Superbonus 110%: le novità per il 2022

Dalle problematiche inerenti alla sicurezza sul lavoro alla limitazione della cessione dei crediti, il Superbonus 110% ha subito numerose modifiche funzionali a correggere criticità ed evitare possibili abusi. 

 

 

La Legge di Bilancio 2022 ha prorogato il Superbonus 110%, in taluni casi anche fino al 2025 sebbene l'aliquota di detrazione verrà via via ridotta fino ad arrivare al 65%. Ma dopo oltre un anno dall'introduzione del beneficio, sono emerse con forza le criticità legate prevalentemente ai possibili abusi e sono stati necessari successivi interventi correttivi.

Vediamo anzitutto di cosa si tratta e ripercorriamo l’evoluzione normativa.

Cos'è il Superbonus 110%

Il Superbonus è una misura introdotta nel 2020 per supportare il settore dell'edilizia. Si tratta di una detrazione del 110% per le spese sostenute per interventi sugli immobili volti a:

  • incrementarne l'efficienza energetica;
  • installare impianti fotovoltaici;
  • realizzare infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli stabili.

I contribuenti oltre alla detrazione possono optare per la cessione del credito, vantato nei confronti del Fisco, ai fornitori dei beni o servizi ottenendo da questi un contributo anticipato, il cosiddetto sconto in fattura. Infine possono cedere il credito fiscale a terzi, tra cui gli istituti di credito.

Dunque in questa operazione possiamo trovare tre macro categorie di attori:

  • contribuenti;
  • imprese operanti nel settore edile;
  • istituti di credito.

Essendo trascorso oltre un anno dall'introduzione del beneficio, il Governo ha potuto osservarne l'operatività e fare degli aggiustamenti al fine di limitare il più possibile gli spazi per comportamenti fraudolenti.

Superbonus 100%: rischi e tutele per le imprese edili

Il faro chiaramente puntato da parte del Governo sul Superbonus, rende sempre più evidenti i potenziali rischi in cui incorrono gli operatori che decidono di cogliere questa importante opportunità di incremento del proprio lavoro.

A questo proposito, sono fondamentali i cambiamenti che il Governo ha introdotto nelle norme per l’accesso al Superbonus da parte delle imprese.

In particolare, conseguentemente ad alcuni controlli effettuati dall’Ispettorato tra settembre e dicembre 2021, che hanno rilevato un gran numero di irregolarità in materia di sicurezza (di 5.000 imprese edili, ben l’87% è risultato irregolare), il Governo ha deciso che le aziende edili che non soddisferanno le condizioni previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali in materia di sicurezza sul lavoro, non potranno usufruire del Superbonus.

Perciò, tutto deve essere predisposto a regola d'arte non solo per non rischiare di precludersi questa possibilità in partenza, ma anche per non dover incorrere, in fase di verifica ex post, nella pretesa di restituzione del beneficio da parte del Fisco.

Nell’ambito dell’esecuzione dei lavori sorgono ulteriori rischi, soprattutto se la ristrutturazione prevede interventi nuovi in Italia e, quindi, privi di dati sulla loro reale pericolosità. Un esempio lampante è quello del cappotto termico, che porterebbe un aggravamento del rischio di incendio, già abbastanza presente per le abitazioni private italiane.

In generale, l’utilizzo di nuovi materiali ad alto rischio di incendio è un problema che interessa anche il settore assicurativo, con la possibilità di un conseguente aumento dei premi delle polizze.

Diventa, dunque, sempre più stringente la necessità di dotarsi di tutele nel corso dell'intero processo: pre-verifica tecnica e urbanistica, appalto, esecuzione dei lavori, rispetto dei tempi previsti, corretta formazione del credito e relativa cessione.

A protezione delle attività sopra esposte, occorre selezionare adeguate polizze assicurative per committenti, imprese, professionisti, che abbiano durata pluriennale e dunque coprano un periodo che vada ben oltre la fine dei lavori.

Superbonus 110%: cosa prevede la Legge di Bilancio 2022?

La Legge di Bilancio 2022 ha prorogato il Superbonus 110%, sia per gli interventi trainanti, cioè quelli su cui è stata direttamente disposta la misura come il cappotto termico per esempio, sia per gli interventi trainati, quelli dunque collegati ai primi ed eseguiti in concomitanza degli stessi, come può essere la sostituzione degli infissi.

La proroga riguarda i lavori eseguiti da:

  • condomini;
  • unico proprietario (o comproprietario) dell’intero edificio composto da due a quattro unità immobiliari;
  • persone fisiche, su unità immobiliari che si trovano all’interno dello stesso condominio o dello stesso edificio interamente posseduto, per gli interventi trainati;
  • ONLUS, organizzazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale.

Nel dettaglio, la misura sarà soggetta al cosiddetto décalage, come segue:

  • 110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023;
  • 70% per quelle sostenute nel 2024;
  • 65% per quelle sostenute nel 2025.

La detrazione spetta poi fino al 31 dicembre 2023, nella misura del 110%, per gli interventi effettuati da IACP ed enti equivalenti, inclusi gli interventi trainati effettuati da persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso edificio, e dalle cooperative edilizie a proprietà indivisa, a condizione che al 30 giugno 2023 siano stati eseguiti lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo.

Infine, per quanto concerne gli immobili unifamiliari o unità funzionalmente indipendenti e con accesso autonomo dall’esterno, la detrazione del 110% può essere utilizzata per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione che al 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

Nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi dal 1° aprile 2009 dove è stato dichiarato lo stato di emergenza, invece, la detrazione del 110% è stata estesa alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.

Cessione del credito: la modifica del Decreto Sostegni ter 

Con il Decreto Sostegni ter pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2022, il Governo aveva operato una stretta all’utilizzo dei bonus statali, incluso il Superbonus 110%, attraverso l’introduzione di diversi paletti, tra cui la possibilità di cessione del credito e di richiesta dello sconto direttamente al momento dell’acquisto una sola volta. La decisione, finalizzata principalmente ad evitare frodi e ridurre al minimo i possibili danni alle casse dello Stato, aveva messo in difficoltà le imprese che, data la riduzione delle realtà finanziarie disposte a comprare crediti cedibili una sola volta, avrebbero rischiato una paralisi dei cantieri.

Questo rischio ha portato il Governo ad agire tempestivamente con un nuovo intervento, chiamato “Misure urgenti per il contrasto alle frodi in materia edilizia”, che modifica la stretta prevista precedentemente: le cessioni multiple tornano di nuovo possibili, ma con limiti e nuove sanzioni più dure per chi truffa lo Stato. La circolazione dei crediti, infatti, in base alle nuove norme, può riprendere ma dopo la cessione del primo richiedente, sono consentite soltanto due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all’albo. Inoltre al credito è attribuito un codice identificativo univoco, da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni.
Le disposizioni si applicano alle cessioni inviate all’Agenzia delle entrate dal primo maggio 2022.
Ma le misure per sventare le frodi non finiscono qui. Infatti il Governo ha previsto multe salate (da 50.000 a 100.000 euro) e, in casi più estremi, la reclusione in carcere per il tecnico abilitato che nelle asseverazioni necessarie per ottenere i bonus edilizi, “espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione”, oppure “attesta falsamente la congruità delle spese”.

Polizza RC Professionale dell’asseveratore : le novità del Decreto Sostegni ter del 18.02.2022

L’obbligo assicurativo per l’asseveratore/attestatore nasce dall’art.14 dell’art. 119 del DL 34/2020 che ha come scopo quello di tutelare lo Stato da un danno patrimoniale nel caso non ricorrano i requisiti per l’ottenimento del beneficio fiscale. L’Agenzia delle Entrate accoglie la richiesta ed inizia a riconoscere al Terzo (banca) il credito, ma qualora entro il periodo di osservazione della pratica (9 anni circa) emergesse un errore, l’Agenzia chiede il rimborso al beneficiario del credito di quanto ha riconosciuto al Terzo.
Il comma 13 dello stesso articolo  prevedeva che i soggetti tenuti al rilascio delle asseverazioni e delle attestazioni “stipulassero una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500.000 euro, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata”.

Il Decreto correttivo al Decreto Sostegni TER del 18.02.2022 è intervenuto sul testo prevedendo  che i professionisti  “stipulino una polizza di assicurazione della responsabilità civile, per ogni intervento comportante attestazioni o asseverazioni, con massimale pari agli importi dell’intervento oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata”.

In base ad una interpretazione letterale della norma, non è più sufficiente che il massimale sia adeguato, ma deve essere esattamente corrispondente agli importi dell’intervento oggetto delle attestazioni o asseverazioni. L’espressione con “massimale pari” non lascia più alcun margine di interpretazione.

In merito alle coperture assicurative dei tecnici asseveratori si potranno quindi adottare solo due opzioni:

  • Appendice a polizza RC Professionale in corso, che preveda (i) retroattività almeno dal 19.07.2020, (ii) postuma 5 anni, (iii) massimale pari al valore dell’asseverazione (iv) specificità rispetto all’intervento - non sempre ottenibile dal mercato specie se in presenza di più lavori e quindi di massimali anche consistenti
  • Polizza Singola con tutte le caratteristiche di cui sopra, che prescinde dalla polizza RC Professionale base del professionista.

COMPILA IL MODULO PER RICHIEDERE INFORMAZIONI