L'assicurazione sci diventa obbligatoria

L’assicurazione sci diventa obbligatoria

Da gennaio 2022 arriva l’obbligo, per chi scia, di munirsi di una polizza di Responsabilità Civile verso terzi.

 

 

La scelta di introdurre l’obbligo di dotarsi di una polizza di Responsabilità Civile verso terzi per accedere alle piste da sci si è resa necessaria dalle poche adesioni alle polizze facoltative durante gli scorsi anni, nonostante gli incidenti, anche mortali, sulle piste da scii siano ancora numerosi (oltre 40.000 all’anno). Altro motivo è la costante annuale crescita dell’afflusso di sciatori che porta le piste ad essere molto affollate e, di conseguenza, più pericolose. Il decreto 40/2021, approvato lo scorso 28 febbraio in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali, entrerà in vigore il primo gennaio 2022 e, tra le tante novità, una delle più importanti è sicuramente quella dell’introduzione di una polizza obbligatoria per gli sciatori non professionisti.

 

LA NORMATIVA

L’articolo 30 del decreto recita: “Lo sciatore che utilizza le piste da sci alpino deve possedere un’assicurazione in corso di validità che copra la propria responsabilità civile per danni o infortuni causati a terzi. È fatto obbligo in capo al gestore delle aree sciabili attrezzate, con esclusione di quelle riservate allo sci di fondo, di mettere a disposizione degli utenti, all’atto dell’acquisto del titolo di transito, una polizza assicurativa per la responsabilità civile per danni provocati alle persone o alle cose”.  La normativa va a innovare la regolazione precedente contenuta nella legge n.363 del 2003, infatti l’articolo 1 del decreto legislativo in questione indica chiaramente che il medesimo “revisiona e adegua le norme in materia di sicurezza nella pratica nelle discipline sportive invernali, al fine di garantire livelli di sicurezza più elevati e la più ampia partecipazione da parte delle persone con disabilità”.

LA POLIZZA DI RESPONSABILITA’ CIVILE

La copertura assicurativa dovrà coprire la propria responsabilità civile per danni o infortuni causati a terzi e sarà sottoscrivibile sulle piste da scii al momento dell’acquisto dello skipass (con una maggiorazione del prezzo) oppure precedentemente. Sarà perciò necessario valutare, tra le coperture assicurative messe a disposizione, quale sarà la più conveniente. La polizza potrà inoltre essere sia giornaliera sia stagionale, per i frequentatori più assidui.

Importante è sapere che sono state previste alcune esenzioni dalla sottoscrizione dell’assicurazione obbligatoria: in particolare, la più rilevante riguarda il nucleo famigliare di chi è coperto da una polizza di responsabilità civile del capofamiglia. Questi ultimi, infatti, potranno evitare la sottoscrizione della copertura in quanto già assicurati per danni a terzi.

Altra categoria esentata sarà quella di coloro che non praticano le discipline da discesa; infatti, la polizza non è prevista per i fondisti e i praticanti di sci alpino, sport ritenuti meno pericolosi.

Il decreto, inoltre, prevede anche multe amministrative per chi verrà trovato sulle piste da scii senza assicurazione. Queste ultime andranno dai 100 ai 150 euro ed è previsto il ritiro immediato del skipass.

LA DETERMINAZIONE DELLA COLPA IN CASO DI INCIDENTE

Quesito fondamentale a fronte dell’introduzione di quest’obbligo è la modalità di attribuzione della colpa in caso di incidente. Ciò ha sicuramente a che fare con il codice di comportamento sulle piste prescritto dalla legge che, per quanto regolamentato, risulta meno preciso di quello del Codice della Strada. Le norme principali rimangono, infatti, invariate rispetto a ciò che era prescritto precedentemente nella normativa del 2003.
La norma principale prescrive che: “Lo sciatore a monte deve mantenere una direzione che gli consenta di evitare collisioni o interferenze con lo sciatore a valle”. Oltre a questa, ci sono ulteriori indicazioni, come quelle di evitare frenate brusche, tenere una certa distanza di sicurezza dall’altra persona o evitare ogni possibile collisione con altri sciatori provenienti da un’altra direzione o pista.
Nonostante queste indicazioni, rimane la difficoltà di stabilire di chi sia la responsabilità in caso di sinistro e perciò nel decreto, onde evitare l’aumento di battaglie legali, si è deciso per il concorso di colpa fino a prova contraria e, quindi, ogni sciatore avrà l’obbligo di rimborsare i danni occorsi a terzi.
Eccezione all’eguale attribuzione della colpa è rappresentata da due casi: il primo, in cui ci sia una prova oggettiva che uno dei due sciatori abbia tenuto un comportamento non rispettoso delle norme in materia di sicurezza; il secondo, invece, riguarda l’eventualità di un’omissione di soccorso.
La regolamentazione di quest’ultimo caso rimane immutata dalla precedente norma del 2003: multa da 250 euro a 1.000 euro per chiunque non presti soccorso durante un incidente o non contatti il gestore dei campi da scii per comunicare l’accaduto.

ALTRE REGOLAMENTAZIONI PREVISTE DAL DECRETO

Oltre all’obbligo della sottoscrizione della polizza di Responsabilità Civile verso terzi, il decreto ha regolamentato altri aspetti riguardanti il mondo dello scii che sono fondamentali se pensiamo che la mancata osservanza di queste regole potrebbero essere motivo di attribuzione della colpa nel caso di sinistro oltre, ovviamente, allo scattare di multe.

Una novità fondamentale è quella del divieto di assunzione di alcolici prima della discesa da una pista. L’articolo 31, infatti, introduce il divieto di accedere alle piste sotto effetto di alcol o droghe: “è vietato sciare in stato di ebbrezza in conseguenza di uso di bevande alcoliche e di sostanze tossicologiche”, il testo chiarisce poi come “gli organi accertatori, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità̀ fisica, possono sottoporre gli sciatori ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili”. Le multe previste nel caso in cui lo sciatore sia trovato sotto l’effetto di alcool o droghe vanno dai 250 ai 1000 euro.

Il decreto, però, non indica quale sia il limite minimo di tasso alcolemico previsto, anche se è possibile ipotizzare che sarà mutuato dalla norma contenuta all’interno del codice della strada per i conducenti (0,5 g/l).  Nonostante questo, la mancata indicazione del limite all’interno della riforma ha alimentato molte critiche, in quanto, in questo modo, il divieto sembra assoluto e, a questo punto, addirittura più restrittivo di quello del Codice della Strada.

Altra introduzione importante è quella dell’obbligo del casco per i minorenni, andando ad estendere la precedente norma che prevedeva l’obbligo di utilizzo di quest’ultimo ai minori di 14 anni. Scelta anche questa molto discussa, in quanto il proposito originale era quello di prevedere quest’ultima protezione per tutti indistintamente dall’età.

All’interno del Decreto è stata valutata anche la questione della scelta della discesa di una pista a seconda della sua difficoltà, ma è stata lasciata a discrezione della persona, la quale dovrà autoregolamentarsi ed essere a conoscenza delle sue capacità e del tipo di pista adatto a queste ultime.  In particolare, si prevede che ogni sciatore tenga una condotta che in relazione alle proprie capacità tecniche, alle caratteristiche della pista e alla situazione ambientale, non costituisca pericolo per l’incolumità̀ propria e altrui (art. 18).  Questa indicazione è un’estensione della precedente, contenuta nell’articolo 9 della legge n.363 del 2003 e conferisce maggiore responsabilità agli sciatori che dovranno tenere conto delle prescrizioni di sicurezza esistenti, delle condizioni generali della pista, della libera visuale, delle condizioni metereologiche e dell’affollamento sui campi da scii.

Con queste regole si è quindi cercato di delineare una strada per la possibilità di attribuzione di colpa in caso di incidenti e sinistri.

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