logistica e trasporti

Opportunità e rischi nelle spedizioni internazionali

Nel PNRR è contenuta la tanto attesa riforma del contratto di spedizione, che finalmente adegua l’assetto normativo nazionale a quello europeo. Una revisione profonda che riguarda in particolare IVA, dazi, limite di debito, diritto di ritenzione e che ha lo scopo di dare maggiori certezze al settore.

 

 

Il 2022 sarà un anno cruciale per il mondo dei trasporti. A partire dal PNRR che interviene in maniera decisiva sulla disciplina civilistica del contratto di spedizione, con una revisione a lungo attesa e necessaria a garantire efficienza e competitività di un settore sino ad oggi troppo lontano dagli standard europei. Questa riforma si inserisce poi in un contesto carico di incertezze per gli operatori, chiamati a misurarsi sia con la crisi post pandemica sia con l’instabilità economica dovuta alle crescenti tensioni internazionali.
Ecco che il settore intero deve affrontare fin da subito opportunità e rischi derivanti dal nuovo assetto economico e normativo, individuando gli strumenti e i supporti adeguati per tutelare al meglio le attività imprenditoriali.

 

Rischi e opportunità della logistica: il ruolo del broker

Uno scenario che cambia, una normativa che richiede un'evoluzione continua quanto competenze sulle norme internazionali e dei singoli Paesi, un mondo che presenta nuovi rischi ma anche nuove, grandi opportunità.
Quello dei trasporti e della logistica è un settore che richiede professionalità elevatissime ed interdisciplinari anche sul fronte assicurativo, per rispondere in maniera chiara e precisa agli operatori coinvolti, trasportatori, spedizionieri e committenti.
Ecco perché un broker assicurativo specializzato è un alleato fondamentale per garantire la continuità del business attraverso consulenza, analisi dei rischi e gestione delle coperture assicurative, identificando le compagnie assicurative più adatte, predisponendo di testi di polizza su misura per il cliente, gestendo i sinistri in autonomia e con un costante aggiornamento e affiancamento al cliente. Un'attività che comporta anche la ridefinizione annuale del budget assicurativo, in accordo con le politiche di spesa del cliente, e il costante monitoraggio delle coperture assicurative per garantire l’adeguamento alle evoluzioni legali e normative.

Trasporti, logistica e PNRR: come cambia il contratto di spedizione

Il PNRR porta con sé una revisione profonda delle norme civilistiche sul contratto di spedizione, una riforma da tempo necessaria che va ad adeguare l'assetto normativo nazionale a quello europeo. Un'azione fondamentale per un Paese votato agli intensi scambi internazionali qual è l'Italia.
Una normativa, quella del Belpaese, che affrontava finora la propria obsolescenza attingendo e forzando una serie di usi e costumi a colmare le lacune esistenti.
Il PNRR alla Missione 3, Componente 2, recita infatti:

"2.3 Semplificazione delle procedure logistiche e digitalizzazione dei documenti, con particolare riferimento all'adozione della CMR elettronica, alla modernizzazione della normativa sulla spedizione delle merci, all’individuazione dei laboratori di analisi accreditati per i controlli sulle merci."

La Presidente di Fedespedi, Silvia Moretto, ha salutato la riforma dichiarando:

"Finalmente viene riconosciuto e recepito nel nostro ordinamento il valore dello sviluppo avuto dal settore delle spedizioni internazionali negli ultimi 70, 80 anni. Fenomeni come l’avvento del container negli anni ’50 e la globalizzazione del commercio fino ad oggi non trovavano riscontro nella vecchia disciplina del contratto di spedizione."

La riforma chiarisce e semplifica l’applicazione delle regole che governano i rapporti tra le imprese che trasportano, importano ed esportano le loro merci nel mondo e le imprese di spedizioni alle quali viene affidato il mandato di spedizione. L'obiettivo è duplice:

  • ridurre al minimo sia il rischio di plurinterpretazione dei dispositivi civilistici;
  • limitare la conflittualità tra le parti coinvolte.

In sostanza dare maggiore certezze ad un settore che per sua natura deve gestire e governare una serie di complessità.

 

Principio di limitazione del debito

Entriamo adesso nel merito di alcune delle novità introdotte nel nostro ordinamento.
Partiamo dalle modifiche all'art. 1696 del Codice Civile, per quanto concerne la limitazione al risarcimento dovuto dal vettore. Limite, fissato in Italia ad 1 euro per ogni chilogrammo di peso lordo di merce perduta o avariata, e a livello internazionale mediante richiamo della Convenzione CMR, che stabilisce 8,33 DSP per ogni chilogrammo di peso lordo mancante, finora applicato esclusivamente al trasporto stradale, e con la riforma esteso anche ad altre modalità di trasporto. In caso di trasporto aereo, marittimo, fluviale e ferroviario, tanto nazionale quanto internazionale, si rimanda alle leggi speciali e alle pertinenti convenzioni internazionali per quanto riguarda l'ammontare di tale limitazione e il rispetto dei presupposti per il sorgere della responsabilità.
Per la prima volta nel nostro ordinamento compare poi una specifica disciplina per il caso in cui, in caso di trasporto intermodale, non sia possibile stabilire in quale fase del trasporto si sia verificata la perdita o l'avaria: il risarcimento dovuto dal vettore non potrà superare 1 euro per ogni chilogrammo di peso lordo di merce perduta o avariata in caso di trasporto nazionale e 3 euro per ogni chilogrammo di peso lordo di merce perduta o avariata in caso di trasporto internazionale. Questa novità recepisce in questo modo il consolidato orientamento giurisprudenziale in materia.

 

Riconosciuto il diritto alla ritenzione della merce

Analizzando poi le modifiche apportate all'art. 2761 del Codice Civile, si rileva una equiparazione sostanziale del credito dello spedizioniere a quello del vettore, in materia di privilegi speciali.
Si recepisce in questo modo l'orientamento della Corte di Cassazione, che negli anni ha stabilito che il diritto di ritenzione e privilegio sulle merci trasportate per un credito derivante dal contratto di trasporto può essere esercitato anche per soddisfare un credito nascente da un trasporto diverso, ma con il quale vi sia un rapporto di connessione.
Dunque nel caso vengano fatti più trasporti nel corso dell'esecuzione di un unico contratto quadro, il diritto di ritenzione e privilegio può essere esercitato anche trattenendo la merce nell'attuale disponibilità del vettore, per il corrispettivo maturato e non onorato per un trasporto precedente.

 

Come cambia lo scenario internazionale della logistica

La pandemia da Covid-19 prima e gli scenari di guerra in Europa poi, stanno rapidamente ridisegnando lo scenario internazionale della logistica, condizionato da una serie di fattori quali.

  • nuovi rischi fisici e finanziari legati ai trasporti, sono esempi eclatanti il prezzo dei noli marittimi andato alle stelle, con rincari anche del 600%, oppure l'oggettiva difficoltà di attraversare territori in guerra;
  • necessità di dare continuità all'operatività anche in momenti in cui le economie rallentano o si fermano, basti pensare al primo duro lockdown italiano del marzo 2020, quando gli operatori del settore hanno garantito l'arrivo delle merci sugli scaffali, nelle case e nelle imprese del Paese;
  • scelte obbligate di rerouting, il ridisegno dei flussi di approvvigionamenti individuando nuove rotte e modalità di trasporto per aggirare le oggettive difficoltà derivanti dai conflitti armati, commerciali e finanziari in atto;
  • mancanza generalizzata di materie prime e di prodotti finiti.

Un contesto che disegna un nuovo mondo carico di rischi ma anche di opportunità per chi le saprà cogliere con grande competenza, conoscenza e consapevolezza delle sfide del settore.

 

IVA e dazi: le garanzie degli spedizionieri

Nel quadro così delineato, gli operatori doganali devono integrare tutti gli aspetti legati alla gestione delle merci con quelli legati alla componente fiscale e finanziaria delle spedizioni.
Lo spedizioniere si occupa per conto del cliente, mandante nella nuova dicitura civilistica, delle questioni legate all'IVA, che per i trasporti internazionali è materia assai complessa, e ai dazi, che visto il quadro politico mondiale potrebbero subire cambiamenti radicali quanto repentini.
Gli operatori doganali devono dunque garantire per conto del mandante i crediti vantati dallo Stato per IVA e dazi, mediante opportune fideiussioni, esponendosi finanziariamente.
Una questione che merita le opportune riflessioni in termini di rischi, opportunità e coperture necessarie a tutela dei patrimoni aziendali, della liquidità e dunque dell'operatività.

 

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