Silver Economy e polizza LTC

Silver Economy: un’economia in crescita che ha bisogno di risposte concrete

Cresce la Silver Economy legata ai bisogni degli over 65, quasi un terzo della popolazione in Italia. Si tratta di individui con specifiche esigenze in termini di servizi alla persona, consumo di beni, mobilità e prestazioni sanitarie. Un sostegno concreto arriva dalle “Polizze Long Term Care”

 

 

La Relazione annuale sull'attività 2021 dell' Autorità Garante per la protezione dei dati personali parla di un anno molto impegnativo e complesso, in continuità con il 2020, che a causa della crisi pandemica ha spostato online tutte le attività umane ed economiche che è possibile svolgere da remoto, moltiplicando la circolazione dei dati e i punti di attacco agli stessi.
I numeri esposti nella Relazione parlano di una crescente attenzione del Garante tanto alle questioni legate alla cybersecurity, e dunque al cybercrime, quanto all’adeguamento al Regolamento UE da parte dei soggetti pubblici e privati, quel GDPR definito dai media "ancora un cantiere aperto".

Chi sono e quanti sono i protagonisti della Silver Economy?

Lo studio si basa su un'indagine demoscopica condotta da Format Research con la collaborazione dell’Associazione 50&Più e il patrocinio di ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e FUTURAnetwork.
Una definizione di Silver Economy la fornisce il Report 2018 della Commissione Europea, dal titolo The Silver Economy:

"l’insieme delle attività economiche che rispondono ai bisogni delle persone con 50 o più anni di età [in questo articolo si parlerà soprattutto di over 65, Ndr], inclusi anche i prodotti e servizi di cui queste persone usufruiscono direttamente e l’ulteriore attività economica che questa spesa genera."

Una tematica importante da approfondire e sviscerare, dal momento che per la prima volta da quando si fanno rilevazioni demografiche, le persone che stanno per raggiungere o hanno raggiunto o superato i 65 anni di età, in Italia e in molte altre nazioni del mondo, sono talmente numerose da arrivare a quasi un terzo della popolazione.
Vi è poi un ulteriore fattore di interesse. Le persona anziane sono i soggetti che detengono patrimoni mobiliari e immobiliari, flussi di reddito certi che non dipendono dai cicli economici e vivono la fase della vita che l'economista Franco Modigliani ha definito del "decumulo": possono in sostanza spendere più di quello che incassano nell’anno, andando ad intaccare il patrimonio accumulato.
Una fetta enorme della popolazione nazionale e mondiale dunque, che va osservata da vicino poiché presenta e presenterà esigenze specifiche in termini di:

  • necessità di servizi alla persona;
  • consumo di beni;
  • prestazioni sanitarie;
  • mobilità.

Il tutto con l'obiettivo di un'autonomia fisica quanto finanziaria che duri più a lungo possibile, con l'allungarsi della speranza di vita.

 

Una risposta concreta per lo sviluppo della Silver Economy: le polizze LTC

Polizze LTC come risposta concreta alle esigenze dei Silver italiani e delle loro famiglie, dunque.
La polizza Long Term Care è una formula assicurativa mirata a risolvere i problemi economici legati alla non autosufficienza, che tutela l’individuo dall’improvvisa perdita della capacità di produrre reddito e che mette a disposizione un capitale tale da consentire di usufruire di una reale assistenza qualificata in tempi rapidi e su base continuativa. Polizza fondamentale dunque per:

  • tutelare se stessi, soprattutto con il crescere dei nuclei formati da un solo soggetto;
  • proteggere i propri cari fornendo loro il sostegno adeguato per affrontare la non autosufficienza di un familiare.

La polizza prevede l’erogazione di una rendita vitalizia mensile (LTC) o il versamento di un capitale unico anticipato (Enhanced Disability), in caso di perdita dell’autosufficienza, dovuta a malattia o infortunio, nel compimento delle attività elementari della vita quotidiana "ADL" (Activities of Daily Living), quali mobilità e cura personale.
In alcuni casi le polizze offrono l’opzione di trasformare l’indennità in servizi: sarà la compagnia a contattare dei fornitori di prestazioni domiciliari e, d’accordo con il medico del paziente, definire le prestazioni di cui il cliente ha bisogno e che potranno essere pagate direttamente dalla compagnia; il vantaggio è quello di poter usufruire di tariffe scontate da parte dei fornitori e di maggiori servizi.
Dunque in una Silver Economy nascente e tutta da studiare, approfondire e trasformare in opportunità per gli individui e la società, una risposta è già ben presente e utile a tutelare i singoli e le loro famiglie.

 

La Silver demography in Italia

I dati demografici non fanno che accentuare l'importanza della Silver Economy nel dibattito. Vediamo i dati rilevati l'Osservatorio Silver Economy Censis-Tendercapital, che dimostrano la necessità di un cambio di paradigma nell'ottica della risposta ai bisogni della popolazione italiana.

In dieci anni nel Belpaese si sono registrati:

  • 1,8 milioni di persone in più con almeno 65 anni (un gruppo paragonabile alla somma degli abitanti di Napoli e Torino);
  • 1 milione di over 80 anni in più (la popolazione di Palermo e Firenze insieme);
  • 1,5 milioni di giovani fino under 34 anni in meno (pensiamo alla somma degli abitanti di Milano e Trento);
  • Un crollo delle nascite del 23,7%.

Questo il dato consolidato che parla già inequivocabilmente di invecchiamento della popolazione. Ma se guardiamo al futuro, le previsioni per il 2051 annunciano che gli attuali 13,7 milioni di anziani, pari al 22,8% del totale della popolazione, diventeranno 19,6 milioni, diventando dunque quel famoso terzo della popolazione totale.

Una popolazione che sta creando un'economia a sé stante con bisogni specifici a cui rispondere, considerando due macro classi di popolazione anziana.

  • quella dei longevi attivi;
  • quella dei non autosufficienti.

Un mondo di persone che ha ancora moltissimo da offrire alla collettività in termini di impegno attivo, di spesa, investimenti e di iniziative a supporto dello sviluppo. Ma anche di soggetti che vedono nella perdita di autosufficienza e nelle potenziali ricadute personali e finanziarie su se stessi e sui familiari un obiettivo di mitigazione imprescindibile.

 

Il ruolo dei Silver italiani in famiglia e società

Come detto i Silver si dividono tra attivi e non autosufficienti. Indagando dunque il ruolo dei Silver in famiglia e nella società, Itinerari Previdenziali ha rilevato che:

  • in media, il 63% Silver assiste un proprio familiare;
  • il 31% pratica almeno ogni tanto attività di volontariato, con un picco del 36,4% tra gli over 75.

Dunque gli anziani svolgono una fondamentale attività sociale, con un notevole apporto economico in ambito sia domestico sia statale.

Ma non bisogna ignorare un fenomeno in constante crescita: l’atomizzazione dei nuclei familiari,  con il 17% del campione che dichiara di non avere figli e nipoti, dunque non potrà contare sul welfare familiare nell’età del bisogno. La combinazione di invecchiamento della popolazione e famiglie composte da un solo membro, va ad accelerare la necessità di fornire risposte specifiche ad una nuova domanda, peraltro in crescita.

La pandemia da Covid-19 ha inoltre accelerato le riflessioni di questa parte della popolazione circa le proprie condizioni fisiche, economiche e finanziarie e le scelte per il proprio futuro e quello dei propri cari.

 

Silver Economy e la lezione del Covid-19

È indubbio che la pandemia da Covid-19 abbia colpito duramente la popolazione mondiale over 65, sia per severità della malattia sia per perdite umane. Dall'indagine di Itinerari Previdenziali, tuttavia, emerge che a subire i contraccolpi maggiori dal punto di vista sia economico che psicologico siano stati:

  • donne;
  • persone tra i 50-64 anni;
  • residenti di Sud e Isole.

Minore l'impatto sugli over 65, che hanno sperimentato due tipologie di conseguenze, una negativa legata alla riduzione della propria socialità, una positiva con l'aumento dell’attenzione alla propria salute in risposta all’emergenza sanitaria. Conseguenze che non hanno avuto alcuna ripercussione sul patrimonio mobiliare e immobiliare, oltre che sulla capacità di spesa, che si è velocemente spostata verso le soluzioni online, nonostante età e abitudini consolidate.

La stabilità finanziaria di coloro che non hanno subito le conseguenze economiche delle restrizioni legate alla pandemia (vedi i redditi da pensione), hanno giocato un ruolo cruciale, infatti a pagare il prezzo più alto sono stati:

  • i lavoratori di età compresa tra i 50-64 anni che hanno visto ridursi maggiormente il proprio reddito;
  • le donne lavoratrici, poiché principalmente occupate nel settore terziario dei servizi.

Dunque una situazione finanziaria che ha retto molto bene alla crisi, ma che non corrisponde a quella sanitaria, vero punto dolente per gli over 65 italiani, che più di tutti pagano il duro contraccolpo subito dalla sanità pubblica, in particolare in termini di tempi di risposta.

 

Silver Economy e sanità

Gli anziani italiani, infatti, fanno un ampio ricorso ai servizi sanitari, 7 persone su 10 nella fascia tra i 65 e i 74 anni. Sono soggetti particolarmente attenti alle proprie condizioni soprattutto in un'ottica di prevenzione e rinvio quanto più possibile delle situazioni di non autosufficienza.
Ma questa necessità spesso si scontra con le carenze della sanità pubblica, le difficoltà nella prenotazione in tempi utili di visite ed esami specialistici, oltre che le disparità a livello territoriale del SSN, ritenuto insufficiente dal 28% dei rispondenti del Mezzogiorno.

Dunque una crescente sensibilità verso il tema dettata dalla pandemia, che tuttavia vede ancora un ricorso limitato a forme di assistenza sanitaria integrativa:

  • tra i 65/74enni, solo il 13,6%;
  • 24,5% dei 50/64enni;
  • 25% degli over 75.

Le adesioni più numerose si riscontrano tra pensionati/lavoratori (43,1%) e occupati (32,5%), mentre sono più basse per i pensionati (17,4%), soprattutto quelli anziani già da molto tempo in quiescenza, casalinghe/i e chi è in cerca di occupazione. Categorie, quest’ultime, che risultano non a caso essere anche quelle che hanno maggiormente sostenuto spese sanitarie out of pocket.

Su questo tema Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, afferma:
"In un moderno welfare mix, la sanità complementare svolge un ruolo cruciale sia per i singoli sia per lo Stato ma gli italiani, con i Silver a non fare purtroppo eccezione, non ne hanno ancora compreso appieno le potenzialità, in termini sia di risparmio sia di efficienza dei servizi prestati per cura e prevenzione: per questo risulta chiaro dall’indagine come vi siano enormi spazi di sviluppo per assistenza sanitaria integrativa e LTC, strumenti fondamentali per poter incrementare la speranza di vita in buona salute a 65 anni, ancora troppo bassa in Italia se confrontata con quella dei principali Paesi europei."

Alle sue parole si aggiungono quelle di Maria Bianca Farina, presidente di Ania, che nel suo messaggio al convegno Aiba dal titolo "Salute: chi ci assicura che siamo sulla strada giusta?", afferma:
"Sono [..] convinta della necessità di riflettere seriamente su un modello di welfare innovativo che combini al meglio le risorse pubbliche e private, con un ruolo più ampio assegnato alla sanità integrativa che, basandosi su un principio di mutualità, tipico delle assicurazioni, garantirebbe maggiore uguaglianza ai cittadini e più elevati livelli di protezione per i malati."

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