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Monopattini elettrici: polizze assicurative e regole del Nuovo Codice della Strada

 

Sempre più persone si spostano in città con i monopattini elettrici, incoraggiati anche dal bonus mobilità del Governo. Alcune norme per la conduzione di questi veicoli sono state previste recentemente, ma i numerosi incidenti rendono necessaria anche l’introduzione di un’assicurazione obbligatoria.

Disponibili in sharing o acquistati con la prospettiva del rimborso del 60% (fino a un massimo di 500 euro) previsto dal Governo, i monopattini hanno visto un boom di utilizzi dopo il lockdown. Solo a Milano, ad oggi, ci sono 3.750 monopattini elettrici in sharing, forniti da sei operatori che hanno fatto un accordo con il Comune. Più difficile da avere il dato dei privati, dal momento che, come la bicicletta, il monopattino elettrico è privo di targa. Preoccupano i dati sugli incidenti: da giugno a settembre 2020 Areu, l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza, ha registrato a Milano 151 incidenti di cui 136 hanno richiesto l’intervento dell’ambulanza o dell’automedica.

Quali regole devono rispettare questi mezzi? Serve la patente? Esiste un’assicurazione per il monopattino elettrico?

Monopattino elettrico: serve l’assicurazione?

I monopattini elettrici sono equiparati alle biciclette e perciò non hanno l’obbligo di copertura assicurativa. Sempre più persone però, che magari utilizzano il mezzo quotidianamente e su strade affollate, si chiedono se non convenga stipulare un’assicurazione sia per la responsabilità civile, e quindi per gli eventuali danni a terzi, sia per tutelare sé stessi da un possibile infortunio.

La polizza per il monopattino elettrico

Fino a poco fa non esistevano assicurazioni per i monopattini e si poteva stipulare solo un’assicurazione di responsabilità civile generica, dotata di una “copertura infortuni” per i danni subiti durante la circolazione di veicoli a mobilità elettrica.

Stanno ora nascendo soluzioni specifiche che proteggono l’assicurato sia in caso di danni arrecati a terzi, sia in caso di infortuni subiti durante l’utilizzo del mezzo. Le principali compagnie offrono una copertura “infortuni” sulla mobilità che, oltre all'auto, copre diversi mezzi di trasporto: dalla bicicletta, al monopattino, dalla metropolitana ai car sharing.

Tali polizze tutelano la persona dagli infortuni quando è in movimento a 360°, indipendentemente dal mezzo utilizzato. Alcune soluzioni sono condivisibili con familiari, amici e rimangono attive anche per gli spostamenti all'estero, altre sono personalizzabili rispetto agli ambiti di copertura: la persona, le cose che porta con sé, i familiari che restano a casa o l’abitazione stessa.

Sicuramente la sempre maggiore diffusione di questi mezzi di trasporto “green”, stimolerà il mercato assicurativo nella ricerca di coperture mirate al loro utilizzo. Già si stanno definendo accordi diretti tra gli assicuratori e i gestori del servizio di sharing per fornire la polizza completamente integrata nel processo di registrazione dell’utente al servizio.

Monopattino elettrico: quali solo le regole di circolazione?

Il monopattino elettrico è un veicolo a tutti gli effetti e sottostà alle regole di circolazione stabilite dall’art.190 del Codice della Strada.  L’età minima per guidare un monopattino elettrico per strada e su superfici pubbliche è di 14 anni. Tra i 14 e i 16 anni è necessaria una licenza di condurre di categoria M (ciclomotori). Dai 16 anni in su è possibile utilizzare un monopattino elettrico senza patente. I monopattini elettrici rientrano nella categoria dei ciclomotori leggeri e nel traffico sono comparati alle biciclette: obbligatorio utilizzare piste, corsie ciclabili o, in mancanza di queste ultime, circolare sul bordo della corsia di destra. È vietato circolare sul marciapiede. L’attraversamento di una zona vietata alle motociclette è consentito sia alle biciclette che ai monopattini elettrici. Le superfici riservate ai pedoni possono essere utilizzate se è presente anche il cartello «ciclisti». Il veicolo può essere parcheggiato sul marciapiede solo se resta libero almeno un metro di spazio. Come in bici, anche in monopattino elettrico è obbligatorio segnalare le svolte.

Il monopattino non deve superare il limite di potenza di 500 watt e quello di velocità massima di 25 Km/h. Non possono circolare sulle strade urbane o extraurbane dove il limite di velocità è superiore a 50 km/h, è vietato trasportare persone o oggetti, devono essere dotati di un campanello o avvisatore acustico e di notte devono avere le luci accese. Il casco durante la guida è obbligatorio solo per i minori di 18 anni.

Se queste sono le regole generali, il Nuovo Codice della Strada presenta gravi lacune per quanto riguarda la micromobilità e, nello specifico, la conduzione dei nuovi monopattini.

Inizialmente, era stata la legge di Bilancio 2019 a prevedere la possibilità per i comuni di sperimentare la circolazione sul proprio territorio di “veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica”, quali segway, hoverboard e monopattini. La legge aveva modificato il Codice della Strada permettendo l’uso di tali veicoli nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato, con il generico divieto di utilizzo sulle carreggiate. La Legge di Bilancio 2020, e successivamente la conversione in Legge del Dl "Milleproroghe", hanno poi equiparato i monopattini elettrici alle biciclette, se dotati di motore di potenza non superiore a 0,50 kW senza posti a sedere. L'equiparazione è valida anche fuori degli ambiti territoriali della sperimentazione.

 

norme e dati monopattini elettrici

“Niente casco e raffica di incidenti. È allarme sui monopattini in città”, La Stampa, 18.07.2020

Le sanzioni

Se non vengono rispettate le regole di circolazione, o le caratteristiche tecniche dei mezzi, intervengono sanzioni dai 50 ai 400 euro. Il mezzo può essere confiscato se di potenza superiore a 2 kW. Anche la circolazione con mezzi atipici aventi caratteristiche non ancora definite è punita, oltre che con la confisca, con una sanzione che può arrivare a 800 euro.

Il Nuovo Codice della Strada

Con la conversione in legge del Dl semplificazioni, in vigore dal 15 settembre 2020, sono state introdotte diverse novità nel Codice della Strada. Poche di queste risolvono però i problemi del traffico post lockdown, la cui più grande novità è il sensibile aumento di monopattini elettrici. Vediamo cosa cambia.

In generale il Nuovo Codice lascia una maggiore libertà ai comuni, che stavano già sperimentando la mobilità elettrica. Come accennato, i monopattini elettrici rientrano, con le biciclette, nella categoria dei velocipedi: per questi mezzi sono stati definiti nuovi tipi di strada e alcune nuove regole di circolazione, di precedenza e sorpasso da parte di altri veicoli.

In particolare è stata introdotta la "strada urbana ciclabile" ad una sola carreggiata, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica, con priorità per le biciclette. Nelle strade di città con limite inferiore o uguale a 30 km/h sarà consentito il "doppio senso ciclabile": le biciclette potranno circolare anche in senso opposto all’unico senso di tutti gli altri veicoli. Inoltre, i conducenti degli altri veicoli hanno ora l’obbligo di dare la precedenza ai velocipedi che si immettono o transitano sulle strade urbane ciclabili.

Sostanziale è la possibilità di installare gli autovelox in tutti i tipi di strade, anche quelle di quartiere e locali (tipo E ed F). In precedenza, oltre che su autostrade e strade extraurbane (tipo A, B e C), questi apparecchi potevano essere installati, a livello urbano, solo sulle strade di scorrimento (tipo D), sempre previa individuazione del Prefetto.

Ci sono novità in merito ai soggetti incaricati di accertare le violazioni per divieto di sosta. Su decisione del comune, potranno fare le multe:

  • per le aree a pagamento o regolamentate, i dipendenti comunali o delle società private e pubbliche che esercitano la gestione dei parcheggi o della sosta di superficie;
  • nelle aree adibite alle attività di raccolta dei rifiuti urbani e della pulizia delle strade, i dipendenti comunali o delle aziende municipalizzate o addette alla raccolta dei rifiuti o pulizia delle strade potranno sanzionare, per esempio, una macchina che sosta davanti ad un cassonetto;
  • il personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico in tutti i casi predetti e anche per le violazioni di fermata e sosta sulle corsie e strade dove transitano i mezzi di trasporto pubblico.

All'amministrazione comunale è poi affidata l’attività sanzionatoria successiva all’emissione del verbale.

Un’altra novità riguarda l’accesso ai centri storici, alle ztl, alle aree pedonali, alle piazzole di carico e scarico merci, alle corsie riservate o con accesso o transito vietato: un decreto ministeriale impone nuove regole di omologazione per i dispositivi di rilevamento e controllo della durata di permanenza all’interno delle ztl.

Viene modificato il decreto “Cura Italia” con proroga dei termini entro i quali è possibile circolare con i veicoli da revisionare. Più precisamente:

  • possono circolare fino al 31 ottobre i veicoli che avrebbero dovuto ottemperare entro il 31 luglio;
  • possono circolare fino al 31 dicembre i veicoli che avrebbero dovuto ottemperare entro il 30 settembre;
  • possono circolare fino al 28 febbraio 2021 i veicoli che avrebbero dovuto ottemperare entro il 31 dicembre.

Infine, è rimandato a fine marzo 2021 il termine per il completamento delle procedure telematiche per il rilascio del documento unico di circolazione telematico.

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