Fonderia

Infortuni sul lavoro: in aumento gli incidenti in itinere e le denunce di malattia professionale

Occorre considerare come investimenti i costi sostenuti per la sicurezza sul lavoro ed in quest’ottica munirsi di un’adeguata copertura assicurativa per la Responsabilità Civile verso Terzi e Operai prestatori di lavoro, denominata RCT/O.

 

Le cronache degli ultimi giorni confermano i dati dell’INAIL, pubblicati nella sezione “Open data” del sito: le denunce presentate all’Istituto al 31 luglio 2021 sono aumentate dell’8,3% rispetto a quelle registrate nei primi sette mesi del 2020 e i morti per incidenti plurimi sono stati 27, più del doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I dati vanno letti con molta prudenza, considerando soprattutto la tardività delle denunce con esito mortale per contagio da Covid-19, che sono ricondotte nell’ambito degli infortuni sul lavoro, e il calo degli incidenti nei periodi di lockdown. A ciò bisogna aggiungere i tempi di trattazione delle pratiche, che porta a un effetto distorsivo dei dati e alla necessità di attendere il consolidamento degli stessi a fine 2021.
Nonostante le iniziative volte a migliorare le condizioni lavorative e l’impegno per allargare la copertura assicurativa INAIL anche a nuove malattie professionali e categorie di lavoratori, resta importante per le imprese tutelarsi per proteggere il patrimonio e l’immagine aziendale, anche con forme assicurative private.

Sicurezza sul lavoro: come tutelare lavoratori e imprese

La legge impone ai datori di lavoro una serie di adempimenti, che vanno dalla valutazione dei rischi sul luogo di lavoro alla designazione di un responsabile del servizio di prevenzione e di un medico competente, all’obbligo di formazione del personale dipendente, oltre che, naturalmente, alla manutenzione dei macchinari utilizzati dai lavoratori e alla messa in sicurezza degli ambienti lavorativi. Questi obblighi, spesso vissuti dalle imprese come imposizioni costose da affrontare, se non ottemperati, vengono puniti con severe sanzioni di carattere civile e penale.
Tra gli obblighi previsti per legge, particolare importanza assume pertanto la copertura assicurativa INAIL, che tutela i dipendenti dal rischio di infortuni sul lavoro, malattie professionali e incidenti in itinere. L'INAIL, a cui vanno comunicati gli eventuali infortuni, provvede ad indennizzare i lavoratori per i danni subiti (lesioni fisiche o decesso) in occasione o in ragione dell’attività lavorativa, per eventi improvvisi e violenti, esonerando dunque il datore di lavoro dalla relativa responsabilità.
Nonostante la copertura assicurativa INAIL sia un primo paracadute per il datore di lavoro, l'azienda può incorrere nel rischio di dover risarcire di propria tasca le vittime, nel caso in cui venga riconosciuta la sua responsabilità per violazione delle norme di prevenzione e sicurezza sul lavoro. Un danno economico, oltre che di immagine, che potrebbe mettere a rischio la solidità aziendale.
Tutelarsi contro queste evenienze risulta dunque fondamentale, prevedendo per tempo, con scelte strategiche mirate e un’organizzazione delle risorse da destinare alla prevenzione e sicurezza sul lavoro.
Bisogna, in definitiva, considerare come investimenti i costi sostenuti per la sicurezza sul lavoro ed in quest’ottica munirsi di un’adeguata copertura assicurativa privata per la Responsabilità Civile verso Terzi e Operai prestatori di lavoro, denominata RCT/O, che generalmente comprende sia i danni a persone (terzi, dipendenti e collaboratori), anche connessi all'utilizzo di macchinari, sia quelli a cose di proprietà di terzi.
La polizza RCT/O copre, inoltre, il rischio di rivalsa da parte dell’INAIL di quanto risarcito al dipendente e tutela l'impresa in caso di richieste risarcitorie del lavoratore o dei suoi familiari per quanto non coperto dall’assicurazione obbligatoria. Inoltre, a seconda della polizza sottoscritta, possono essere previste anche ulteriori coperture, come quella per malattie professionali insorte successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro o alla scadenza dell’assicurazione obbligatoria, oppure quella per i lavoratori interinali (e soggetti equiparati ai lavoratori subordinati dal D.Lgs. n. 81/2008), e prevedere la clausola buona fede INAIL, che assicura il datore di lavoro anche nel caso in cui non risulti in regola ai fini INAIL (sempre che si tratti di irregolarità dovute a errata interpretazione della legge). Come tutte le polizze assicurative, anche la RCT/O si attiva con la denuncia di sinistro, da inoltrare tempestivamente alla compagnia assicurativa, insieme a tutta la documentazione necessaria.
Affidarsi ad una compagnia assicurativa solida, o ad un broker competente, che valuti i rischi e le necessità dell’impresa, è il primo passo per approntare una valida politica aziendale in un’ottica di tutela della sicurezza dei lavoratori e dell’azienda stessa.

 

Interventi a sostegno di lavoratori e imprese: investimenti e programmi per il futuro

La Costituzione italiana garantisce a tutti i cittadini il diritto alla salute sui luoghi di lavoro, dunque la tutela dei lavoratori assume una valenza fondamentale, e in quest’ottica si pongono le iniziative del Governo e dell’INAIL per improntare un sistema integrato che comprenda gli interventi di prevenzione nei luoghi di lavoro e le prestazioni economiche, oltre a quelle sanitarie e alle cure riabilitative volte al reinserimento nella vita lavorativa degli assistiti.
Gli impegni individuati per il triennio 2022-2024 dall’Istituto riguardano non solo il potenziamento della prevenzione, mediante il finanziamento di interventi informativi per l’individuazione, la valutazione, e il controllo dei rischi, riferiti a specifiche aree tematiche e ambiti lavorativi, e l’incremento dei fondi destinati ai bandi ISI, soprattutto per le piccole e medie imprese, ma anche il miglioramento delle prestazioni economiche per gli infortunati e i tecnopatici (coloro che hanno contratto una malattia professionale a seguito di lavorazioni rischiose o per la prolungata esposizione a fattori di rischio, come ad esempio materiali nocivi) e l’estensione della tutela assicurativa a quelle categorie di lavoratori che al momento sono escluse dalla copertura.
In particolare, la crisi sanitaria causata dal Covid-19 ha posto l’accento sulla necessità di tutelare quei soggetti particolarmente esposti al rischio di contagio che tuttavia al momento non hanno diritto alle prestazioni fornite dall’INAIL (si pensi ai medici liberi professionisti e a quelli di famiglia), e sulla possibilità di garantire un indennizzo per i danni da integrità psicofisica del lavoratore e per le malattie professionali con invalidità inferiore al 6%, in considerazione dell’insorgenza di una nuova categoria di infortunio per contagio da Covid-19.
A queste iniziative va aggiunto l’impegno del Governo per aumentare le ispezioni sui luoghi di lavoro, fondamentale per la prevenzione e dunque per la tutela dei lavoratori.

 

Aumentano le denunce di infortunio sul lavoro

Il numero di denunce per infortuni sul lavoro è diminuito del 10% nel primo trimestre e aumentato del 29% nel periodo aprile-luglio 2021: in totale si sono registrate 312.762 denunce, 24mila in più rispetto allo stesso periodo del 2020.
I settori maggiormente colpiti sono:

  • Industria e servizi, in aumento del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2020;
  • Agricoltura, che registra un +4,4% nei primi sette mesi del 2021;
  • Conto dello Stato, +29,4% in confronto allo stesso periodo dello scorso anno.

Si osserva invece un decremento del numero di denunce nei seguenti settori:

  • Sanità e assistenza sociale, dove, nonostante sia ancora alto il numero di eventi, si registra un –34,4% delle denunce per infortunio, rispetto allo stesso periodo del 2020;
  • Alloggio e ristorazione, con le denunce presentate all’INAIL in calo del 6,5%;
  • Amministrazione pubblica, che segna un decremento delle denunce del 7,3% rispetto ai primi sette mesi del 2020.

In aumento le denunce presentate dalla componente maschile (+15,4% rispetto al 2020), in decremento del 2,4% quelle presentate dalla componente femminile dei lavoratori. L'incremento generale riguarda sia i lavoratori italiani (+7,5%), sia quelli comunitari ed extracomunitari (rispettivamente, del 2,2% e del 14,8%).
L'analisi per classi di età evidenzia un calo solo nella fascia più giovane di lavoratori, con un –3,7% per i 15-19enni, mentre sono in aumento le denunce per le fasce 20-49 anni (+9,7%) e over 50enni (+3,3%).
L'analisi territoriale registra un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-4,5%) e un aumento compreso tra il 14% del Nord-Est e il 16,5% delle Isole. Molise, Basilicata e Campania le Regioni con un incremento percentuale maggiore.
Aumentano anche le denunce per infortuni in itinere (+18,9%), ovvero gli incidenti nel tragitto di andata e ritorno tra abitazione e posto di lavoro, che al 31 luglio 2021 sono state 39.480. In particolare, le denunce sono diminuite del 33% nei primi due mesi del 2021, complice il ricorso allo smart working, per poi aumentare del 66% nel periodo marzo-luglio 2021, quando le riaperture hanno portano in sede gran parte dei lavoratori.

 

Aumentano le denunce di malattia professionale

Nei primi sette mesi del 2021 si registra un aumento delle denunce di malattia professionale (+34,4%), mentre calano gli incidenti mortali (-5,4%).
Le denunce all’Istituto per malattia professionale sono state 33.865, ovvero 8.660 in più rispetto allo stesso periodo del 2020, quando gli stop and go delle attività produttive dovuti alla pandemia ne avevano influenzato l’andamento.
I settori dove viene registrato l’aumento maggiore di denunce sono:

  • Industria e servizi, con +34,7% (27.812 casi al 31 luglio 2021, contro i 20.643 nello stesso periodo del 2020);
  • Agricoltura, in aumento del 33,5% (passano da 4.291 del 2020 a 5.730 del 2021);
  • Conto dello Stato, con +19,2% (323 denunce presentate al 31 luglio 2021, contro le 271 dello stesso periodo 2020).

Le denunce presentate sono in aumento per gli uomini (+33,1%) e per le donne (37,9%), sia per i lavoratori italiani (+33,7%) che per lavoratori comunitari ed extracomunitari (rispettivamente, +33,9% e +47,7%).
Interessate dall’incremento tutte le aree territoriali, sebbene in percentuale diversa:

  • +25,4% al Nord-Ovest;
  • +42% al Nord-Est;
  • +39,3% al Centro;
  • +36,1% al Sud;
  • +10,5% nelle Isole.

Le denunce presentate nei primi sette mesi del 2021 riguardano principalmente patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso, dell’orecchio, del sistema respiratorio e quelle tumorali.

 

Infortuni 2021: in diminuzione i casi mortali

I dati dei primi sette mesi del 2021 registrano un calo degli infortuni sul lavoro con esito mortale: 677 contro le 716 dello stesso periodo dello scorso anno. Come già detto, i risultati, ancora provvisori, vanno valutati cautamente, in quanto è possibile che vi siano delle distorsioni dovute alle tardive denunce di morte dovuta a contagio da Covid-19. Infatti, spesso i decessi avvengono dopo un lasso di tempo più o meno lungo, dunque bisogna aspettare i dati definitivi del 2021 per un riscontro effettivo.
Al 31 luglio 2021 risultano in aumento del 18,6% solo i casi di incidenti mortali in itinere, mentre sono diminuiti del 10% gli incidenti mortali sul lavoro, anche se l’andamento è differente nei vari comparti lavorativi. In particolare, i dati evidenziano:

  • -65 casi mortali rispetto allo stesso periodo del 2020 nel settore Industria e servizi (pari a –10%);
  • +21 casi di denunce di incidenti mortali nel settore Agricoltura;
  • +5 denunce nel settore Conto dello Stato.

Dall'analisi a livello territoriale si registrano meno casi al Nord-Ovest (-96 rispetto allo stesso periodo del 2020) e nelle Isole (-6 casi denunciati), mentre aumentano nelle restanti aree territoriali, soprattutto al Sud (da 141 al 31 luglio 2020 a 192 casi mortali per lo stesso periodo del 2021). Calano del 6,95% le denunce per incidenti sul lavoro mortali che interessano le lavoratrici e del 5,3% quelle dei lavoratori, sia italiani che di origine comunitaria. In aumento, anche se di poco, gli incidenti con esito mortale dei lavoratori extracomunitari, passati dai 69 al 31 luglio 2020 ai 72 per lo stesso periodo del 2021. Le fasce d’età che registrano una diminuzione delle denunce con esito mortale sono quella 30-39 anni e quella degli over 55enni. Crescono invece nella fascia 20-29 anni e 40-55 anni (rispettivamente, +7 e +38 casi denunciati). Al 31 luglio 2021 si sono verificati 11 incidenti plurimi, per un totale di 27 decessi, la maggior parte dei quali (17 casi) riguardano incidenti stradali, in netto aumento rispetto ai dati dello stesso periodo del 2020, che però sono fortemente influenzati dai periodi di lockdown.

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