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Catastrofi naturali: assicurazioni sempre più cruciali

Aumenta la frequenza delle catastrofi naturali e con essa la conta dei danni. Uno dei rischi principali a cui sono esposte le aziende è la continuità aziendale. Diventa fondamentale assicurare ininterrottamente la disponibilità di tutte le risorse chiave necessarie per l’esecuzione delle attività cruciali per l’azienda.

 

 

Il 2021 per i riassicuratori sarà uno dei cinque anni più difficili, per via della crescita di sinistri da catastrofi naturali. A sostenerlo Fitch Ratings, il quale stima che i danni assicurati supereranno i 40 miliardi di dollari a livello globale, a causa di inondazioni, uragani ed eventi catastrofici minori, come gli incendi che hanno funestato i mesi estivi. In questo scenario assicurarsi diventa una delle azioni centrali per la gestione e mitigazione del rischio.

Fitch Ratings: sinistri da catastrofi naturali in aumento

Uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico è senza dubbio l'aumento delle catastrofi naturali, sia dal punto di vista della frequenza sia da quello dell'intensità, con conseguenze gravi anche dal punto di vista economico.
È questo lo scenario descritto da Fitch Ratings che in tal senso prevede che il 2021 si chiuderà come uno dei cinque anni più costosi per i riassicuratori globali, per via dell'aumento dei sinistri da eventi catastrofali.
Nel dettaglio l'anno che sta per chiudersi è stato funestato dalle gravi inondazioni in Europa centrale a luglio e dall’uragano Ida negli Stati Uniti di fine di agosto e inizio di settembre, ma non solo. Durante tutta l'estate 2021 nell'emisfero boreale si sono succeduti incendi di grave entità, che potrebbero ripetersi nel corso dell'inverno nell'emisfero australe.
Se si pensa che solo nel primo semestre 2021 erano già stati assicurati circa 40 miliardi di dollari, è certo che l'anno si chiuderà per i riassicuratori con un cifra ben più elevata, andando dunque oltre le previsioni.

 

Catastrofi naturali: sarà un 2022 con premi in crescita

E il trend proseguirà anche nel 2022. A dirlo la stessa Fitch che, per per i premi nel segmento property per la copertura delle catastrofi, prevede aumenti a due cifre del tasso di crescita. Si tratta di una ulteriore conseguenza di un 2021 davvero complesso che per i riassicuratori sta significando al contempo:

  • la certezza di una crescita nella frequenza e nell'intensità delle catastrofi naturali;
  • perdite che vanno oltre le stime, come abbiamo visto.

Tutto ciò comporterà un aumento dei prezzi, a conferma di un trend con il segno più come negli ultimi cinque anni.
Tuttavia i prezzi in crescita, sempre secondo Fitch, mostrano un certo adattamento del settore al cambiamento climatico, dunque la consapevolezza che il rischio va finanziato adeguatamente e che il prezzo in questo caso non può essere una leva per guadagnare quote di mercato, mentre bisogna agire sulla consapevolezza degli assicurati circa la condivisione del rischio.

 

Catastrofi naturali: i rischi nel territorio italiano

I trend globali purtroppo coinvolgono in pieno anche il territorio italiano. Il Rapporto Ispra sulle condizioni di pericolosità da alluvione in Italia e indicatori di rischio associati, rileva infatti che:

  • 5,4% dell'Italia rientra in aree a rischio di alluvioni, in caso di scenari di probabilità-pericolosità elevata, territori in cui risiede il 4,1% della popolazione ed è presente il 7,8% dei beni culturali;
  • copertura territoriale che sale al 14% in caso di scenario di probabilità-pericolosità bassa, con il 20,6% della popolazione ed il 24,3% dei beni culturali.

Dunque una parte importante del Belpaese rischia danni da catastrofi naturali, con alcune aree più toccate delle altre, in particolare Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Calabria. E se andiamo ancora più nel dettaglio dei territori, scopriamo che la Provincia di Crotone è quella con maggiori percentuali di aree allagabili e popolazione esposta, la Provincia di Ferrara ha il 100% della popolazione residente esposta a rischio di alluvione in caso di scenario di pericolosità media e bassa, come pure Rovigo, con il 99,1%. Mentre passando ai rischi per i beni culturali troviamo la Provincia di Venezia con il 60% di esposizione per lo scenario di probabilità elevata a un massimo di circa l’80% per quello di probabilità bassa.
Ma non è tutto qui, purtroppo. In base allo studio Titan (Territorial Impacts of Natural Disasters) del programma europeo Espon, specializzato in politiche regionali, l'Italia, con Grecia, Romania e Bulgaria, è il paese con la maggior parte della popolazione residente in territori molto vulnerabili, seguita da Spagna, Portogallo, Ungheria, Polonia e Francia. E ancora il Global Climate Risk Index 2021 pubblicato dall’organizzazione non governativa tedesca Germanwatch, indica l’Italia come sesto paese al mondo per numero di morti dovuti ad eventi climatici estremi, tra il 2000 ed il 2019.
Considerati questi elementi, unitamente all'aumento degli eventi catastrofali, le iniziative di gestione e mitigazione del rischio di alluvioni, anche dal punto di vista assicurativo, diventano cruciali per l'Italia sia a livello istituzionale sia per privati, aziende e persone fisiche.

 

Danni da catastrofi naturali: assicurarsi è fondamentale

Nonostante i rischi oggettivi esposti a livello mondiale e nazionale, in Italia le coperture assicurative per danni derivanti da eventi catastrofali sono ai minimi rispetto al resto dell'Europa.
Secondo un’indagine elaborata dall’Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni  Aziendali (ANRA) in collaborazione con le Università degli Studi di Milano, Parma e Firenze, il nostro paese su questo fronte registra soltanto il 3.2% delle perdite assicurate, 2,4% nel caso delle abitazioni private (quest'ultima è una stima IVASS). Una protezione decisamente esigua rispetto ai rischi rilevati.
E se il 40% delle aziende non ha mai acquistato alcun tipo di copertura per rischi ambientali e catastrofali, il 22% delle attività produttive dichiara di aver subito danni da sinistri di questo tipo, con una perdita diretta tra i 5 e i 10 milioni di euro (17%) o superiore ai 50 milioni di euro (10,4%).
È sempre la ricerca ANRA a fornire una parziale spiegazione di questa carenza di coperture: circa il 62% delle imprese è consapevole della necessità di assicurarsi, ma nella maggior parte dei casi mostra un deficit di competenze, assicurandosi con polizze multirischio.
E qui che entrano in gioco i servizi assicurativi e la consulenza per la valutazione dei rischi aziendali, che consentono di prendere il controllo di tutte le potenziali vulnerabilità, incluse quelle legate alle catastrofi ambientali.

 

Danni da catastrofi naturali: ANIA propone l'obbligo assicurativo

Nonostante i rischi oggettivi finora esposti e la certezza che questi non potranno che aumentare negli anni a venire, l'ANIA chiede che diventi obbligatoria una polizza assicurativa contro le catastrofi. Si tratterebbe di un'imposizione per legge che andrebbe a colmare il gravissimo gap di coperture rispetto ai danni da catastrofe ambientale.
Maria Bianca Farina, presidente ANIA, durante il lavori dell'ultimo Insurance Summit, ha affermato:
"Una nostra priorità è quella di allineare la legislazione italiana a quella di gran parte degli altri Paesi europei, dotandoci finalmente di uno schema assicurativo obbligatorio pubblico-privato contro le catastrofi naturali, che stimoli la protezione sostenibile dei nostri cittadini e che assicuri un'omogeneità di garanzie."
La Presidente ha dichiarato che il sistema assicurativo deve contribuire in maniera concreta ed efficace alla lotta contro il cambiamento climatico, e che le partnership tra pubblico e privato rappresentano lo schema ideale per giungere alle soluzioni migliori. Considerando l'urgenza di "invertire la tendenza e assicurare alle nuove generazioni un domani più sereno".

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