Business Continuity

Business Continuity: perché è sempre più fondamentale

Un'organizzazione in grado di reagire prontamente alle crisi che provengono dall'interno o dall'esterno. La Business Continuity serve proprio a questo, grazie a un efficace sistema di gestione per la continuità operativa. E il 2020 ci ha insegnato che avere un piano che favorisca la resilienza organizzativa può fare la differenza circa la sopravvivenza o meno di un'organizzazione.

Business Continuity: cos'è

La Business Continuity (BC), o Continuità Operativa, è in breve la capacità di un'organizzazione di mettere in campo un sistema di gestione che ne protegga l'attività, garantendo la capacità di rispondere e riprendersi dalle interruzioni nella produzione di beni o servizi, che possono avvenire per i motivi più disparati.

Tipicamente si fa l'esempio di un blackout, un terremoto o un cyber attacco, ma siamo nel 2021 e abbiamo sperimentato tutti un evento che ha condizionato le vite delle persone e delle organizzazioni, interrompendo anche a più riprese le normali attività: la pandemia da Covid-19 e le conseguenti misure restrittive volte al contenimento del contagio.

La Business Continuity è regolata dalle norme ISO 22300 e ISO 22301, che definiscono i requisiti per attuare, mantenere e migliorare un efficace sistema di gestione per la continuità operativa BCMS (Business Continuity Management System).

Business Continuty: il 2021 è l'anno della resilienza organizzativa

Nel 2021 abbiamo sperimentato fermi produttivi a livello globale. Una fase storica in cui tutti hanno dovuto apprendere sul campo il significato di resilienza e si è capito che avere un piano di reazione strutturato e certificato fa davvero la differenza, perché può garantire l'operatività delle organizzazioni.

Essere resilienti vuol dire migliorare la capacità di gestione e comunicazione della crisi, la rapidità di ripristino della continuità aziendale e la sicurezza dei sistemi informativi.

Il principio di resilienza, che sta alla base della continuità operativa, comporta che ognuno in azienda deve essere in grado di adattarsi ad ambienti mutevoli e complessi, così da poter gestire gli imprevisti che dovessero influire negativamente sull’attività. È dunque necessario che venga promossa un’adeguata cultura di risk management per poter evitare e mitigare i rischi.

Emanuele Capra, esperto di Business Continuity di ASSITECA, parlando di Covid-19 e Business interruption, afferma:

"La nostra sensazione è che lavoratori e aziende sapranno adattarsi velocemente e che questo potrà generare anche un miglioramento, nel lungo periodo, della sensibilità generale sulle condizioni di benessere, salute e sicurezza.

Occorre aiutare le imprese a prepararsi meglio al periodo post pandemico. Le aziende dovranno affrontare numerose sfide. Non solo per l’incertezza dei mercati ma anche per la gestione dell’operatività: come evitare un successivo contagio o ridurre al minimo la conseguente interruzione forzata; come limitare i danni reputazionali di un ulteriore blocco produttivo; come trasmettere efficacemente e costantemente ai clienti le informazioni sulla propria operatività; come gestire i ritardi e le difficoltà dei trasporti, soprattutto internazionali; come garantire le forniture di materie prime ma anche dei ricambi e delle manutenzioni necessarie alla produzione. E non dimentichiamo i problemi finanziari: senza liquidità non si può fare quasi nulla.

Tutto questo va studiato e pianificato oggi, per ridurre al minimo gli effetti negativi della situazione, cercare di recuperare, ove possibile, i volumi produttivi persi ma anche per essere in grado di cogliere tutte le opportunità di business che potrebbero presentarsi nei prossimi mesi."

Business Continuity Management: il piano è fondamentale

Il sistema di Business Continuity Management (BCM) è il cuore della Business Continuity, e anche in questo caso il biennio 2020-2021 ha moltissimo da insegnarci. La progettazione di un sistema di Business Continuity Management prevede una serie di operazioni specifiche:

  • modellizzazione dei processi chiave di creazione del valore;
  • identificazione degli scenari di impatto sul business: Business Impact Analysis (BIA);
  • strategie di ripristino: Business Continuity Strategy;
  • sviluppo del Business Continuity Plan (BCP);
  • gestione della crisi e della comunicazione: Crisis Management;
  • training, test e audit del BCP.

Concentriamoci sul piano, sul BCP. Sulla necessità di un programma emergenziale che delinei le azioni da intraprendere nel caso si verifichi un evento dannoso per l’azienda o pericoloso per la collettività, parte della più ampia gestione della continuità operativa.
Le organizzazioni che avevano un BCP in fase pre Covid-19, hanno potuto fruire dei seguenti vantaggi:

  • capacità di reazione immediata;
  • reazioni corrette e coordinate grazie ad appositi team con ruoli e responsabilità definiti e componenti addestrati;
  • procedure operative chiare e condivise;
  • raggiungibilità di tutti gli interlocutori aziendali chiave;
  • reazione manageriale competente e responsabile a tutte le interfacce aziendali (stakeholders).

Business Continuity: il miglior giorno per iniziare è oggi

La crisi pandemica globale conferma più che mai che il miglior momento per iniziare a pensare alla Business Continuity è oggi. E a dirlo sono i dati oltre all'esperienza traumatica che hanno dovuto affrontare persone e organizzazioni.

L’International Labour Organization (ILO), nel rapporto A global survey of enterprises: Managing the business disruptions of COVID-19, relativo al secondo quadrimestre del 2020, rileva la percentuale di organizzazioni che disponevano, a livello mondiale, di un piano di continuità operativa: il 47%. Dunque più della metà delle organizzazioni non disponeva di un piano, con diverse sfumature a seconda delle dimensioni aziendali con il 75% delle grandi imprese che lavorano alla propria Business Continuity contro il 33% di quelle più piccole.

Ma la Business Continuity deve riguardare tutte le organizzazioni, con un investimento necessario che può avvalersi di servizi di consulenza aziendale, che prevedano l’utilizzo di strumenti e tecnologie innovativi per la prevenzione e di software che permettano di seguire procedure strutturate per la realizzazione di:

  • Business Impact Analysis
  • Piani di Business Continuity
  • Disaster Recovery.

Il servizio offerto da ASSITECA si configura come un processo razionale di analisi, valutazione e definizione di strategie e soluzioni, per la realizzazione di un piano efficace e aggiornabile regolarmente in grado di riflettere i naturali mutamenti organizzativi. Perché come ormai sappiamo, le priorità possono cambiare in maniera repentina.

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