Rischi aziendali 2021

I maggiori rischi aziendali del 2021

 

Il nuovo barometro Allianz sulle principali minacce per le aziende evidenzia ai primi posti i rischi legati al Covid-19. In Italia per la prima volta gli incidenti informatici si classificano come il principale rischio.

La crisi sanitaria ha reso evidente come la gestione del rischio e della continuità operativa debbano evolvere per aiutare le imprese ad affrontare nuovi eventi che potrebbero danneggiarle. Mentre il tessuto produttivo di tutto il mondo cerca di limitare le conseguenze del Covid, occorre prepararsi all’intensificarsi di eventi come un’interruzione del cloud o un attacco informatico, catastrofi naturali dovuti al cambiamento climatico o altre epidemie.

L’Allianz Risk Barometer 2021, il sondaggio sui rischi aziendali globali curato da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) sulla base delle opinioni di 2.769 esperti (tra cui CEO, risk manager, broker ed esperti assicurativi) provenienti da 92 paesi, registra tre minacce fortemente legate tra loro al vertice dei rischi d’impresa: l’interruzione dell’attività (menzionata dal 41% dei rispondenti), l’esplosione della pandemia (40%) e gli incidenti informatici (40%).

Allianz Barometer 2021

Business Interruption: necessaria una gestione integrata dei rischi aziendali

L’interruzione dell’attività (Business Interruption, BI) torna in prima posizione tra le preoccupazioni delle imprese.

Allianz Barometer 2021 azioni

Secondo il 59% degli intervistati la causa principale della BI nel 2021 è la pandemia, seguita dagli incidenti informatici (nominati dal 46% del campione), dalle catastrofi naturali (per circa il 30%) e da eventuali incendi ed esplosioni (per un altro 30%). La crisi sanitaria si aggiunge all’elenco crescente delle possibili cause di interruzione del business che provocano danni non fisici, come blackout informatici o di energia. Conseguenze della lotta alla diffusione del virus, una digitalizzazione pervasiva e modalità di lavoro a distanza rendono società e aziende ancora più dipendenti dalle tecnologie mettendo quindi a rischio la Business Continuity. Allo stesso tempo, occorre continuare a tutelarsi dai rischi fisici tradizionali: in molti settori industriali, le catastrofi naturali, le condizioni climatiche estreme o gli incendi rimangono le cause principali dell’interruzione di attività e determinano perdite in continua crescita.

In generale in tutto il mondo, lo stop improvviso delle attività economiche, con perdite di ricavi, problemi nella produzione e nelle catene di fornitura, spinge le aziende a investire maggiormente nella gestione del rischio. Il 62% degli intervistati sta implementando un Business Continuity Plan, mentre il 45% vuole riorganizzare la propria supply chain.

In Europa, secondo il “Covid-19 Survey Report 2020” realizzato da FERMA (la Federazione delle Associazioni europee di Risk Management), il 46% delle imprese a seguito della pandemia prevede di apportare modifiche alle filiere di approvvigionamento e il 70% intende trovare fornitori alternativi. Un sondaggio Euler Hermes registra un numero ancora maggiore (62%) a livello mondiale. Il 20% di queste aziende preferisce selezionare fornitori dentro la propria nazione per ridurre il rischio sulla supply chain in caso di ulteriori blocchi degli spostamenti. Sempre secondo Euler Hermes, il 52% delle aziende ha deciso di ricorrere alla copertura del rischio tramite soluzioni assicurative.

Un approccio integrato alla gestione del rischio che tenga conto di tutti gli aspetti importanti per la continuità operativa, dalla valutazione delle minacce alla selezione delle migliori coperture assicurative, permette di migliorare la resilienza di un’azienda sul mercato.

Rischi informatici in continuo aumento

L’uso intensivo delle tecnologie digitali e lo smartworking intensificano le vulnerabilità IT, facendo dei rischi informatici una minaccia quanto mai attuale e al terzo posto della classifica Allianz 2021. Il cyber risk è tra le principali minacce in molti Paesi tra cui Brasile, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Sudafrica, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Nell’aprile 2020, durante il primo lockdown, l’FBI ha registrato un aumento del 300% dei soli incidenti, mentre il cyber crime pesa sull’economia globale oltre 1 trilione di dollari, con un aumento del 50% rispetto al 2018. I criminali informatici riescono a sfruttare velocemente le nuove opportunità di intrusione nei sistemi informativi delle organizzazioni e la recente ondata di digitalizzazione ha dato ulteriore impulso agli attacchi: i ransomware, in particolare, sono sempre più dannosi e colpiscono anche aziende di grandi dimensioni tramite metodi sofisticati e richieste di estorsione.

Il rischio pandemia e le sue conseguenze

I timori legati alla crisi sanitaria sono passati dal sedicesimo al secondo posto nel Barometro Allianz. La scalata in classifica è dovuta al fatto che in ben 16 Paesi la pandemia è ritenuta il rischio principale per la sicurezza individuale e delle aziende.

“L’Allianz Risk Barometer 2021 è chiaramente dominato dal trio di rischi legati al Covid-19. L’interruzione di attività, la pandemia e il cyberspazio sono fortemente interconnessi, a dimostrazione delle crescenti vulnerabilità del nostro mondo altamente globalizzato e connesso” afferma Joachim Müller, CEO di AGCS.
“La pandemia di coronavirus ci ricorda che non tutto è assicurabile, perciò la gestione del rischio insieme a quella dei Business Continuity Plan deve evolvere per aiutare le aziende a fronteggiare e superare situazioni estreme”.

Tra gli effetti del Covid-19 è da sottolineare lo sconvolgimento dei mercati, il cui andamento preoccupa il 19% del campione indagato: tale rischio sale alla quarta posizione, a causa di un inasprimento della crisi di liquidità. Stando alle previsioni di Euler Hermes, la maggior parte delle insolvenze arriveranno infatti nel 2021. L’indice di insolvenza globale della compagnia di assicurazione del credito commerciale dovrebbe raggiungere un nuovo record a causa dei fallimenti previsti in crescita del 35% nel 2021, soprattutto nei principali Paesi europei, negli Stati Uniti, in Brasile e in Cina. Stando al Report Allianz, l’accelerata digitalizzazione farà anche scomparire alcuni operatori e settori a favore di altri.

rischi imprese italiane

 

Sono in parte conseguenze della pandemia anche gli sviluppi macroeconomici (all’ottavo posto con il 13% delle risposte), i rischi politici e la violenza

(decimi con l’11%). Le ricadute socioeconomiche del Covid-19, unite alle recenti proteste di Black Lives Matter, alle manifestazioni anti-lockdown e ai disordini legati alle elezioni presidenziali statunitensi, rendono il 2021 un anno particolarmente a rischio di disordini politici e sociali.

In discesa nella classifica dei rischi troviamo invece i cambiamenti nella legislazione e nella regolamentazione (quinti con il 19%), le catastrofi naturali (seste con il 17%), gli incendi/esplosioni (settimi con il 16%) e il cambiamento climatico (nono con il 13%), messi in secondo piano rispetto alle preoccupazioni riguardanti la crisi sanitaria.

Rischi per le imprese in Italia: cyber e Business Interruption

Per la prima volta in assoluto, gli incidenti informatici si classificano in Italia come il principale rischio per le aziende. Al secondo posto compare l’interruzione di attività, mentre entra in terza posizione la pandemia. In salita anche il rischio di blackout energetici, decimo nella classifica locale.

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