Passaggio generazionale

Passaggio generazionale: delicato ma essenziale per le aziende

Cresce l’età media degli imprenditori italiani: per assicurare una continuità all’azienda è fondamentale gestire al meglio il passaggio generazionale. Affidarsi ad una consulenza esperta garantisce di pianificare la successione in azienda senza errori  preservando il valore della propria attività.

 

Un patrimonio mobiliare, immobiliare e aziendale di oltre 800 miliardi di euro verrà trasferito da una generazione a un’altra nei prossimi vent’anni solo in Italia. Nonostante questo, appena il 17% degli italiani ha affrontato e risolto il tema della successione, contro una media europea del 34%, del 42% in UK e del 50% negli Stati Uniti. La percentuale sale al 55% tra gli imprenditori, ancora bassa considerando l’età media di 68 anni, in aumento ogni anno, della categoria. I dati qui presentati sono rielaborazioni FINER “Finance Mirror 2018-2020” delle informazioni raccolte dall’Ufficio centrale degli Archivi Notarili, dalla Comunità Europea, dal Principal Registry of the Family Division UK e dalla Probate & Surrogate Court USA.

 



PARTECIPA AL WEBINAR

"IL PASSAGGIO GENERAZIONALE: COME PIANIFICARE LA TRANSIZIONE"
giovedì 15 aprile, h.14,30


 

mappa FINER passaggio generazionale

Il passaggio generazionale d’impresa è comunque oggetto di un’attenzione crescente: sono sempre di più coloro che si rivolgono a consulenti esperti per dare una continuità serena alla propria attività d'impresa e pianificare i rapporti tra i soggetti interessati. La gestione del processo è complessa e centrale se si pensa che ancora oggi circa due terzi delle aziende non sopravvive al fondatore, poco più del 10% arriva alla terza generazione e meno del 5% alla quarta.

Tutti i Paesi stanno ancora gestendo l’emergenza sanitaria, le varianti del virus e la distribuzione dei vaccini e i diversi lockdown hanno messo in grave difficoltà l’economia mondiale.

mappa FINER passaggio generazionale - attivazione

 

La normativa per la successione

Tra i tanti aspetti che un imprenditore è chiamato a gestire c’è la delicata questione dei rapporti interni/familiari: con il passaggio generazionale dell’impresa si definisce l’assetto futuro sia dell’impresa sia del proprio patrimonio personale.

La legge indica diversi strumenti tra i quali è necessario individuare il più adatto alla propria situazione. I metodi più comuni sono il testamento e la donazione ma possono essere utilizzati anche i patti di famiglia, i trust, gli atti di destinazione, i fondi patrimoniali, i contratti di affidamento fiduciario, le holding, gli accordi di governance nelle strutture societarie, i patti parasociali, le scissioni o le cosiddette trasformazioni. Vediamo brevemente le alternative più utili a proteggere il patrimonio e a gestirne con chiarezza la successione.

  • Il testamento è l’atto giuridico attraverso il quale una persona manifesta il proprio volere e dispone dei propri diritti per il tempo in cui non sarà più in vita.
  • La donazione è lo strumento giuridico di trasmissione a titolo gratuito di beni da parte di un soggetto vivente. Si distingue dal testamento che, invece, produce effetti solo quando decede il suo autore.
  • Il patto di famiglia è un contratto con cui l'imprenditore designa con atto pubblico notarile l'erede o gli eredi che proseguono l'attività aziendale. Evita eventuali pretese e liti con altri eredi destinatari di altre soluzioni che ne soddisfano i diritti. Al ricorrere di determinati presupposti, l’imprenditore usufruisce di un trattamento fiscale vantaggioso.
  • Il trust è l’istituto tramite il quale l’imprenditore (“disponente”) designa un soggetto di sua fiducia (“trustee”) che amministri i beni conferiti nel trust attenendosi alle sue prescrizioni. Beni mobili, beni immobili, partecipazioni societarie, opere d'arte conferite in trust saranno destinate ai beneficiari individuati o individuabili da parte del disponente. Con determinati requisiti si può usufruire anche in questo caso dell'esenzione dall'imposta sulle successioni. I beni conferiti nel trust non sono aggredibili da creditori del disponente, dell'amministratore fiduciario (trustee) o dei beneficiari.
  • L’atto di destinazione è lo strumento con cui un soggetto può creare un patrimonio separato rispetto a quello “generale” di cui è titolare. L’imprenditore può quindi imprimere ad alcuni beni un vincolo, chiamato di destinazione, che isola questi beni e li protegge dai creditori che possono aggredire il patrimonio del loro debitore, ma non i beni oggetti del vincolo.
  • Il fondo patrimoniale è un insieme di beni, beni mobili registrati, beni immobili o titoli di credito, che viene costituito dai coniugi o anche da un terzo, al fine di soddisfare i bisogni della famiglia e non può essere aggredito dai creditori. È necessario essere in presenza di matrimonio e i suoi effetti cessano in caso di morte di uno dei due coniugi, in caso di annullamento del matrimonio, in caso di separazione oppure in caso di divorzio. Deceduto un coniuge, se egli si era riservata la proprietà del bene inserito nel fondo, questo si trasferirà agli eredi secondo quanto previsto dalla legge o dal testamento.
  • Il contratto di affidamento fiduciario si stipula tra soggetti vivi per affidare ad un soggetto (“affidatario fiduciario”) la destinazione di un numero di beni a vantaggio di uno o più “beneficiari”.
  • La creazione di una holding nel passaggio generazionale permette il mantenimento del controllo societario accentrato, evitando la dispersione di quote ed utili tra i vari eredi di un’attività di famiglia. Sono previsti degli gravi fiscali attraverso lo strumento della donazione con riserva di usufrutto delle partecipazioni detenute.
  • Gli accordi di governance sono una rivisitazione del sistema di governo e delle regole aziendali, dall’attribuzione delle deleghe alla riprogettazione dei meccanismi retributivi in funzione del valore creato, delle evoluzioni dell’impresa e del passaggio generazionale.
  • I patti parasociali sono accordi tra soggetti appartenenti alla stessa società al fine di regolare l'agire comune.
  • La scissione di una società assegna in parte o interamente il patrimonio originario a più società, preesistenti o di nuova costituzione, e le relative azioni o quote ai suoi soci.
  • Con le trasformazioni è possibile modificare la struttura societaria in modo da renderla più idonea ad accogliere i nuovi eredi: possono essere utili delle trasformazioni giuridiche in società, in accomandita o, come citato precedentemente, alla costituzione di società holding.

Ogni strumento è caratterizzato da vantaggi e spunti differenti: occorre considerare tutte le variabili economiche, giuridiche, aziendali, familiari e personali che possono influenzare il caso specifico. Rivolgersi a consulenti esperti permette di valorizzare l’impresa e di realizzare al meglio la volontà dell’imprenditore.

COMPILA IL MODULO PER RICHIEDERE INFORMAZIONI