welfare aziendale 2021

Welfare aziendale: nuove opportunità e vantaggi

 

L’adozione di piani di welfare aziendale ha effetti positivi non solo sui lavoratori, ma anche sulle imprese: il 54,8% delle realtà che ha inserito il welfare nella strategia aziendale ha registrato ritorni positivi sulla produttività.

 

 

Il welfare aziendale può rappresentare una leva importante per contribuire al rilancio economico del Paese, anche grazie alle risorse messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo AIWA - Associazione Italiana Welfare Aziendale di cui ASSITECA è socia, il trend di crescita dei piani aziendali è costante: dal 2016 il numero dei programmi di welfare attivi nelle imprese è cresciuto del 495% e i progetti non fanno capo solo a multinazionali o grandi imprese, ma anche a PMI e a realtà più piccole. Crescono anche gli operatori specializzati, passati da 6 a 90 soggetti.

Il Welfare aziendale in Italia

Il welfare aziendale rappresenta oggi l’unica forma di erogazione che il datore di lavoro può offrire al dipendente per accrescere il suo benessere senza che questo incida sul reddito da lavoro e quindi sul cuneo fiscale. Il riferimento è ai cosiddetti fringe benefit, che in busta paga sono benefici sottoforma di beni o servizi e sono esenti da tassazione sotto una certa soglia (per il 2021 siamo a 516,46 euro, ovvero il doppio della soglia originaria, come confermato dal Decreto Sostegni).

E’ quanto ha ricordato Emmanuele Massagli, Presidente di AIWA - Associazione Italiana Welfare Aziendale che rappresenta le società che gestiscono con i lavoratori e le imprese i piani di welfare, durante il convegno organizzato dall’associazione, che ha visto coinvolte aziende, sindacati e istituzioni.

Secondo Massagli, le dinamiche di crescita dei piani di welfare non sono da attribuire alla crisi dello Stato sociale e alla recessione economica, ma rappresentano un nuovo modo di concepire i rapporti di lavoro. Si stanno diffondendo in tutto il mondo occidentale e la ripresa mediante il PNRR dovrà tenerne conto. AIWA ha suggerito dunque di sfruttare il welfare aziendale come acceleratore dei piani pubblici.

Se tutte le imprese italiane del settore privato adottassero piani di welfare aziendale si potrebbe arrivare ad un valore vicino ai 53 miliardi di euro, con un beneficio per le aziende pari a 34 miliardi considerando:

  • i vantaggi fiscali;
  • gli incrementi di produttività dovuti al maggior benessere e coinvolgimento dei dipendenti.

Passando poi ai singoli lavoratori, il beneficio corrisponderebbe quasi ad una mensilità aggiuntiva per ogni anno, con un impatto totale di 19 miliardi di euro.

Ma per raggiungere questi risultati, le imprese non vanno lasciate sole, occorre una stretta collaborazione fra aziende e istituzioni e che il sistema venga regolamentato.

 

Welfare aziendale: i servizi ASSITECA 

ASSITECA, attraverso la propria divisione Employee Benefit &Welfare, affianca le aziende per la realizzazione di programmi di welfare. Si propone di individuare e analizzare le fonti economiche necessarie a finanziare il piano welfare attraverso un processo metodologico.  Per il raggiungimento di tali obiettivi vengono valutate le seguenti aree:

  • RELAZIONI INDUSTRIALI: eventuali accordi di secondo livello (compresi regolamenti interni) e trattative aperte con le organizzazioni sindacali.
  • ORGANIGRAMMA: ruoli, mansioni e inquadramenti di ogni dipendente al fine di individuare categorie omogenee di lavoratori.
  • TOTAL REWARD: schema retributivo dell’intera organizzazione a partire dalla RAL e dagli eventuali benefit, premi di produzione, premi variabili e tutte le componenti della retribuzione.

Viene quindi fornita all’azienda una visione chiara dei costi/benefici di eventuali programmi già presenti, con indicazione delle aree di miglioramento, sottolineando i vantaggi in termini di sostegno al reddito, il risparmio in termini contributivi per l’azienda, la maggior produttività dei dipendenti frutto di una maggior soddisfazione sul lavoro.

Tale attività consente ad ASSITECA di tradurre il prodotto dell’analisi in una proposta di piano welfare tenendo conto delle specifiche norme vigenti.

ASSITECA mette poi a disposizione un network riservato per usufruire di centinaia di convenzioni extra credito welfare, accedendo a sconti e tariffe agevolate.

 

L’impatto sociale del Welfare aziendale

I piani di welfare aziendale hanno enormi impatti sociali non solo sui dipendenti delle singole realtà ma anche sulla collettività, come confermano i numeri del Welfare Index di Generali 2021, presentato lo scorso settembre.

Le misure di welfare per i dipendenti avviate negli ultimi 12 mesi avrebbero avuto un ritorno positivo su:

  • Salute, con il numero di imprese che mette salute e sicurezza dei lavoratori come valori centrali nella gestione dell’azienda che sale al 92,2%, e il 22% che ha già attivato numerose iniziative di salute e assistenza per i lavoratori e i familiari.
  • Giovani e occupazione, con oltre la metà delle aziende più attive nel welfare che ha fatto nuove assunzioni (51,2% contro una media del 39,8%) contribuendo alla mobilità sociale di donne e giovani;
  • Donne, con la presenza femminile che sale al 42% nelle imprese più attive nel welfare rispetto alla media del 32,5%, e un 45,5% di imprese con donne in posti di responsabilità contro una media del36,2%;
  • Comunità, con il 56% delle imprese che ha attivato iniziative a sostegno della propria comunità.

Sicuramente la pandemia ha reso le aziende più consapevoli del loro ruolo sociale e molte si sono sentite in dovere di assumersi nuove responsabilità per sostenere i propri dipendenti.

Basti pensare che in ambito sanitario ben il 43,8% delle aziende ha introdotto prestazioni diagnostiche per il Covid-19, il 21,3 ha offerto servizi medici e di consulto anche a distanza e nuove polizze sanitarie (25,7%).

I programmi di welfare aziendale hanno proposto anche soluzioni per migliorare la conciliazione vita-lavoro, come una maggiore flessibilità oraria (35,8%) e attività di formazione a distanza (39%)

Apprezzate anche le forme di sostegno nell’educazione scolastica dei figli (4,8%), oltre a bonus e aumenti temporanei della retribuzione (38,2%).

L’adozione di piani di welfare aziendale ha effetti positivi non solo sui lavoratori, ma anche sulle imprese: il 54,8% delle realtà che ha inserito il welfare nella strategia aziendale ha registrato ritorni positivi sulla produttività.

 

 Welfare aziendale e PNRR

Il comparto del welfare aziendale può fungere da potente acceleratore della ripresa progettata dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza contenitore dei fondi destinati all'Italia dal Next generation EU.

Un piano con chiari obiettivi di innovazione tecnologica e sostenibilità a cui il welfare aziendale può contribuire incidendo positivamente sulla vita quotidiana dei lavoratori. Il Presidente AIWA ha avanzato una serie di proposte operative che possono essere introdotte nel breve periodo:

"In coerenza con il Pnrr, sul fronte della mobilità dopo aver acquisito la possibilità di inserire gli abbonamenti per i mezzi pubblici tra le voci di utilità sociale, è tempo di ammettere anche tutto lo sharing, tutta la mobilità verde, dalle biciclette ai monopattini elettrici. Ma ci può essere molto di più. Anche alcune spese che i lavoratori sostengono per sé e per i propri figli possono rientrare negli obiettivi di sostenibilità: il costo delle postazioni di lavoro fuori dall’azienda per gli smartworker (nei coworking), il concorso nelle spese di affitto fuori sede per il dipendente stesso (per incentivo a tornare in presenza) e per i figli per motivi di studio. Tutto il mondo della conciliazione vita-lavoro deve poter fruire dei vantaggi del Tuir nella logica dell’interesse sociale favorito dall’azienda."

I piani di welfare hanno ampi margini di crescita e con il PNRR possono ampliare il raggio di azione e migliorare il benessere dei singoli, dei territori e delle comunità.

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