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Criminalità in Italia: allarme cyber e altri effetti del virus

 

Allarme sicurezza informatica nel primo semestre 2020, mentre crollano furti e rapine. Milano, Firenze e Rimini sono le province con più denunce in rapporto alla popolazione.

Il Sole 24 Ore ha diffuso gli aggiornamenti al primo semestre 2020 del database interforze sull'attività criminale, gestito dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno. Evidenti gli effetti del lockdown e fondamentali la prevenzione e la tutela assicurativa.

Rischi informatici in aumento, mentre i delitti complessivi calano

Rispetto al primo semestre 2019, c’è stato un calo del 25,9% dei reati commessi e denunciati, con una media di 4.680 denunce al giorno e 851.856 in totale. Conseguentemente alle restrizioni imposte per fronteggiare l’emergenza Covid19, sono crollati i furti (41,3%), soprattutto parlando di scippi e borseggi. Le rapine sono diminuite di un terzo, con diminuzioni oltre il 50% per quelle in banca o negli uffici postali, inaccessibili al pubblico nei mesi di lockdown.

La scarsa libertà di circolazione ha influito infatti su alcuni tipi di reati, per cui la sensazione di una maggiore sicurezza appare temporanea e parziale: diminuiscono molto meno, ad esempio, i maltrattamenti e violenze tra le mura domestiche. Sono aumentate le telefonate al numero 1522 durante il lockdown e con la riapertura delle attività sono tornate a crescere le denunce di violenze su donne o minori.

Il trend è in controtendenza per quanto riguarda i crimini informatici, di usura e contrabbando. In particolare, smart working e didattica a distanza hanno attirato l’attenzione degli hacker su furti di identità digitale, frodi, clonazioni di carte di credito. Il rischio cyber registra un +23,3%, per una media giornaliera di 52 crimini informatici nei sei mesi, a cui si aggiungono 589 truffe e frodi online al giorno.

Dati gli ingenti costi economici riconosciuti a seguito degli eventi cyber, la denuncia è ormai quasi immediata. Si nota, a tal proposito, come la tendenza dei cittadini a denunccriminalità iare i fatti illeciti vari per tipologia di reato e per area geografica. Rimane una parte di attività criminale la cui emersione in termini di denunce è un dato positivo: l’aumento delle segnalazioni di usura, ad esempio, può significare anche il successo degli sforzi messi in campo dalle forze di sicurezza. Infatti, l'emergenza Covid ha generato una crisi di liquidità, favorendo il ricorso al “welfare di prossimità" della criminalità organizzata, ma i prestiti a strozzo vengono tipicamente concessi da persone vicine alla vittima, che è restia a denunciare. Questo tipo di reati sono secondi solo agli attacchi informatici per incremento nel primo semestre di quest’anno (+9,8%, passati da 92 a 101 episodi nei primi sei mesi dell’anno).

Appaiono in crescita anche il contrabbando (+6,7%) e lo spaccio di stupefacenti, per un totale di 240 denunce in sei mesi. La pandemia ha spinto le reti criminali a convertirsi a

lla compravendita fraudolenta di mascherine, Dpi, gel igienizzante, utilizzando però ancora le stesse basi logistiche. Aumentano anche gli incendi (+2,4%), spesso legati allo smaltimento illegale dei rifiuti medici e ospedalieri.

 

Diminuisce invece sensibilmente lo sfruttamento della prostituzione e della pornografia minorile (29,9%), di reati "industriali" come la contraffazione (43%) e le violazioni alla proprietà intellettuale (43%), attività che probabilmente si sono trovate prive di canali di vendita al dettaglio, fondamentali per lo smercio di beni contraffatti.

La ricerca sui reati in Italia è consultabile sul sito internet del Sole 24 Ore al link https://lab24.ilsole24ore.com/indice-della-criminalita/.

criminalità e regioni

Classifiche per tipi di reato e province

 

Sono inoltre disponibili sul sito del Sole 24 Ore le classifiche dei crimini per provincia, dal 2014 al 2019, con l'incidenza delle denunce ogni 100 mila abitanti per oltre 20 illeciti. Le prime città per truffe e attacchi informatici sono, ad esempio, Trieste, Gorizia, Belluno, Milano, Novara, Sondrio, Imperia, Verbano-Cusio-Ossola, Torino e Genova.

Milano si conferma la provincia in cui vengono denunciati il maggior numero di reati in rapporto alla popolazione residente, mentre Firenze supera Rimini arrivando al secondo posto.

Il capoluogo toscano registra un lieve calo dei reati denunciati nel corso del 2019 (1,4%), ma svetta nei furti con destrezza, che rispetto al 2018 sono invece aumentati del 13,8%, nei furti in abitazione e in quelli che colpiscono esercizi commerciali entrambi, comunque, in calo a doppia cifra. Firenze mantiene il primato per riciclaggio di denaro e conqui

sta il primo posto per reati legati allo spaccio e agli stupefacenti.

Tra le prime dieci città per criminalità denunciata troviamo anche le aree metropolitane di Bologna (quarta), Torino (quinta) e Roma (sesta). Genova, invece, lascia il posto a Modena (decima, con un +3,6% di denunce rispetto al 2018). Se si guarda alle piccole città si nota un incremento delle denunce a Verbano Cusio Ossola (ottaquattresima con un +11,6%), e Sondrio (centoduesima, +8,3%).

Barletta Andria Trani si conferma la provincia con il maggior numero di denunce per furti d'auto, Napoli per numero di rapine, Matera per gli incendi e Trieste, come già accennato, per le frodi informatiche. Due novità sono rappresentate da Isernia, prima per estorsioni denunciate (+71,4%), e Bologna per violenze sessuali (+18,5%). Grosseto si distingue per calo delle denunce (-14,7%), mentre Lucca continua a diventare sempre più sicura, passando dalla ventesima alla trentaduesima posizione.

La città più sicura resta comunque Oristano (centoseiesima), che però registra un +6,5% delle denunce rispetto al 2018, preceduta da L'Aquila che, invece, scende di quattro posizioni grazie a un -11,1%.

L’indice della criminalità tiene conto anche del peso del turismo sul numero di reati denunciati. Allargando il bacino della popolazione ai visitatori, ecco che le aree più turistiche finiscono in fondo alla classifica, portando in cima alcune piccole province come Pavia, Prato, Avellino, Caltanissetta. Il record negativo in questa versione dell’indice spetta a Pavia, provincia lombarda nota per alcuni siti turistici, come la Certosa e soprattutto l’antica università. Rimini, in questa veste, appare molto più sicura, al centoduesimo posto.

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