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Superbonus 110%: come gestirlo?

 

La Legge di Bilancio 2021 ha prorogato il Superbonus del 110% per l’ecobonus, il sismabonus, il fotovoltaico e le colonnine. La misura conviene a imprese, privati e banche, ma occorre prestare attenzione ad alcuni punti e tutelarsi con le giuste polizze assicurative.

La crisi socio-sanitaria causata dal Covid-19 ha spinto il legislatore ad adottare misure come il Superbonus e il Sismabonus, che mirano a sostenere il mercato immobiliare e delle costruzioni e ad incentivare il miglioramento delle classi energetiche e la sicurezza degli edifici.

Cos’è il Superbonus 110%?

La misura prevede una detrazione del 110% per le spese sostenute a fronte di specifici interventi di efficienza energetica, installazione di impianti fotovoltaici e realizzazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli stabili.

L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’imposta lorda. Effettuando lavori finalizzati a migliorare le prestazioni energetiche di un immobile nel rispetto di alcune condizioni, si ottiene un rimborso fiscale nei 5 anni successivi. In alternativa al rimborso, è possibile cedere il credito fiscale ai fornitori dei beni o servizi ottenendo da questi un contributo anticipato, il cosiddetto sconto in fattura, o cedere il credito fiscale a terzi, tra cui gli istituti di credito.

Quali vantaggi per imprese, banche e privati?

I privati hanno la possibilità di svecchiare ad un costo irrisorio gli immobili di proprietà. Situazione che potrebbe controbilanciare l’attuale abbassamento delle quotazioni immobiliari.

Le banche hanno interessi nell’acquistare i crediti determinati dal Superbonus e nell’erogare i finanziamenti necessari per il completamento delle opere edili.

Le imprese di costruzione possono aggiudicarsi appalti preziosi in una fase critica come quella che stiamo vivendo. La norma consente inoltre di considerare tali appalti come opere a basso rischio creditizio.

Chi può beneficiare del Superbonus al 110%?

Possono usufruire del Superbonus al 110% le persone fisiche o giuridiche che procedono ad almeno uno degli interventi “trainanti” su condomini o edifici singoli:

  • isolamento termico delle superfici opache che interessano l'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25% della superficie;
  • interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria ad alta efficienza energetica;
  • interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari (situate all'interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall'esterno) per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria ad alta efficienza energetica.

Quali requisiti per detrarre i lavori energetici?

Riassumendo, occorre procedere all’isolamento termico dell’edificio o alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti. Deve essere però garantito il miglioramento di almeno due classi energetiche o, se non è possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

In Italia ci sono 10 classi energetiche, dalla A4 (consumo minimo) alla G (per le case meno efficienti, che rappresentano almeno il 50% del patrimonio nazionale). Per definire le classi energetiche ci si basa sul fabbisogno energetico necessario in una casa tipo per riscaldare un metro quadro d’inverno, raffrescarlo d’estate, fornire l’illuminazione e l’acqua.

È importante ricordare che per beneficiare dell’Ecobonus al 110% bisogna possedere l'attestato di prestazione energetica (APE, in conformità con il comma 3-ter, articolo 14 del decreto legge n. 63/2013), prima e dopo l'intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata che dimostri il miglioramento energetico.

I materiali utilizzati per gli interventi di isolamento termico, inoltre, devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’11 ottobre 2017.

A cosa prestare attenzione?

Oltre alle accortezze citate, un privato deve assicurarsi che l’immobile sia conforme rispetto alle risultanze urbanistiche, perché in caso contrario potrebbe decadere il diritto al beneficio fiscale.

Dal punto di vista fiscale è indispensabile verificare la propria capacità reddituale ad assorbire in termini di imposta generata i crediti conseguenti alla fruizione del Superbonus. In secondo luogo, si consiglia di adottare adeguate precauzioni a livello contrattuale in sede di definizione degli accordi con l’appaltatore per eventuali lavori esclusi dalla normativa, che non rientrino cioè né tra gli interventi trainanti né tra quelli trainati. In questi casi è necessaria un’adeguata distinzione in sede di fatturazione e di pagamento delle singole opere magari incluse nello stesso contratto di appalto. Tale distinzione deve riguardare anche l’allocazione delle spese accessorie rispettivamente alle opere incluse ed escluse dall’agevolazione, così da facilitarne l’identificazione in caso di successiva verifica ed evitare contestazioni.

Le banche che acquistano i crediti emergenti dalla fatturazione delle opere agevolate sono invece tenute a monitorare il processo autorizzativo, lo stato di avanzamento dei lavori, il pagamento dei corrispettivi e il termine delle opere con conseguente raggiungimento dei miglioramenti energetici qualificanti ai fini dell’agevolazione.

Le imprese devono verificare attentamente il finanziamento delle opere. Se il cliente opta per la cessione del credito derivato dal Superbonus, l’appaltatore, non potendosi rivalere sui propri fornitori, può rifiutare l’incarico o farsi finanziare. Con questa seconda possibilità, le aziende si trovano in una situazione particolarmente complessa, che merita un’accorta gestione del rischio.

Un broker assicurativo come ASSITECA può supportare le aziende dalla gara d’appalto alla scelta delle coperture assicurative in grado di sostenere i rischi connessi ai lavori.

Quali rischi per le imprese edili?

Il meccanismo del Superbonus introduce nuove responsabilità professionali. Prima di tutto, i progettisti sono responsabili di eventuali errori, negligenze, omissioni, con la conseguente necessità di riprogettazione e rifacimento; inoltre, possibili ritardi nell’esecuzione dei lavori conducono alla mancata asseverazione finale entro i termini previsti dalla normativa.

Durante la fase di esecuzione dell’opera, i rischi di incendio, esplosione, scoppio, allagamenti, eventi naturali anche catastrofali e danni al personale devono essere coperti da polizze assicurative. Lo stesso vale per i rischi legati alla non corretta esecuzione delle opere o al fallimento dell’impresa con mancata asseverazione finale entro i termini di legge.

I tecnici chiamati ad asseverare verso l’ENEA la rispondenza dell’intervento ai criteri di ammissibilità al Superbonus 110% hanno una grande responsabilità che non si esaurisce prima del termine per l’Agenzia delle Entrate di denuncia dell’abuso (8 anni). L’errata asseverazione rilevata dall’AdE impone la restituzione di tutto o parte dell’importo lavori.

Nella fase post-opera, infine, possono manifestarsi danni alle costruzioni o la necessità di restituzione del Credito di Imposta, con richiesta di risarcimento da parte dell’AdE del bonus fiscale al primo beneficiario del credito (condominio o privato).

 Quali assicurazioni sottoscrivere?

Il quadro dei rischi sopra citati, sia tradizionali che nuovi ed emergenti, mette in luce queste necessità:

  1. un’attenta gestione di tutto il processo, dalla pre-verifica tecnica e urbanistica, all’appalto, all’esecuzione dei lavori, al rispetto dei tempi previsti, alla corretta formazione del credito per l’eventuale successiva cessione,
  2. la selezione di adeguate polizze assicurative a tutela di committenti, imprese, professionisti, di durata pluriennale, ben oltre la fine dei lavori.

Quali sono le fonti normative del Superbonus al 110%?

L’Ecobonus al 110% è stato introdotto dal Decreto Rilancio (DL 34 del 19 maggio 2020), convertito in Legge 77/2020, articoli 119 e 121. Sono rilevanti anche i Decreti attuativi dei Ministeri interessati, in particolare il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 6 agosto 2020 che definisce i costi considerati congrui ai fini della detrazione, la Circolare 24/e del Ministero dell’Economia e delle Finanze che chiarisce gli aspetti fiscali e il provvedimento del MEF dell’8 agosto 2020 che individua le modalità di attuazione della cessione del credito.

Quando scade la possibilità di usufruire del bonus?

Il Superbonus al 110% si applica alle spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 30 giugno 2022. La Legge di Bilancio 2021, infatti, ha prorogato l’Ecobonus al 110% di sei mesi. Fanno eccezione i condomìni che al giugno 2022 hanno concluso almeno il 60% dei lavori, che possono beneficiare della detrazione fino al 31 dicembre 2022.

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