Risk Management - ERM;

Risk management e PMI: le raccomandazioni del Comitato Insurance di AmCham Italy

La gestione del rischio è spesso sottovalutata dalle PMI italiane. Eppure il Risk Management rappresenta uno strumento strategico per le imprese, perché consente di riconoscere e trasformare il rischio in valore. Il position paper del Comitato Insurance dell'American Chamber of Commerce in Italy (di cui fa parte anche ASSITECA)

 

Il ruolo del Risk Management nelle PMI italiane è importante ma spesso sottovalutato. Il Comitato Insurance dell'American Chamber of Commerce in Italy (di cui fa parte anche ASSITECA), ha presentato il position paper dedicato al tema per inquadrarne criticità e opportunità, anche alla luce di quanto sta accadendo a seguito dell'emergenza pandemica e di conseguenza economica.

Il documento analizza dunque l’importanza del Risk Management, il suo sviluppo e la sua utilità, proponendo alcuni suggerimenti agli stakeholder per dare maggiore forza al nostro sistema economico, lavorando in un’ottica di sistema Paese, coinvolgendo anche le istituzioni nazionali che lavorano ogni giorno per favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Il 2 luglio 2021 l’Autorità Garante della Privacy ha presentato la Relazione annuale sull’attività svolta nel 2020: un anno particolarmente delicato, segnato dalla pandemia, che però non ha fermato il lavoro del nuovo Collegio, insediatosi a luglio 2020. La relazione è pertanto l’occasione per fare il punto della situazione attuale, sull'adeguamento al Regolamento GDPR, nonché del lavoro svolto durante i primi mesi del nuovo mandato del Collegio.

 

Il Sistema Italia, le PMI e il Risk Management

Non vi è dubbio che le piccole e medie imprese italiane rappresentino la quasi totalità del tessuto economico del nostro Paese, e parte di esse sono impegnate in un forte processo di internazionalizzazione che vede gli Stati Uniti d’America al centro del radar d’investimento.

Spesso le imprese affrontano il processo di internazionalizzazione focalizzandosi sugli aspetti finanziari e di prodotto e sottovalutando la necessità di strutturare in modo solido ed efficace i processi di gestione aziendali, incluso il tema del Risk Management.

Per avviare un percorso di crescita duraturo e sostenibile, occorre dunque lavorare su tutti gli aspetti che contribuiscono a rafforzare la solidità del sistema economico: il Risk Management è uno di quei temi dal grande potenziale che devono essere affrontati facendo riferimento alle best practice.

 

I principali macro-rischi a cui sono soggette le imprese

Partiamo dalla definizione di Risk Management di UNI 11230: "l’insieme di attività, metodologie e risorse coordinate per guidare e tenere sotto controllo un’organizzazione con riferimento ai rischi." Il Risk Management prevede una gestione volta ad affrontare il rischio, inteso come l’evento incerto che potrebbe compromettere il raggiungimento degli obiettivi e di cogliere le opportunità che possono essere generate da tale incertezza. Conoscere a fondo i possibili rischi, sia interni sia esterni, può far sì che l’azienda non venga colta impreparata evitando che, oltre ad eccessivi costi da sopportare, vi sia una contestuale riduzione dei margini di ricavo.

È chiaro che il primo passo necessario è quello di procedere con una classificazione dei rischi che possono essere suddivisi in macro aree:

  • Rischi strategici, riconducibili alle caratteristiche del modello di business, al mercato di riferimento e al contesto socioeconomico in cui l’azienda opera, che si sostanziano nella possibilità che l’azienda non sia in grado di generare flussi di cassa in futuro.
  • Rischi operativi, che possono derivare dai processi aziendali, dalle procedure e dai sistemi di organizzazione, con la conseguenza che l'impresa non sia in grado di raggiungere i propri obiettivi.
  • Rischi finanziari, tipicamente legati ai fattori che traggono origine nella finanza aziendale e principalmente sono alla disponibilità di liquidità.
  • Rischi di compliance, che derivano dal mancato rispetto di leggi e regolamenti, che può comportare l’imposizione di sanzioni, multe e, nei casi più gravi, la revoca di autorizzazioni e la sospensione dell’attività.

Vi è poi la percezione del rischio, che può essere diversa a seconda dei soggetti preposti alla loro valutazione (Risk Manager – Risk Officer – Chief Risk Officer ecc.) anche in funzione del periodo temporale di valutazione e osservazione degli stessi.

Per chiarire quest'ultimo concetto, il position paper propone i dati aggiornati al 2021 della classifica dei primi 10 rischi percepiti, con anche una indicazione del posizionamento dello stesso rischio nell’annualità precedente

L'importanza del Risk management

Se prima la figura del Risk Manager era presente solo nelle grandi multinazionali, oggi è una funzione sempre più diffusa anche a livello nazionale tra le imprese di media-piccola dimensione, e nei casi in cui non sia possibile avere una figura interna, le aziende si avvalgono di servizi di consulenza.

A dimostrarlo una ricerca condotta dal Cineas e Mediobanca, che rileva nell’ultimo biennio:

  • un dimezzamento delle imprese prive di un sistema di gestione dei rischi;
  • una crescita doppia di quelle dotate di un sistema "olistico" di gestione del rischio.

Si osserva un passaggio dalle attività di Risk Management adottate con valenza difensiva per

evitare soprattutto sanzioni di natura legale, ad una gestione "olistica" dei rischi con l’obiettivo di contrastare con attività proattive aspetti strategico-operativi messi a dura prova dall’emergere dei rischi cyber e dal conseguente rischio reputazionale. Quest'ultimo rischio porta infatti l’azienda a percepire la maggiore inadeguatezza dei sistemi di presidio adottati.

 

Le opportunità del Risk Management

Il Risk Management può essere utilizzato anche come uno strumento che consente all’impresa

di trasformare il rischio in valore. Partiamo dalle due facce del rischio:

  • downside risk, l’evento negativo, la minaccia;
  • upside risk, l’evento positivo, l’opportunità.

La gestione dei rischi dovrebbe essere orientata a limitare le minacce e cogliere le opportunità, e per farlo occorre considerare i rischi come veri e propri fattori della produzione, integrati con altri fattori disponibili e rielaborati attraverso l’impiego di personale adeguato e tecniche sofisticate, con un processo di rielaborazione dei rischi che segue diverse fasi:

  • identificazione dei rischi a cui l’impresa è esposta;
  • misurazione del loro impatto sull’azienda e sulla loro tollerabilità da parte della stessa;
  • trasferimento a terzi dei rischi non tollerabili, stipulando contratti di mercato, contratti finanziari o polizze assicurative.

Al fine di creare valore, infine, l’impresa dovrebbe riuscire a gestire in modo integrato tutti i rischi, cioè con una procedura di pieno riconoscimento delle interrelazioni tra i rischi e dell’ordine di priorità degli stessi.

 

PMI e rischi di internazionalizzazione

La globalizzazione dei mercati porta tutte le aziende, incluse quelle di piccole dimensioni, a confrontarsi con l'internazionalizzazione, dalla delocalizzazione produttiva al ruolo crescente delle esportazioni, passando per la ricerca di nuovi mercati di sbocco.

Affrontare l'internazionalizzazione comporta evidenti opportunità ma anche dei rischi, quali:

  • rischio d’impresa;
  • rischio economico;
  • rischio di sospensione o di revoca della commessa e rischio di mancato ritiro della merce;
  • rischio di escussione arbitraria delle garanzie;
  • rischio di variazione dei costi di produzione;
  • rischio monetario e rischio di cambio;
  • rischio finanziario e rischio di tasso;
  • rischio di credito.

Dimensione aziendale, scarso supporto delle istituzioni e difficoltà di acceso al credito, sono poi gli ostacoli all'internazionalizzazione delle PMI, che dovrebbero:

  • sviluppare una strategia di medio/lungo termine;
  • capire i mercati e conoscere meglio i paesi in cui si vuole operare;
  • dotarsi di una struttura di management adeguata;
  • cercare canali sui finanziamenti delle banche e aiuti sulla fiscalità/tassazione delle istituzioni.

 

Risk Management e finanziabilità delle PMI

Soprattutto per quanto concerne l'accesso a credito/finanziamenti, il Risk Management collega le due esigenze delle PMI:

  • favorire un maggiore afflusso di risorse finanziarie verso i progetti di sviluppo, che permettono alle imprese di crescere e al sistema produttivo italiano di rendersi più robusto, competitivo e internazionale;
  • fornire al sistema finanziario le adeguate garanzie sulla solvibilità delle imprese destinatarie del credito.

Dal momento che il nuovo codice delle crisi d’impresa obbliga le aziende a dotarsi di presidi di controllo organizzativi, operativi e contabili che permettano di rilevare tempestivamente

situazioni di crisi o di precrisi, il Risk Management può diventare un elemento centrale nel processo di ridisegno dell’organizzazione aziendale, inserendo all’interno dell’organizzazione una serie di indicatori (ad esempio indicatori finanziari, di credito ecc.) che possano fungere da benchmark con cui l’azienda debba confrontarsi quotidianamente.

 

Le raccomandazioni del Comitato Insurance di AmCham Italy

Il Comitato Insurance, nel suo documento, fornisce tre raccomandazioni volte a sottolineare il ruolo del Risk Management come uno strumento strategico per le PMI italiane ad alto tasso di internazionalizzazione:

  • Temporary Risk Manager. Si sollecita il Governo ad inserire nei futuri provvedimenti a carattere economico degli incentivi fiscali, ad esempio sotto forma di credito d’imposta, per l’assunzione di un Temporary Risk Manager, un soggetto che abbia la finalità di valutare i sistemi gestione del rischio dell’azienda, di realizzare un sistema all’avanguardia e di diffondere in azienda la cultura del Risk Management.
  • Inserimento del Sistema di Controllo Rischi come elemento di valutazione. Nei progetti in cui sono coinvolte le istituzioni finanziarie e quelle pubbliche si suggerisce di introdurre la presenza e la qualità del sistema di controllo rischi come elemento di valutazione dei piani aziendali di internazionalizzazione, quale incentivo per le aziende che hanno proceduto a lavorare su questo aspetto. Uno strumento che indichi la resilienza ai rischi dell’azienda, aiuterebbe a migliorare anche la qualità del credito.
  • Risk Management come opportunità. L'ultima raccomandazione riguarda il sistema associativo imprenditoriale italiano, che dovrebbe elaborare un piano nazionale di educazione e formazione sui temi del Risk Management, per diffonderne la cultura e illustrarne le opportunità in termini di organizzazione, competitività e sostenibilità.

Dunque si propone un mix di formazione e incentivi per favorire l'introduzione del Risk Management anche nelle PMI che ne sono attualmente prive.

 

COMPILA IL MODULO PER RICHIEDERE INFORMAZIONI