Dati Ania 2021

Raccolta assicurativa, cresce il ruolo del broker

Cresce il ruolo dei broker nella distribuzione assicurativa. Secondo i dati presentati da Ania, la quota di polizze acquistate complessivamente tramite agenti e broker è salita al 33%.

 

Si è svolta a Roma, lo scorso 15 luglio, l'Assemblea annuale ANIA 2021. In apertura, la Presidente dell'Associazione, Maria Bianca Farina, ha dato lettura del messaggio del Premier Mario Draghi, che ha acceso i riflettori sulla necessità, in questo delicato momento, di una maggiore sinergia tra pubblico e privato e sul ruolo fondamentale in questo senso del settore assicurativo. Messaggio condiviso dalla Presidente, che ha colto l'occasione anche per ringraziare gli operatori sanitari, in prima linea nella lotta alla pandemia, e tutto il comparto assicurativo, sempre operativo e vicino ai clienti durante il periodo emergenziale.

Il messaggio ANIA per il futuro

Uniti per la Ripartenza è il messaggio di ANIA per il futuro, sottolineato dalle parole della Presidente:
"Adesso quindi è il momento – ancora una volta insieme, uniti – di ripartire, di ricostruire, di ridare slancio al Paese, di utilizzare al meglio le ingenti risorse che abbiamo a disposizione per costruire un futuro – prossimo e lontano – più sostenibile, più accessibile, più equo. (…)
L’Associazione considera la sostenibilità ambientale e la gestione del climate change una priorità assoluta ed è impegnata nell’identificazione e attuazione di obiettivi ambiziosi, affiancando il Governo e le Istituzioni in questa transizione che condizionerà il futuro del Pianeta. (…)
Possiamo e vogliamo, quindi, essere al fianco del Governo, delle Istituzioni e di tutte le forze produttive e sociali per dare il nostro contributo alla ripartenza del Paese, facendo leva sugli assi portanti della nostra mission."

Dalla Relazione della Presidente emerge che proprio la pandemia ha giocato un ruolo fondamentale verso la trasformazione ecologica e sostenibile delle economie, dunque, l’opportunità che oggi si deve cogliere è proprio di ripartire indirizzando gli investimenti verso tale obiettivo. Anche in tal senso, le imprese di assicurazione sentono la responsabilità di rendersi partecipi di tale sviluppo, perché la protezione assicurativa è parte fondamentale del piano di ripresa del Paese: un’economia più protetta è, secondo le parole della Presidente, più resiliente. In tale prospettiva, dunque, il mondo assicurativo si rende disponibile a dare il proprio contributo alla ripartenza dell’Italia, facendo leva su risparmi, investimenti e protezione dai rischi, assi portanti dell’attività assicurativa.

 

Investimenti, risparmi e protezione dai rischi: le mission di ANIA

Risparmio e investimenti sono centrali nell’attività assicurativa e ANIA, certa dell’importanza di affiancare gli investimenti privati agli sforzi dello Stato, ha già messo in atto misure per finanziare progetti coerenti con le esigenze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e per le infrastrutture ad alto impatto sociale.

In tema di protezione, emerge che l’Italia risulta indietro rispetto agli altri Paesi europei, sia nel comparto della salute e della casa, sia nelle coperture per i nuovi rischi di Business Interruption e di cyber attacchi, emersi negli ultimi tempi, sottovalutati da gran parte delle imprese, basti pensare che solo il 3% delle PMI risultano assicurate contro tali rischi.

Anche per quanto riguarda i rischi derivanti da catastrofi naturali, la Relazione pone l’accento sulla necessità di collaborazione tra pubblico e privato, che in Italia potrebbe realizzarsi mediante l’imposizione di una copertura obbligatoria per i privati, sostenuta però da importanti incentivi dello Stato o con la partecipazione pubblica parziale ai rischi.

La Presidente ha poi illustrato tutti i temi più importanti affrontati nel corso dell'anno:

  • lo sviluppo rapido e imponente del welfare durante la pandemia, come mezzo per fronteggiare la crisi e proteggere la salute delle persone;
  • la previdenza complementare, oggetto di intensa discussione nel nostro Paese, specie con riguardo agli aggiornamenti del sistema pensionistico che si renderanno necessari a fine 2021, e con riferimento all’obiettivo di rafforzamento della previdenza integrativa;
  • la non autosufficienza, tema cruciale in un paese in cui gli over 65 rappresenteranno, nel 2065, oltre un terzo della popolazione: è necessario dunque improntare un sistema che eviti che quasi tutto l’onere economico per l’assistenza agli anziani ricada sui privati;
  • la RC Auto, che, negli ultimi dieci anni, ha visto ridursi significativamente il divario sia con gli altri Paesi europei, di quasi l’80%, sia a livello territoriale, tra le varie province italiane.

 

L'Assicurazione Italiana 2020-2021

Il documento pubblicato da ANIA ripercorre l’ultimo anno e mezzo e stila un primo bilancio delle ripercussioni della pandemia sull’economia globale, su quella nazionale e sul settore assicurativo. Nonostante il clima di fortissima incertezza, vengono poi tracciate le previsioni nel breve-medio termine.
Secondo il rapporto, l’impatto della crisi sanitaria sull’economia globale, seppure molto intenso, è stato meno grave di quanto si prospettasse nei primi mesi. Le economie avanzate hanno sentito più forte il peso della crisi, ed in Italia si segna la più profonda contrazione mai registrata dal dopoguerra. Tuttavia, la contrazione del PIL, maggiore nei primi due trimestri dello scorso anno, è stata parzialmente recuperata nel terzo trimestre 2020, che ha registrato un + 15,9%.
Nel 2021 si prevede perciò un rimbalzo dell’economia globale di quasi il 6%, mentre in Italia, secondo le stime ISTAT, il recupero dei livelli pre-Covid sarà raggiunto non prima della fine del 2022.
Per ciò che riguarda l’attività assicurativa, nel 2020 i premi totali sono diminuiti del 3,9%, interrompendo la serie positiva degli anni precedenti, soprattutto nel ramo vita e nel ramo danni.
Per quanto concerne le previsioni post pandemia, i premi contabilizzati del portafoglio diretto italiano del settore danni dovrebbero registrare una crescita di poco inferiore al 3% per la fine del 2021, ritornando così verso un ciclo espansivo, dopo la brusca interruzione del 2020. L'unico ramo per il quale si prevede ancora una contrazione dei premi, stimata intorno al –4,5%, è quello RC Auto, effetto di una intensa pressione competitiva da parte delle compagnie assicurative e della revisione delle politiche tariffarie.
Tuttavia, il risultato negativo del ramo RC Auto verrebbe controbilanciato dalla crescita negli altri settori business: malattia (+11%), property (incendio +8,0% e altri danni ai beni +7,5%), corpi veicoli terrestri, ovvero le garanzie incendio/furto e collisione dei veicoli che registrerebbero un marcato sviluppo dei premi (+6,5%) per effetto di un incremento nella vendita di vetture nuove ed usate.
Per ciò che riguarda il ramo vita, non è diminuita la richiesta di prodotti assicurativi, infatti nell’anno in corso i premi di questo settore dovrebbero registrare un aumento dell’8,5%, in compensazione delle perdite registrate nel 2020.


AllontAniamo i rischi rimAniamo protetti

La brochure, in appendice ai lavori dell’Assemblea, si apre con un’analisi degli effetti della pandemia nel mondo (oltre 180 milioni di casi accertati e quasi 4 milioni di vittime) e nel nostro Paese (che, con un peso del 23% degli over 65 sulla popolazione totale, ha pagato un prezzo molto alto nella conta dei contagi e delle vittime, con più di 4 milioni di casi accertati di contagio e 127.566 morti) e illustra il ruolo economico e sociale svolto dall’assicurazione in Italia, toccando temi quali sviluppo sostenibile e fattori ESG (Environmental, Social, Governance) e definendo il ruolo che possono e devono giocare le assicurazioni in tal senso: fornire adeguate coperture assicurative ai rischi ESG e orientare la clientela verso comportamenti sostenibili, in linea con gli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030.
Non bisogna poi dimenticare il ruolo essenziale degli investimenti degli assicuratori che hanno superato i 1000 miliardi nell'anno 2020: un sostegno per lo Stato ed un volano per l'economia reale.

 

Assicurazione Vita e Protezione dei beni e del patrimonio: il gap italiano

Dall'analisi della diffusione delle assicurazioni vita, strumento di risparmio per le famiglie e di protezione contro i rischi collegati alla vita umana, emerge che, seppure in costante crescita, l'Italia è indietro rispetto al resto dell'Europa: l'incidenza del risparmio delle famiglie gestito dalle assicurazioni vita nel 2020 è stato pari al 18,2% delle attività finanziarie (a fronte di una media europea del 14,2%), con un'incidenza sul prodotto interno lordo del 50,4%, contro oltre il 64% della media europea. Dunque, andrebbe incentivato il comparto della previdenza privata integrativa, mediante un'attenta informazione dei cittadini sulle reali aspettative della pensione pubblica e sui benefici della vasta offerta di prodotti assicurativi, correlati alle diverse fasi della vita degli individui.
Evidente il gap di copertura dell'Italia rispetto al resto d'Europa anche per ciò che riguarda le assicurazioni a protezione dei beni, della salute e del patrimonio: a fronte di un'incidenza media europea dei premi sul PIL del 2,8%, in Italia siamo fermi all'1,1% e il premio medio per abitante nel nostro Paese risulta essere meno di un terzo rispetto a quello degli altri paesi europei.

Sono molte le forme di garanzia offerte dalle imprese assicuratrici ai propri clienti:

  • assicurazioni a protezione di beni o di cose, con un volume d'affari di 8,4 miliardi di euro ed 1,5 milioni di eventi risarciti nel 2020;
  • assicurazioni sulle persone, che nel 2020 hanno raccolto 6,2 miliardi di euro e risarcito ben 8,9 milioni di eventi dannosi;
  • assicurazioni del patrimonio, con una raccolta premi pari a 3,3 miliardi di euro e 300 mila eventi dannosi risarciti nello scorso anno.

Per incrementare la diffusione delle coperture assicurative, ancora una volta, si ritiene essenziale mettere in atto un sistema integrato tra settore pubblico e privato, specie per le coperture contro i rischi del lavoro, della salute e delle catastrofi naturali.

 

Canali di distribuzione delle coperture assicurative

Gli italiani prediligono ancora i canali tradizionali per acquistare le coperture assicurative: il 46,2% delle polizze viene stipulato presso sportelli bancari o postali, mentre è in crescita il ruolo di agenti e broker che sale complessivamente al 33%. Poco diffuso il canale telematico, con solo lo 0,8% dei contratti sottoscritti online. In particolare, nel settore vita risulta molto importante il ruolo degli sportelli bancari e postali con il 59,2% dei contratti sottoscritti in sede, contro il crescente ruolo dei broker in altri ambiti di particolare rilevanza: responsabilità civile generale (78,1%), auto (76,9%), altri rami danni (63,8%), danni alla proprietà (59,8%).

ANIA-Allontaniamo i rischi rimaniamo protetti - canali distributivi 2021
Fonte: ANIA-Allontaniamo i rischi, Rimaniamo protetti

Raccolta premi 2020

Nonostante il periodo emergenziale, la raccolta premi nel mondo ha tenuto testa alla crisi: nel 2020 è stata di 5.507 miliardi di euro, con un'incidenza del 7,4% sul PIL. L'Italia si è piazzata all'ottavo posto nel mondo per la raccolta premi, con un volume complessivo del comparto assicurativo del 2,6% sul totale,  pari a 135 miliardi di euro, così suddivisi:

  • 33,5 miliardi di euro nel ramo Danni;
  • 101,3 miliardi di euro nel ramo Vita.

Come sottolineato anche dal documento Premi del Lavoro Diretto 2020, le perdite subite nei primi mesi dell'anno, a causa del lockdown imposto dal Governo per contenere la pandemia, sono state in parte riassorbite dalla crescita registrata nel secondo semestre del 2020, ridimensionando dunque le previsioni negative prospettate in un primo momento.

Tuttavia, dalla considerazione per cui in futuro il diffondersi di malattie infettive o il dilagare di pandemie diverranno sempre più frequenti, a causa della maggiore mobilità della popolazione ma anche come effetto dei cambiamenti climatici, nasce la necessità di improntare da subito una partnership tra pubblico (Stato) e privato (Assicurazioni) che fornisca una protezione finanziaria contro i rischi che esulano dalla capacità degli assicuratori privati. Il settore assicurativo si dichiara pronto a prendere questo impegno perché, nella sua duplice veste di investitore istituzionale e fornitore di coperture assicurative, rappresenta uno degli attori chiave per la promozione di una transizione sostenibile dell’economia e può fornire un decisivo contributo sia agli obiettivi fissati dall’ONU sia a quello europeo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

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