Dirigenti

D&O: nuove sfide per amministratori, sindaci e dirigenti

Dalla volatilità dei mercati alla Cyber Security, passando per il cambiamento climatico e l'elevato rischio di contenzioso, ecco quali sono le motivazioni che spingono i manager a selezionare un’adeguata polizza D&O per tutelare i patrimoni.

 

 

Il rapporto "Directors and officers (D&O) insurance insights 2022" di AGCS dipinge il quadro in cui si trovano ad operare amministratori, sindaci e dirigenti delle società di capitali i cui organi di gestione e controllo rispondono illimitatamente, e con il loro patrimonio personale, per la violazione degli obblighi, ossia per la colposa inosservanza dei doveri loro imposti dalla legge e dall’atto costitutivo. Dalla volatilità del mercato alla Cyber Security, passando per il cambiamento climatico e l'elevato rischio di contenzioso, vediamo quali sono i temi che dovrebbero spingere questi soggetti a dotarsi di una copertura D&O.

Polizza D&O: cosa tutela e come

Il quadro della situazione, così come delineato dal rapporto "Directors and officers (D&O) insurance insights 2022", pone amministratori, sindaci e dirigenti davanti a delle scelte importanti in termini di protezione del proprio patrimonio personale, che potrebbe subire tentativi di attacco da diversi versanti.

In questo panorama, è fondamentale dotarsi di una polizza D&O adeguata e che risponda alle problematiche emergenti, affidandosi ai maggiori esperti del settore.

La polizza D&O (Directors & Officers Liability) è una soluzione assicurativa che copre la responsabilità di governance nei confronti di terzi, creditori sociali, soci e azionisti, società (in caso di esercizio dell’azione sociale), dipendenti, concorrenti, banche, curatori fallimentari (in caso di procedure concorsuali). Con questo strumento di finanziamento del rischio viene tutelato soprattutto il patrimonio personale di amministratori e sindaci, non protetto dall’attivo della società, in relazione ad un eventuale risarcimento di danni patrimoniali a terzi (non di danni materiali e lesioni, assicurati invece con la Polizza RCT e dipendenti della società), costi di difesa in procedimenti penali e civili (anche oltre il 25% del massimale previsto dal Codice Civile, comprese le spese di opposizione alle sanzioni amministrative ex 231), perdite direttamente sostenute dalla società o dai suoi amministratori per costi di mitigazione del danno, ivi comprese le spese di pubblicità per il ripristino della reputazione in caso di crisi o grave infortunio sul lavoro.
Oltre ad amministratori e sindaci sono assicurati anche il Direttore Generale, il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari o un altro dirigente con deleghe speciali, i membri dell’Organismo di Vigilanza ai sensi del D. Lgs. 231/2001, il Responsabile della Sicurezza (come indicato dal D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 – Codice della Sicurezza sul Lavoro), il Responsabile del Trattamento dei Dati Personali (in Italia Decreto Legislativo 196 del 30/06/2003), i membri dell’Internal Audit, il Responsabile della Protezione dati Personali (Data Protection Officer – DPO, di cui al Regolamento Europeo UE /2016 /796), il Risk Manager. Tutti questi soggetti sono coperti sia in quanto Amministratori o Directors della società contraente, sia in quanto Amministratori o Directors delle società controllate in tutto il mondo (ove sia possibile in base alle legislazioni locali): l’assicurazione D&O è infatti adatta sia per le piccole e medie imprese, sia per le grandi imprese e i gruppi multinazionali. Si possono sottoscrivere massimali compresi tra 1.000.000 e 10.000.000 di euro, o anche maggiori in caso di richiesta.

 

La polizza D&O risponde a queste esigenze e porta un valore aggiunto che risiede in una serie di possibilità di evento che sono solitamente escluse dagli standard di mercato:

  • estensione territoriale mondiale, necessità evidente dopo l'analisi del report AGCS;
  • estensione nel tempo secondo l’impostazione claims made, con copertura dei fatti commessi in qualunque tempo, senza alcun limite retroattivo (salvo casi particolari che emergano in fase di quotazione), e anche se riferibili a precedenti gestioni, purché la richiesta di risarcimento sia avanzata durante il periodo di validità della polizza;
  • assenza di franchigia a carico dell'assicurato;
  • copertura delle spese legali;
  • garanzia postuma, in caso di mancato rinnovo della polizza, di 6 anni;
  • estensione alla Employment Practice Liability Entity, ossia alla Responsabilità Civile Datoriale per gli atti compiuti nella gestione del personale quali discriminazione sessuale, razziale o religiosa, molestie, mobbing, licenziamento illegittimo, illecito provvedimento disciplinare e violazione della privacy;
  • copertura delle perdite finanziarie, Financial Interest Cover, per un sinistro D&O occorso ad una controllata estera.

 

Insolvenze dovute alla pandemia

Dopo un biennio all'insegna delle forme di sostegno alle imprese per far fronte alla crisi pandemica, il ritiro più o meno graduale degli aiuti poterà nel 2022 ad un ritorno delle insolvenze a livelli "normali", con l'Euler Hermes Global Insolvency Index che potrebbe balzare nell'anno al +15% dopo i sensibili cali del 2020 e 2021, che hanno registrato rispettivamente il -12% e -6%.

 

Directors and officers (D&O) insurance insights 2022

 

Chiaramente la ripresa delle insolvenze avrà tendenze diverse a seconda dell'area geografica presa in considerazione: in Africa e America Latina la crescita potrebbe essere più rapida, mentre in Paesi dall'economia forte come Stati Uniti, Germania e Francia, con un ritiro molto più graduale dei sostegni pubblici, l'impatto sulle insolvenze dovrebbe attutirsi.

Il tema è centrale se si considerano le richieste di risarcimento D&O, dal momento che in caso di fallimento i curatori sono portati a rivalersi sugli organi amministrativi delle imprese, ad esempio sostenendo che i consigli di amministrazione non sono stati in grado di affrontare in maniera adeguata la crisi pandemica e il conseguente crollo dei ricavi.

 

Volatilità del mercato e bolle speculative

Sul fronte del settore Finance le sfide attuali nella gestione del rischio sono davvero molteplici. Dalle bolle speculative all'inflazione, passando per l'estrema volatilità del mercato, dovuta anche ai venti di guerra che stanno coinvolgendo l'Europa.

Tutto questo porta ad un'esigenza sempre più stringente di trasparenza in termini di rischi finanziari da parte delle imprese del settore, banche e assicurazioni in prima fila. Informazioni che gli investitori chiedono siano soprattutto tempestive e adeguate a comprendere ciò che accade e le possibili conseguenze.

Opacità, possibili controversie legate ai cambiamenti climatici, accuse di greenwashing e dunque di violazione dei criteri ESG, potrebbero innalzare il livello di rischio per amministratori e dirigenti.

 

Rischi informatici

La digital transformation indotta dalla crisi pandemica e dunque gestita in maniera emergenziale, ha di fatto esposto le aziende a maggiori rischi informatici. Quello della Cyber Security è un tema che non può più essere trascurato, dunque, dal momento che apre ad ulteriori rischi anche sul fronte D&O.

Marco Vincenzi, Regional Head of Financial Lines per la Region Mediterraneo e Africa di AGCS, dichiara:

"Le interruzioni dell'IT e del servizio o gli attacchi cyber potrebbero portare a significativi costi di fermo dell'attività e a un aumento delle spese operative per una serie di cause, tra cui il risarcimento ai clienti, i costi di consulenza, la perdita di ricavi e il pagamento di multe. Infine, ma non meno importante, anche la reputazione può risentirne. Tutto questo può avere un impatto finale sul valore delle azioni di un'azienda con il management ritenuto responsabile dell’adeguatezza della pianificazione e prevenzione."

Dunque il rischio informatico apre le porte ad altre criticità, il che richiede una visione d'insieme e le adeguate coperture anche dal punto di vista assicurativo.

Contenzioso e derivative action

Cresce il rischio di controversie negli Stati Uniti, soprattutto per le società estere. Alcuni tribunali statunitensi hanno infatti aperto alla cosiddetta long-arm jurisdiction, la capacità cioè di esercitare la propria azione su imputati stranieri.

Dall'inizio del 2020, diversi studi hanno intentato più di 10 derivative actions nei soli tribunali dello Stato di New York. Si tratta di cause promosse per cercare di attribuire ad amministratori e dirigenti  responsabilità legali ed economiche per comportamenti lesivi verso le loro società.

A questo si aggiungono due elementi che differenziano la giustizia USA da quella di altri Paesi nel mondo:

  • intentare una causa negli USA è più economico;
  • tribunali e giurie statunitensi sono considerati più favorevoli ai querelanti.

Dunque amministratori e dirigenti coinvolti in questa tipologia di contenzionso corrono rischi maggiori.

Un caso eclatante è quello verificatosi nell‘ottobre 2021, con i convenuti che hanno accettato di pagare un minimo di 300 milioni di dollari per chiudere una causa presso il tribunale dello Stato di New York intentata dagli azionisti che agivano per conto di Renren, società di social media con sede in Cina e registrata nelle Isole Cayman, dopo le accuse di cattiva condotta aziendale.

Tutto ciò significa che amministratori e dirigenti devono prendere seriamente in esame la propria copertura assicurativa D&O, per tutelarsi al meglio da casi analoghi.

Crescita delle SPAC e rischi connessi

Altra fonte di rischi è la crescita delle SPAC, Special Purpose Acquisition Companies, forma societaria che consente una struttura agile e minori costi di accesso ai mercati finanziari e completare una fusione con le società target, ma che viene anche definita "società con assegni in bianco".

Nella prima metà del 2021 le fusioni avvenute negli Stati Uniti attraverso le SPAC sono state più del doppio di quante ne siano state registrate nell'intero 2020 (359 richieste depositate e 95 miliardi di dollari raccolti).

 

Directors and officers (D&O) insurance insights 2022 spac

 

Questo slancio, anche se non con la medesima velocità, sta raggiungendo anche l'Europa e l'Asia.

Si tratta di realtà che portano con sé rischi specifici rilevanti dal punto di vista D&O, dal momento che si individua una serie di potenziali minacce, quali:

  • cattiva gestione;
  • frode;
  • travisamento intenzionale e materiale;
  • informazioni finanziarie inaccurate o inadeguate;
  • violazioni delle regole o dei doveri di divulgazione;
  • mancata finalizzazione della transazione entro il periodo di due anni;
  • insider trading durante il periodo in cui una SPAC diventa pubblica;
  • selezione sbagliata di un obiettivo da acquisire;
  • mancanza di un'adeguata due diligence nella società target.

E infine il rischio che la quotata a seguito della fusione non si conformi ai nuovi doveri imposti a chi opera in borsa.

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