

Insurtech: un settore in grande crescita

L’Insurtech investment index report, ideato da IIA (Italian Insurtech Association, associazione che riunisce più di 200 operatori del settore assicurativo), ed elaborato dall’Osservatorio fintech & insurtech del Politecnico di Milano, fornisce interessanti dati sul mercato assicurativo digitale italiano e il suo potenziale di crescita. Se nel primo semestre del 2021 sono stati 60 i milioni di euro investiti in insurtech, nel medesimo periodo del 2022 questo dato è salito a 200 i milioni di euro, segnando una crescita del 230%. Una crescita notevole e ancor di più se inserita in un contesto economico fatto di crisi concatenate e un'incertezza ormai quasi "strutturale".
Se si allarga l'analisi agli ultimi 30 mesi, gli investimenti sono stati complessivamente pari a 510 milioni di euro e la crescita del primo semestre fa stimare a 500 milioni quelli che ci saranno fino a fine anno.
Il report rileva un andamento che di fatto segue l'evoluzione dei consumatori che, anche a causa e grazie alla pandemia, sono sempre più digitali poiché ormai rappresentano il 42% del mercato assicurativo, rispetto al 33% rilevato prima del Covid.

 

Insurtech in Italia: il nodo dei ritardi

L'Italia, tuttavia, rispetto al resto del mondo ed in particolare agli altri Paesi europei, è in forte ritardo sul fronte dell'Insurtech. Dall’inizio del 2020 a giugno 2022, infatti, Gran Bretagna, Germania e Francia hanno investito, rispettivamente, 3,7 miliardi, 3,3 e 2,9 miliardi di euro, cifre che sono dalle sei alle otto volte superiori a quelle raggiunte dall'Italia, seppure in crescita.
Un ritardo da cercare innanzitutto nel rapporto che va costruito tra le grandi imprese del settore assicurativo e le start-up e PMI innovative che spingono per la digitalizzazione. Infatti se negli ultimi 30 mesi in Italia si sono registrati circa 120 milioni di euro di investimenti in start-up, altri Paesi europei sono state rilevate cifre di circa 10 volte superiori.
Nel Belpaese siamo dunque ancora in una fase embrionale, sebbene ormai sia chiaro che questi due mondi, grandi imprese di settore e start-up/PMI innovative, saranno sempre più interdipendenti per generare una reciproca crescita e delle risposte concrete all'evoluzione dei clienti, business o consumer che siano.
Se si accelera, dunque, sarà possibile raggiungere il traguardo di un miliardo di euro investiti entro il 2023, come stimato dall'Italian Insurtech Association (IIA).
Analizzando la situazione attuale, IIA in collaborazione con EY, rileva che il 71% degli operatori ritiene che ci sia un gap tecnico e digitale nelle loro competenze, ed ha evidenziato come sia diventata una priorità per le compagnie assicurative ridurre il divario di competenze all’interno della filiera e avviare accordi con partner innovativi.

Nel dettaglio:

  • il 45% ha avviato collaborazioni con tech company;
  • il 66% con enti accademici;
  • il 59% con Insurtech;
  • il 34% con acceleratori o incubatori.

Le insurtech, inoltre, sono percepite dall’80% degli intervistati come un’opportunità per introdurre  nuovi prodotti, nuovi processi e migliorarne l’efficienza. Sulla base dei dati dell’Insurtech investment index:

  • oltre l'80% delle compagnie assicurative ha giudicato come prioritario innovare la propria offerta di prodotti e servizi;
  • il 77% ritiene una priorità aumentarne l’efficienza.

Inoltre le idee sono molto chiare sulle tecnologie innovative su cui concentrare gli investimenti, con l’85% che indica le API (application programming interface - interfacce di programmazione delle applicazioni) e il 77% soluzioni di intelligenza artificiale.

Entrambe tecnologie volte a rispondere in maniera sempre più precisa e personalizzata alle esigenze dei consumatori, dal momento che le stime ci dicono che entro 10 anni l’82% dei prodotti assicurativi sarà digitale. Dunque un'evoluzione imprescindibile per l'intero settore.

Simone Ranucci Brandimarte presidente di IIA, dichiara:
"La bassa penetrazione assicurativa unita al basso livello di digitalizzazione del nostro Paese, l’hanno reso un mercato molto attrattivo, soprattutto per i player stranieri: entro la fine del triennio 2020-2022 il nostro paese vedrà l’ingresso di oltre 50 soggetti in ambito assicurativo con piani di investimento importanti."

Il mercato assicurativo digitale italiano, infatti, mostra un grande potenziale di crescita, basti pensare che il nostro è un Paese sotto assicurato sia sul versante dei privati sia per quanto riguarda le organizzazioni.

 

Insurtech: un universo complesso, articolato e in continuo movimento

Per poter meglio inquadrare le evoluzioni attuali e potenziali dell'insurtech, è importante farne anche un'analisi qualitativa rispetto alle sue applicazioni al mercato assicurativo.
Innanzitutto si tratta di un settore che comporta la compresenza, la complementarietà o l'integrazione di tre categorie di attori, il che amplia e modifica il raggio di azione di quello assicurativo. Parliamo di:

  • compagnie assicurative "tradizionali";
  • provider di servizi innovativi (ad esempio gli sviluppatori di software);
  • imprese di altri settori attive nell'Embedded-Isurance, per intenderci la vendita di coperture assicurative come prodotti integrati nell'acquisto di un altro servizio.

Dal punto di vista dei clienti, le insurtech possono rivolgere i propri servizi a:

  • Clienti consumer, privati che trovano nella semplicità di accesso a soluzioni assicurative innovative, una spinta a sottoscrivere nuove e adeguate coperture.
  • PMI, che con la crescita dell'insurtech hanno l'opportunità di accede a soluzioni più semplici e più convenienti.
  • Corporate, che attraverso la già citata Emedded-Isurance possono arrivare ad integrare i propri servizi con quelli assicurativi, divenendo non solo clienti ma partner del settore assicurativo.

Le prospettive sono dunque molto interessanti e rilevante potrebbe essere il contributo dell'insurtech nel ridurre la cronica sotto assicurazione del nostro Paese.

 

Insurtech e nuove generazioni di clienti

Nell'ambito del Festival delle Assicurazioni, tenutosi a Milano tra il 12 e il 14 ottobre 2022, si è dibattuto circa le sfide che le assicurazioni affrontano, trovandosi ad operare con generazioni di clienti diverse fra loro, dai Baby Boomer ai Millennial, che nel giro di pochi decenni hanno visto un'accelerazione della tecnologia a disposizione dei singoli individui.
In particolare, i trentenni, i cosiddetti Millennial, hanno vissuto fin dal loro ingresso nel mercato del lavoro un clima di maggiore incertezza, che per forza di cose diventa anche finanziaria. E allora chiedono al mercato assicurativo soluzioni che in qualche modo ricordino quelle proposte per la fruizione di contenuti in abbonamento, come le piattaforme di streaming, che consentano di ottenere coperture che variano con l'evolversi delle condizioni di vita.
Se invece parliamo di Baby Boomer, la situazione si ribalta e le compagnie devono rispondere a clienti che vivono in una condizione finanziaria stabile e soddisfacente, ma necessitano di servizi e prestazioni sempre più evoluti, basti a pensare al continuo sviluppo della cosiddetta Silver Economy.
Dunque la componente digitale nelle offerte assicurative deve essere modulata in base alle fasce della popolazione, in modo da semplificare la vita ai soggetti più avanti in età e offrire soluzioni più veloci e smart ai nativi digitali. In questo le innumerevoli applicazioni dell'insurtech possono contribuire ad un ampliamento della platea dei clienti, favorendo la sottoscrizione di polizze anche da parte di chi finora non ci aveva ancora pensato o non aveva potuto farlo.

 

Insurtech e salute: la frontiera dell'Healthtech

Chiudiamo con un approfondimento su un ambito che ha molto a che vedere con l'insurtech: la salute. Se n'è dibattuto anche in questo caso nel corso del Festival delle Assicurazioni.
La pandemia ha avuto un effetto dirompente sull'attenzione degli individui a tutti gli aspetti della propria salute, si calcola a tal proposito che l'80% della popolazione ritenga la salute sia in cima alle proprie priorità.
Una sfida importante per il comparto assicurativo in ambito sanitario, dunque, dal momento che occorre rispondere a nuove esigenze e di conseguenze innovare le proprie proposte sia in termini di prodotto che di processo.
Le quattro polizze "tradizionali" coinvolte in questo cambiamento sono vita, infortuni, invalidità e spese mediche, con i clienti che per via della pandemia hanno iniziato a cercare e richiedere forme assicurative a sostegno della prevenzione, venuta a mancare su larga scala perché la sanità pubblica ha affrontato la crisi da Covid-19, e cure e assistenza attraverso la tele-medicina che, come tutte le altre attività ad alto tasso di digitalizzazione, ha visto una grande espansione della domanda.
Ed è nel connubio tra tecnologia e salute, Healthtech, che risiede l'opportunità per i clienti di ottenere servizi sempre più innovativi e personalizzati, che ancor prima della prevenzione partano dallo screening e da comportamenti virtuosi che consentono un maggiore benessere.

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