Energie rinnovabili: è la volta buona?

L’aumento dei costi e delle forniture di combustibili fossili, fortemente coinvolti nel conflitto in Ucraina, sta accelerando la spinta verso la transizione energetica nel nostro Paese. Occorre un'attenta pianificazione anche dal punto di vista assicurativo, per tutelare tutti gli attori in campo.

 

 

Gli ostacoli sulla strada della transizione energetica sono noti: la burocrazia, veti di Enti locali e nazionali che devono approvare gli impianti fotovoltaici ed eolici, contenziosi, ricorsi al TAR, a volte progetti inadeguati. Qualcosa però sta cambiando sia a causa del contesto di crisi derivante da prezzi e forniture di combustibili fossili, coinvolti in maniera pesante nel conflitto in Ucraina, sia per l'interesse dei grandi fondi di investimento e ancora per il decreto Fonti Energia Rinnovabile (FER 2), in dirittura d'arrivo nel nostro Paese per regolare gli incentivi sulle rinnovabili. Fattori che spingono sull'acceleratore e che richiedono un'attenta pianificazione anche dal punto di vista assicurativo, per tutelare tutti gli attori in campo.

 

Energie rinnovabili: un percorso a ostacoli

Il Sole24Ore, nell'articolo "Rinnovabili, progetti bloccati pari a quattro volte i consumi italiani" pubblicato il 6 aprile 2022, stima una lista di attesa per le centrali ecologiche che sarebbe vicina a 200mila megawatt. Un problema che genera due criticità:

  • progetti in attesa per la paralisi delle autorizzazioni;
  • pubbliche amministrazioni paralizzate a causa delle numerose richieste, spesso presentate identiche ma in diverse località, nella speranza di ottenere il via libera.

Dunque si rendono necessari uno snellimento delle procedure anche attraverso il potenziamento dell'organico nelle aree che oggettivamente stanno gestendo un'ondata straordinaria di richieste.
E poi una questione in più, le richieste e le centrali si concentrano al Sud Italia dove sole e vento si presentano in abbondanza, mentre la domanda di energia giunge dal Nord del Paese, dove invece si concentrano le attività produttive. Dunque si pone un problema di infrastrutture adeguate alla redistribuzione dell'energia in eccesso e di incentivi a realizzare centrali anche in Alta Italia.

 

Fonte: Il Sole 24Ore "Rinnovabili, progetti bloccati pari a quattro volte i consumi italiani" - 06.04.2022

Energie rinnovabili, prezzo del gas e guerra in Ucraina

Il contesto in cui si innesta la necessaria accelerazione sulle rinnovabili dal punto di vista burocratico, è quello che vede i costi energetici crescere prima a seguito della crisi post pandemica e poi a causa della guerra in Ucraina.
Un aumento dei prezzi che contribuisce in larga parte a rilevare un'inflazione in Italia che a marzo 2022 ha toccato il 6,7%, record dal 1991 ad oggi. Un picco che non si vedeva da oltre 30 anni. Un dato che come detto è dovuto prevalentemente ai prezzi dei beni energetici, la cui crescita passa dal +45,9% di febbraio al +52,9% di marzo 2022.
Una situazione contingente che ha spinto i nostri decisori politici verso la ricerca di una maggiore autonomia energetica. Una prova evidente è il recente annuncio dell’avvio della gigafactory di nuovi pannelli fotovoltaici di ultima generazione che a Catania inizierà la produzione dal prossimo anno.


Energie rinnovabili: assicurazione pilastro imprescindibile

Se pubblico e privato corrono sulle rinnovabili, è giunto il momento di porre la massima attenzione su un pilastro imprescindibile che può determinare il successo o il fallimento di un progetto per l'energia pulita: l’assicurazione a tutela di tutti gli attori.

Parliamo dell’assicurazione All Risks contro tutti i rischi:

  • di progettazione, di costruzione, di montaggio e di ritardato avvio degli impianti;
  • nella fase di gestione e produzione di energia.

Nel settore delle energie rinnovabili le coperture assicurative sono un elemento basilare non solo perché garantiscono la tutela dell’attività, ma anche perché costituiscono parte dei requisiti necessari all’ottenimento dei finanziamenti.
Sul mercato ci sono tante polizze disponibili, ma per gli impianti di grande taglia occorre valutare soluzioni tailor made, in luogo delle soluzioni standard. Maggiori garanzie significano alta stabilità e alta qualità degli investimenti.
Il ruolo del broker assicurativo è quello di accompagnare il cliente nella selezione e personalizzazione delle soluzioni che ottimizzino le tutele, attraverso un mix di esperienza e competenza sia in ambito assicurativo sia specifiche di settore. La Divisione Energie Rinnovabili di ASSITECA, grazie a una competenza specifica, assiste le realtà del settore con servizi di consulenza e polizze ad hoc.


Decreto bollette (Dl 17/22)

Cosa sta facendo il legislatore per accelerare la transizione?

Partiamo dal cosiddetto "decreto bollette", il Dl 17/22 che è in pieno iter di conversione in legge. La Camera ha dato il via libera al provvedimento, che passa all'attenzione del Senato con un testo blindato, visti i con tempi stretti per l'esame e la conversione in legge entro il 30 aprile 2022.

Vediamo in sintesi le novità introdotte sul fronte delle energie rinnovabili:

  • estensione della possibilità di realizzare impianti per autoconsumo entro 10 chilometri dall'utenza interessata;
  • procedure semplificate per impianti fotovoltaici flottanti e, più in generale, per le installazioni medio piccole;
  • snelliti gli iter per installare nuovi impianti solari fotovoltaici o termici in aree a destinazione industriale;
  • percorsi semplificati per i processi produttivi di impianti di biogas e di biometano, e per le infrastrutture elettriche, inclusa la ricostruzione di linee esistenti (purché realizzate con le migliori tecnologie esistenti);
  • parziale destinazione (fino al 60%) dell'energia, ritirata dal Gse da produttori di rinnovabili mediante contratti di ritiro e vendita di almeno tre anni, con prezzi agevolati prioritariamente a clienti industriali energivori.

 

Decreto Fonti Energia Rinnovabile (FER 2)

È inoltre in dirittura d’arrivo il decreto Fonti Energia Rinnovabile (FER 2), messo a punto dal Ministero per la Transizione Ecologica (Mite). Il testo regola gli incentivi per la realizzazione di impianti geotermici, a biomasse, a biogas, fotovoltaico ed eolico offshore. Gli incentivi saranno stabili per 5 anni. I progetti relativi agli impianti di potenza superiore a 10 MW potranno accedere ad una valutazione accelerata. L’annuncio è del 16 marzo scorso e arriva direttamente dal Ministro Cingolani audito in Commissione parlamentare.

Sembrano convergere una volta tanto molti interessi:

  • il pubblico che stabilizza consumi e rete;
  • il privato che abbatte i costi con l’autoconsumo;
  • l’investitore che stabilizza i rendimenti;
  • le imprese "energivore" che possono ritornare competitive.

La Sottosegretaria Ilaria Fontana, sempre alla Camera, ha infine dichiarato che è:

"in corso di predisposizione un ulteriore provvedimento normativo, il 'Nuovo FER 1', finalizzato all’incentivazione delle tecnologie più mature che presentano un profilo di costi fissi bassi o, comunque, suscettibili di sensibile riduzione."

Inoltre il Governo ha  predisposto e notificato alla Commissione UE il nuovo decreto sul biometano. Il provvedimento:

"definisce criteri e modalità per la concessione, attraverso procedure competitive, di un contributo a fondo perduto sulle spese ammissibili connesse all’investimento per l’efficientamento, per la riconversione parziale o totale di impianti esistenti a biogas, per nuovi impianti di produzione di biometano e la valorizzazione e la corretta gestione ambientale del digestato e dei reflui zootecnici e per l’acquisto di trattori agricoli alimentati esclusivamente a metano. Con il medesimo decreto sono definite le condizioni di cumulabilità con gli incentivi tariffari."

Per completare il quadro di profonda accelerazione sulle rinnovabili, si rileva l'interesse dei fondi di investimento, soprattutto stranieri, che hanno grandi liquidità da allocare nella green energy.

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