Welfare Aziendale: Osservatorio Assolombarda e Welfare Index 2021

Welfare aziendale e Covid: quali sono i nuovi servizi?

Crescono gli accordi  di welfare aziendale e raddoppia l'offerta di assistenza sanitaria integrativa rispetto all'anno precedente. Fringe Benefits, confermato l'aumento del tetto dell'esenzione fiscale anche per il 2021.

Il welfare aziendale, cresciuto negli ultimi anni grazie agli interventi a livello normativo, alla contrattazione collettiva e soprattutto agli accordi di 2° livello (aziendali, interaziendali e territoriali), rappresenta attualmente uno degli strumenti più incisivi a disposizione delle imprese per migliorare la conciliazione tra lavoro e vita privata dei lavoratori, aumentarne il benessere ed anche il potere d’acquisto, soprattutto alla luce della grave crisi che dai primi mesi del 2020 attanaglia il nostro Paese.

Il Governo ne sta riconoscendo l’importante impatto sociale e il 5 maggio con il Decreto Sostegni ha confermato la proroga al 2021 dell’aumento del tetto dell’esenzione fiscale del fringe benefit aziendali da  258,23 euro a 516,46 euro, già approvato con il decreto di agosto n. 104/2020.Una buona notizia per tutti coloro che usufruiscono die servizi e die beni ceduti o prestati dall’azienda ai lavoratori, dalle auto aziendali alle borse di studio.

Assume quindi una grandissima importanza l’analisi sia dello sviluppo delle forme di welfare aziendale nell’ultimo anno, sia dell’evoluzione della domanda, maggiore verso alcuni servizi, da parte dei dipendenti.
Il punto sulla situazione viene fornito dall’Osservatorio Welfare Assolombarda, che da quattro anni studia l’evolversi del welfare aziendale, e che ha recentemente pubblicato i risultati per le province di Milano, Monza, Pavia e Lodi, riferiti al 2020, l’anno della pandemia.

Il report, su base territoriale ma in linea con i dati a livello nazionale forniti dal rapporto annuale Welfare Index PMI 2020, offre un quadro della situazione attuale:

  • le imprese hanno una grande responsabilità economico sociale nello sviluppo delle politiche di welfare aziendale, ponendosi come punto di riferimento importante per l’intera comunità sul territorio;
  • il potenziale del welfare aziendale aumenta sempre di più, sia per superare la crisi emergenziale legata alla pandemia, sia per la crescita futura, equa e sostenibile, incentrata sul benessere economico e sociale dei lavoratori ma anche sulla ricaduta positiva per le imprese in termini di produttività, fidelizzazione, attrattività, immagine e reputazione.

Osservatorio Welfare Assolombarda 2020: gli effetti della pandemia sul welfare aziendale

Il report di Assolombarda si basa su un campione di 650 imprese delle province lombarde, per un totale di 110 mila dipendenti, per analizzare la crescita del settore welfare durante il periodo emergenziale legato al Covid-19.

Dall’analisi dei dati emerge un aumento del tasso di diffusione di accordi con un contenuto di welfare aziendale, nonostante nello stesso periodo si sia registrata una diminuzione di quelli depositati a livello nazionale. Dai dati raccolti emerge inoltre che:

  • in un’azienda su quattro circa è attivo un accordo di welfare aziendale (23,4%);
  • la regolamentazione del welfare aumenta proporzionalmente rispetto alle dimensioni dell’azienda, passando dal 26,6% per le piccole realtà (fino a 25 dipendenti), al 43,9% per le aziende di medie dimensioni (tra 25 e 100 dipendenti), per arrivare al 75,9% per le grandi aziende (con più di 100 dipendenti);
  • il finanziamento con budget on top risulta in crescita nell’ultimo triennio, soprattutto nelle piccole imprese, ma si registrano anche modelli misti (budget on top+conversione PDR, oppure budget on top+CCNL); infatti, anche il CCNL applicato, sebbene abbia progressivamente perso importanza nell’ultimo triennio, influisce sulle politiche aziendali legate al welfare, basti pensare che è il settore industriale (in particolare, chimico -farmaceutico e metalmeccanico) a registrare sul territorio lombardo il maggior numero di piani aziendali a contenuto welfare.

Tutti questi dati si traducono in un 65,4% di dipendenti che beneficiano di un piano welfare, cioè circa 70 mila lavoratori sul totale dei 110 mila presi a campione.

 

Domanda e offerta di misure di welfare durante la crisi del 2020

Ma quali strumenti sono più diffusi e soprattutto più richiesti nel periodo del Covid-19? Dall'indagine di Assolombarda emergono i dati sia delle misure offerte dai provider, sia quelli della richiesta da parte dei dipendenti.

osservatorio ASSOLOMBARDA welfare aziendale 2021- servizi richiesti e offerti

 

Dunque, dalla lettura di questi dati si evidenzia che:

  • l’offerta di assistenza sanitaria è quasi raddoppiata nel 2020 rispetto all’anno precedente, in risposta, evidentemente, alla situazione pandemica nel nostro Paese;
  • è aumentata, nell’arco dell’ultimo biennio, l’offerta di soluzioni per la mobilità, che passa dal 52% del 2019 al 68% del 2020, dato significativo perchè nel 2017 questa offerta era presente solo nel 5% dei pacchetti;
  • sono in crescita nei pacchetti di offerta i servizi dell’area culturale e ricreativa, anche se la loro domanda diminuisce, ovviamente a causa del lockdown e delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria.

A fronte dell’offerta analizzata, la domanda di servizi:

  • cresce nell'area dei fringe benefit, cioè di quelle forme di retribuzione non in denaro, che comprendono l’uso di beni aziendali, come auto, telefono cellulare, computer ecc., o la fruizione di servizi, come i corsi di istruzione per i dipendenti, che aumenta del 2%;
  • diminuisce nell’area scuola e istruzione, passando dal 37% del 2019 al 32% del 2020;
  • aumenta nell’area dell’assistenza sanitaria (dal 9% del 2019 al 12% del 2020).

Su quest'ultimo punto, il report di Assolombarda inserisce un focus dedicato alla diffusione dell’assistenza sanitaria integrativa, rilevando che ben il 76% delle imprese che ha partecipato all’iniziativa la prevedono (con una maggior frequenza nelle imprese di grandi dimensioni), sia ricorrendo ai fondi previsti dal CCNL di riferimento, sia a fondi diversi. Due le modalità di erogazione: tramite il convenzionamento, cioè con pagamento diretto da parte del fondo delle eventuali spese mediche, oppure mediante il rimborso dei costi anticipati dall’assistito. Inoltre, delle aziende che prevedono l’assistenza sanitaria integrativa, il 29% ha iniziative legate alla prevenzione/check up dei dipendenti, e il 39% delle stesse ha ritenuto opportuno, nel 2020, aggiungere apposite tutele specifiche legate alla pandemia in atto.

 

osservatorio ASSOLOMBARDA welfare aziendale 2021- iniziative legare sanità - covid

Osservatorio Welfare Assolombarda: alcune considerazioni

Dall'indagine di Assolombarda emerge un altro dato interessante, ovvero l’aumento del 2% della propensione di spesa dei lavoratori, nonostante sia diminuito l’importo a disposizione: ciò significa che, seppure ogni lavoratore abbia avuto meno risorse da utilizzare, nel periodo emergenziale ha deciso di usufruire maggiormente di ciò che gli veniva offerto, con una spesa che passa da 589 euro nel 2019 a 596 euro nel 2020.

Quindi, possiamo concludere che:

  • le aziende hanno deciso di reagire alla crisi economica causata dal Covid-19 offrendo ai propri dipendenti strumenti di welfare, potenziando quelli già attivi in precedenza, ma anche predisponendone di nuovi;
  • i dipendenti hanno approfittato degli strumenti di welfare messi a loro disposizione per fronteggiare il periodo di crisi, utilizzando il 76,5% del budget totale;
  • la crescente richiesta ed offerta di servizi sanitari dimostra che il welfare aziendale ha mantenuto la sua promessa: l’attenzione al benessere e al sostegno dei dipendenti e delle loro famiglie, genera un ritorno positivo anche per le aziende.

 

Osservatorio Welfare Assolombarda e Welfare Index PMI: il confronto con i dati nazionali

Le considerazioni che emergono dall’Osservatorio Welfare Assolombarda 2020, sebbene riferite ad un ambito territoriale ben definito, sono in linea con le rilevazioni fatte a livello nazionale dal Welfare Index PMI 2020.

Durante la pandemia, anche a livello nazionale, l’impatto delle iniziative in risposta all’emergenza per livelli di welfare aziendale è stato valutato come molto o abbastanza positivo, per cui sono state riconfermate e potenziate le iniziative già esistenti di welfare aziendale e ne sono state introdotte di nuove, che, in buona misura, si intendono mantenere anche dopo l’attuale momento di necessità.

welfare index 2021 - covid19

Il report su base nazionale sottolinea che:

  • le imprese con una base di welfare più solida sono riuscite a fronteggiare meglio il periodo di crisi e si sono poste come punto di riferimento per l’intera comunità;
  • le stesse imprese hanno cercato di reagire al periodo emergenziale modificando l’organizzazione del lavoro per renderla più flessibile alle esigenze imminenti, senza però frenare l’attività di formazione (si pensi che il 22,5% delle aziende ha organizzato e gestito webinar e progetti formativi a distanza);
  • le aziende hanno raggiunto una maggiore consapevolezza dell’importanza della tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti;
  • i lavoratori hanno potuto sperimentare i benefici dei servizi di welfare e hanno dichiarato di volerne approfittare anche in futuro, quando la crisi sarà passata.

 

Le prospettive future rilevate dal Welfare Index PMI

Secondo lo studio del Welfare Index PMI, la pandemia ha agito quindi da acceleratore del welfare aziendale: nonostante gli incentivi fiscali restino determinanti per incoraggiare le iniziative legate al welfare nel nostro Paese, la crisi generata dal Covid-19, più grave nelle piccole e medie imprese, che tuttavia costituiscono la maggioranza sul territorio italiano, ha posto l’accento sulle fragilità del sistema aziendale e sulla necessità di apprestare dei mezzi di tutela validi anche per il futuro.

Le imprese sono quindi chiamate ad evolversi, e in questa prospettiva il welfare aziendale può essere una leva importante per avviare la ripresa post Covid-19, perché la vicinanza delle imprese alle famiglie ed al territorio tramite gli strumenti di welfare potrà costituire un prezioso contributo alla capacità di risposta immediata delle aziende ai cambiamenti della società ed alle nascenti esigenze dei dipendenti.

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