Insurance Summit 2021 - ANIA

Prevenzione e gestione del rischio per un futuro sostenibile

Per contrastare i rischi climatici le imprese assicurative sono "un alleato essenziale" secondo il premier Draghi. Conoscenza, prevenzione e protezione sono le parole chiave per una corretta gestione del rischio.

 

 

 

Prevenzione e gestione dei rischi climatici al centro del dibattito nella due giorni dell'Insurance Summit 2021 organizzata dall'ANIA. Con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, che sul tema afferma: "Le imprese assicurative sono un alleato essenziale". Un alleato che accompagna le aziende nell'affrontare in maniera proattiva i rischi, gestendo le azioni per prevenirli e le adeguate risposte per minimizzarli.

Insurance Summit 2021: rischi climatici

Il 18 e 19 ottobre 2021 si è tenuto a Roma l'Insurance Summit 2021, evento internazionale organizzato per la prima volta in Italia dall’ANIA, e dedicato al ruolo del settore assicurativo per la transizione verso un'economia sostenibile.
Il cambiamento climatico e i rischi ad esso connessi sono stati al centro del dibattito. E il ruolo del settore assicurativo è stato affermato fin dal messaggio di apertura inviato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi:
"Il ruolo di congiunzione tra risparmio privato e tessuto produttivo consente loro di aiutare le aziende a mettere in campo soluzioni preventive contro i rischi climatici. La gestione mutualistica del rischio contribuisce a ridurre l’impatto economico degli eventi meteorologici estremi. L’orizzonte di lungo termine può indirizzare gli investimenti verso progetti che portano a una crescita sostenibile."

Dunque assicurazioni in prima linea con un duplice ruolo:

  • presente, attraverso attività di prevenzione e gestione dei rischi catastrofali;
  • futuro, nella gestione del risparmio indirizzando gli investimenti su iniziative di sostenibilità a lungo termine.

 

Settore assicurativo e sostenibilità ambientale e finanziaria

Il settore assicurativo, dunque, può contribuire alla trasformazione ecologica e dunque alla sostenibilità ambientale grazie all'attività di gestione del risparmio e degli investimenti.
A sottolineare questa importante funzione del mondo assicurativo, anche il ministro dell’Economia Daniele Franco che ha parlato chiaramente di un settore "efficiente potrà contribuire al benessere della società e alla competitività del sistema economico".
Tuttavia per generare un cambiamento occorre agire di concerto tra pubblico e privato, insieme a governi e banche centrali, per remare nella stessa direzione: quella dello sviluppo sostenibile.
Sostenibilità che deve essere anche finanziaria, orientando gli investimenti in direzione di progetti che contribuiscano a rallentare il cambiamento climatico che purtroppo favorisce il ripetersi frequente di eventi catastrofali.
Maria Bianca Farina, presidente dell’ANIA, ha parlato di una finanza verde: "che sappia accompagnare, e in alcuni casi anticipare, le scelte di politica energetica e ambientale necessarie e urgenti per scongiurare il collasso del Pianeta."

 

Sistema di gestione delle catastrofi

Il nostro Paese è esposto agli eventi catastrofali e necessita di un sistema di gestione delle possibili conseguenze dannose. Ad affermarlo con forza la presidente Farina, che ha aggiunto: "Sono aumentati negli ultimi anni la frequenza e l’intensità delle calamità naturali e cresciuti i danni provocati da catastrofi in modo esponenziale." Basti pensare a quanto rilevato Fitch Ratings sul 2021, che diventerà uno dei cinque anni più costosi di questo secolo per i riassicuratori globali. Secondo l’agenzia di rating, infatti, le gravi inondazioni in Europa centrale e l’uragano Ida negli Stati Uniti, che si sono susseguiti nell'estate 2021, potranno causare danni assicurati per oltre 40 miliardi di dollari. Un importo ingente a cui si andrà a sommare anche l'effetto di diversi eventi catastrofici minori avvenuti in questa seconda metà dell’anno, tra cui una serie di incendi, andando a superare la cifra che i riassicuratori avevano preventivato.
Una situazione emergenziale, dunque, che coinvolge in prima linea anche il nostro Paese (basti pensare agli incendi estivi e alle alluvioni che si ripetono con sempre più frequenza) e richiede un'azione sistemica che parta da scelte politiche orientate alla prevenzione dei rischi e alla gestione delle conseguenze che dovessero verificarsi.
Un'alleanza pubblico-privato, se si pensa al ruolo già ribadito del settore assicurativo su questo fronte sempre più importante per la vita del Paese.

 

Consulenza sui rischi aziendali

Ma cosa si può fare nel presente? Fin da subito, il settore assicurativo può agire sulla prevenzione e gestione dei rischi ambientali e catastrofali.
Lo fa fornendo servizi di consulenza sui rischi aziendali legati anche al cambiamento climatico, e assistendo anche le PMI che non possono dotarsi di una struttura preposta al proprio interna ma hanno comunque bisogno di mappare i possibili rischi e le conseguenze in caso di eventi avversi.
Un'attività di consulenza che consente di affrontare la questione nel dettaglio, perché la conoscenza accurata dei rischi è la prima forma di protezione del proprio business. Ma non solo, dal momento che torniamo su una gestione mutualistica del rischio, come afferma il messaggio di Draghi, che consente di affrontare con maggiore forza gli eventi avversi. Dunque le parole chiave sono consulenza, conoscenza, prevenzione, protezione e condivisione del rischio.
Su questo fronte tuttavia le aziende italiane che ad esempio si dotano di coperture assicurative contro il rischio ambientale, non superano il 5% del totale, con due grandi cause:

  • non obbligatorietà della copertura assicurativa, da qui la richiesta di Farina;
  • la scarsa informazione sul tema.

Se per il primo punto resta necessario un intervento a livello istituzionale, la seconda questione può essere affrontata accedendo ai servizi di consulenza, che svolgono un importante ruolo anche sul fronte della corretta informazione circa i rischi.

 

Un nuovo sistema di welfare

Sulla complementarità tra pubblico e privato, Farina nella sua relazione ha affrontato il tema welfare, focalizzandosi in particolare sui rischi per la salute e la vecchiaia, a cui la pandemia da Covid 19, l'evento catastrofale che ha coinvolto il mondo intero,  ha dato un'enorme spinta in termini di consapevolezza dei singoli come delle istituzioni.
Farina ha rilevato che: "La crisi pandemica ha indotto infatti i Governi e l’Unione europea ad assumere un ruolo molto più ampio nella protezione dei cittadini, con conseguenze significative sui bilanci pubblici e sulla loro sostenibilità. Oggi dobbiamo chiederci se e come le misure di risposta all’emergenza coronavirus possano diventare, come auspico, parte integrante dei sistemi di sicurezza sociale."
Per finanziare questo cambio di passo, dunque, diventa vitale una più stretta integrazione tra sicurezza sociale e assicurazioni private.
Se poi consideriamo che la crisi pandemica è giunta nel nostro Paese mentre si affrontava già l'inesorabile invecchiamento della popolazione che stava già facendo emergere sempre maggiori esigenze di protezione contro i rischi sanitari e assistenziali.
Per questo motivo l'allenaza pubblico-privato è necessaria anche per la realizzazione di un nuovo sistema di welfare, con le assicurazioni da integrare la copertura dei bisogni di protezione della popolazione contro un'ampia gamma di rischi.

COMPILA IL MODULO PER RICHIEDERE INFORMAZIONI