Rischio Crediti e export

Export e crediti: la mappa dei rischi 2021

 

Le imprese possono guardare al nuovo anno con un cauto ottimismo. Secondo la “Mappa dei rischi 2021” di SACE il mondo vedrà presto una ripresa economica. Veri driver per la ripartenza saranno la transizione energetica, il benessere sociale e l’export del made in Italy. Occorrerà gestire l’aumento generalizzato del rischio di credito, a cui si aggiungono i problemi legati al cambiamento climatico e alla violenza politica. In un quadro in continua evoluzione è fondamentale che un’azienda riesca a mappare i rischi in modo tempestivo e dinamico.

 

La “Mappa dei rischi” elaborata da SACE presenta annualmente un’istantanea delle minacce che le imprese di tutto il mondo si troveranno a gestire. L’edizione 2021 contiene valutazioni soprattutto in merito a rischio credito, rischi politici e, a differenza degli scorsi anni, tratta anche dei rischi legati al cambiamento climatico.

Alle preoccupazioni a livello macroeconomico legate all’incertezza sull’evoluzione della pandemia, si aggiungono fattori locali che incidono in parte positivamente (come il risolversi dell’incertezza sulle elezioni presidenziali americane) e in parte negativamente (elevato debito pubblico e privato che porta ulteriore instabilità finanziaria, grave violenza politica in Paesi come Etiopia, Libano, Iraq, Tunisia e nel Sud America). Gli eventi riconducibili al rischio ambientale sono sempre più frequenti e richiedono interventi di innovazione tecnologica e da fonti di energia rinnovabile. Sostenibilità e resilienza traineranno la ripartenza come asset strategici per la competitività aziendale.

 

Commercio globale e pandemia

Tutti i Paesi stanno ancora gestendo l’emergenza sanitaria, le varianti del virus e la distribuzione dei vaccini e i diversi lockdown hanno messo in grave difficoltà l’economia mondiale.

 

Rischi crediti - Restrizioni mappa Sace

Si attende tuttavia una ripresa diffusa, eterogenea anche se soggetta a livelli di incertezza molto elevati. A partire da aprile il miglioramento sarà più stabile grazie all’avanzamento dei programmi di vaccinazione. Le previsioni di Oxford Economics (OE) attendono nel 2021 una ripresa dell’economia globale del 5%. Nel prossimo biennio, il Pil mondiale si stabilizzerà su una percentuale di crescita positivo anche se meno sostenuto di quello precedente il Covid-19. Anche se le economie avanzate non recupereranno la contrazione registrata nel 2020, alcuni Paesi Emergenti, come Corea del Sud e Vietnam, beneficeranno della maggiore efficienza nel contenere i contagi e del forte traino della Cina.

Il commercio internazionale tornerà a crescere, sostenuto da crescita attesa dell’8,7% del trasporto dei beni, che compenserà un più lento recupero nel settore dei servizi che, se nel 2020 ha patito un crollo del 21,8%, si trova per quest’anno con aspettative di crescita di un modesto 3,4%. Nel complesso, gli scambi internazionali di beni e servizi perdono circa 1.300 miliardi di dollari rispetto al trend di crescita stimato prima del Covid-19.

 

Rischio Crediti - mappa rischi SACE - importazioni

 

Con il riavvio delle attività produttive si vedrà anche un aumento dei rischi per le imprese, generalizzato ma diversificato a livello geografico e settoriale.

 

Rischio di credito

La “Mappa dei Rischi 2021” dipinge un quadro aggravato a causa del Covid-19. Il rischio di credito, in particolare, peggiora ovunque anche in conseguenza di un aumento del debito pubblico.

Sui 194 Paesi analizzati da SACE 22 migliorano, 52 restano stabili e 120 peggiorano nel loro grado di rischio di credito. Le imprese potranno ancora trovare opportunità di crescita soprattutto nelle economie attualmente solide di Emirati Arabi Uniti e Perù o e in quella resiliente del Vietnam.

Mappa Rischi SACE 2021 - come è cambiata

 

Il profilo creditizio dei Paesi avanzati è in regresso, ma non ha registrato un deterioramento eccessivo. I governi hanno agito in tempo per frenare le negatività legate alla pandemia e al calo degli scambi commerciali e degli investimenti privati, già visibile prima della pandemia. A seguito dell’incertezza dovuta alla Brexit, aumenta la rischiosità del Regno Unito (che registra una media di rischio credito 34, +4 punti rispetto al 2020).

La Russia e i Paesi dell’area come Lituania e Ucraina hanno beneficiato di una relativa stabilità e di minori restrizioni imposte all’economia. Medio Oriente e Nord Africa hanno invece registrato un generale peggioramento dei rischi: la contrazione media del Pil del 10% nel 2020 è forse la più ampia dagli anni ottanta del secolo scorso, ma alcuni Paesi resilienti dell’area torneranno ai livelli pre Covid-19: è il caso di Marocco, Arabia Saudita e Turchia. L’Arabia Saudita è tra i Paesi che hanno meglio reagito alla crisi, anche grazie all’ampia liquidità di cui beneficiano i conti pubblici. Qatar ed Emirati Arabi Uniti hanno registrato un miglioramento del rischio di credito, già medio-basso prima dell’emergenza sanitaria.

La ripresa passa anche dalla possibilità per le imprese di accedere a strumenti di sostegno alla liquidità e all’export, cui SACE ha contribuito nel 2020 con 47 miliardi di euro di cui 22 erogati nel contesto di Garanzia Italia: in questo senso diventa essenziale l’intervento a sostegno del settore dell’assicurazione del credito, sul quale ASSITECA ha fortemente spinto.

Rischi politici

Il rischio politico globale si mantiene in un intervallo di rischio medio come nello scorso anno. Tuttavia, ancor più che per i rischi del credito, è necessaria un’analisi delle capacità dei singoli governi di arginare gli effetti della pandemia. La rischiosità è bassa nei Paesi avanzati e alta negli emergenti. A registrare un maggior incremento è soprattutto la violenza politica.

Nell’Africa Subsahariana questo rischio è aumentato sensibilmente (+5 punti, da 57 a 62) dopo anni in cui si stava abbassando. Le radici di questo peggioramento scaturiscono da pregresse instabilità e da nuove conflittualità: la crescente minaccia terroristica jihadista in Mozambico, Burkina Faso, Mali, Chad, Niger e le proteste politiche in Guinea, Costa d’Avorio, Ghana, Repubblica Centrafricana e in Etiopia.

Mappa Rischi SACE - Rischio politico 2021

 

Mappa Rischi SACE - rischio violenza 2021

 

Rischi ambientali e sostenibilità

Il Covid-19 ha reso ancora più evidente la necessità di un futuro sostenibile a livello ambientale e sociale. Per offrire una più esaustiva analisi dei rischi nazionali, la “Mappa dei rischi 2021” introduce per la prima volta una valutazione dei rischi legati al cambiamento climatico. Gli scenari di vulnerabilità ed esposizione dei diversi Paesi ai rischi climatici sono uniti a valutazioni sul benessere sociale e sulla transizione energetica e calcolati a partire dai dati storici fino al 2050 e al 2100.

Mappa rischi SACE 2021 - integrazioni rischio Paese

 

Vengono considerate tre cause principali che sarebbero all’origine di danni come inondazioni, siccità e ondate di calore: alte temperature, fragilità idrogeologica e tempeste. La componente “temperature” mostra ovunque una tendenza all’aumento già entro il 2050 con un raddoppiamento dei valori (da una media storica del 24% a una del 52%). Il rischio vento (legata a cicloni e uragani) cresce in Africa Subsahariana e America Latina di circa 15 punti percentuali nei prossimi decenni. L’unica componente a restare su livelli inferiori e mediamente stabili è il rischio idrogeologico: il suo andamento cresce al 2050, ma rimane costante fino al 2100 in tutte le aree, ad eccezione del Medio Oriente dove presenta una stabilità rispetto ai valori storici.

 

Mappa Rischi SACE 2021 - rischio climatico

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