Bonus bici e vacanze

Bonus e misure di sostegno del Decreto Rilancio per le famiglie

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Dal bonus bicicletta, per vacanze, baby sitter e centri estivi, al sostegno per il reddito familiare: gli incentivi per famiglie del nuovo Decreto.

 

Il Decreto Rilancio prevede numerosi bonus che aiutano famiglie, lavoratori e imprese ad affrontare la crisi Coronavirus e stimolare la ripartenza delle attività economiche. Vediamo le nuove indennità, integrazioni e tutele per i nuclei familiari.

Bonus bici: le regole per ottenerlo

Per stimolare la mobilità alternativa e decongestionare mezzi pubblici e traffico delle auto private, il Decreto Rilancio introduce un bonus per l’acquisto di bici (anche a pedalata assistita), veicoli elettrici (come monopattini, segway e hoverboard) o per fruire dei servizi di car sharing, bike sharing, scooter sharing. Ai maggiorenni residenti in città metropolitane o aree urbana con oltre 50mila abitanti verrà rimborsato il 60% dell’importo speso fino ad un valore massimo di 500 euro. Il beneficio si applica sugli acquisti effettuati a partire dal 4 maggio correlati di fattura. Dal 60esimo giorno successivo alla pubblicazione del Dm in Gazzetta Ufficiale, in programma a luglio 2020, si potrà invece ottenere il bonus che dà diritto allo sconto del 60% sugli acquisti interessati entro 30 giorni. Si prospetta un “click day” già per le richieste di rimborso, poiché la priorità nell’assegnazione dei fondi verrà data secondo l’ordine di arrivo delle domande. Sia per le richieste di rimborso, sia per ricevere il buono da spendere bisognerà utilizzare un’app, che sta realizzando il ministero dell’Ambiente e richiederà il possesso dell’identità digitale Spid. Anche i negozianti, per concedere direttamente al cliente uno sconto pari al bonus, dovranno accreditarsi tramite l’app.

Decreto Rilancio welfare famiglie
Famiglia: “L'emergenza non deve pesare su chi è in difficoltà. Il Bonus baby sitter sale a 1200 euro e può essere utilizzato anche per iscrizione a centri estivi. Ulteriori 15 giorni al 50% della retribuzione di congedo parentale. Ulteriori 12 giorni di assistenza a familiari disabili (Legge 104). 150 milioni destinati ai fondi per l'assistenza e i servizi per la disabilità".

Bonus vacanze: tempistiche e importi del tax credit vacanze

Nel Decreto Rilancio è presente anche un bonus vacanze 2020 per i servizi offerti in ambito nazionale da imprese turistico ricettive, bed&breakfast e agriturismo, utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. Le specifiche sono in via di definizione: potrebbero esserci variazioni sul limite di reddito ISEE e sull’importo finora comunicati. Al momento (10 giugno 2020 nrd) la norma prevede un bonus vacanza di 500 euro a famiglia, mentre diversi emendamenti chiedono di aumentare il beneficio a 1000 euro o di togliere o aumentare la soglia ISEE da 40.000 euro a 50 o a 60 mila euro. L’importo per le vacanze varia a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare:

  • 150 euro per i single;
  • 300 per due persone;
  • 500 per i nuclei da tre componenti in su.

La somma spettante consiste per l’80% in uno sconto nelle strutture prescelte (e aderenti all'iniziativa del tax credit) e per il 20% in una spesa scaricabile dall’Irpef nella dichiarazione dei redditi 2021. Risulterà quindi:

  • per un voucher da 500 euro, 400 euro di sconto immediato e 200 euro in detrazione con la prossima dichiarazione dei redditi;
  • per un voucher da 300 euro: 240 euro di sconto e 60 euro in detrazione;
  • per un voucher da 150 euro: 120 euro di sconto immediato e 30 euro in detrazione.

Anche per il cosiddetto “tax credit vacanze” sono necessari l’identità digitale Spid e un’applicazione realizzata dal ministero dei Beni culturali e del Turismo. Per accedere al bonus vacanze app il beneficiario dovrà inserire online i dati anagrafici, il codice fiscale e generare un QR Code spendibile nelle strutture. Questo bonus viaggi 2020 non è frazionabile, è spendibile una sola volta e da un solo componente del nucleo familiare. Per qualsiasi evenienza è utile, soprattutto in un periodo incerto a causa della crisi sanitaria, stipulare una buona assicurazione viaggi prima di partire.

Bonus baby sitter e centri estivi: cosa copre

Per sostenere i genitori durante l’emergenza Coronavirus, che ha comportato la chiusura di scuole e asili, il governo ha introdotto, prima con il Dl Cura Italia e ora con il Decreto Rilancio, il bonus per i servizi di baby sitting. Le nuove norme prevedono un’indennità non solo per chi ha bisogno di una persona che stia con i bambini, ma anche per chi usufruisce di centri estivi, centri per le famiglie o asili nido. La somma raddoppia da 600 a 1200 euro (2000 euro per il personale sanitario), ma chi ne ha già beneficiato in marzo avrà un tetto di 1200 euro comprensivo della somma già ottenuta. Il bonus baby sitting può essere richiesto dai genitori con figli minori di 12 anni o disabili, in alternativa al congedo parentale Covid retribuito al 50%, che il decreto Rilancio ha prolungato di altri 15 giorni (in tutto 30 complessivi fra i due genitori). Occorre presentare entro il 31 luglio la richiesta in via telematica all’Inps, per avere un versamento non più necessariamente sul Libretto Famiglia, ma direttamente nel conto corrente. Servono il Pin Inps, l’identità digitale Spid, la carta d’identità elettronica 3.0 o la Carta nazionale dei servizi.

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Bonus Baby sitter: “Il voucher Baby sitter sale da 600 a 1.200 euro e può essere utilizzato anche per l'iscrizione ai centri estivi. Per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, il bonus aumenta da 1.000 a 2.000 euro”.

Smart working per famiglie con figli minori di 14 anni

Il Decreto Rilancio riconosce ai lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14 il diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile fino al termine dello stato di emergenza da Covid-19 attualmente fissato al 31 Luglio 2020. Lo smart working deve essere compatibile con le caratteristiche della prestazione e la prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici del dipendente se non forniti dal datore di lavoro. Il Decreto Rilancio esclude il diritto al lavoro agile per i collaboratori coordinati e continuativi (cococo) e stagisti/tirocinanti e i nuclei familiari in cui l’altro genitore (non richiedente) è non lavoratore o destinatario di strumenti di sostegno al reddito. Tra i beneficiari di sostegno al reddito rientrano i soggetti sospesi o in riduzione di orario a causa degli ammortizzatori sociali sia ordinari che speciali per Covid-19, i disoccupati e gli inoccupati.

Per accedere allo smart working occorre fare richiesta al proprio datore di lavoro o responsabile, a seconda della prassi e delle dimensioni aziendali. Nella richiesta il dipendente dovrà specificare i giorni o la cadenza temporale (un giorno a settimana ad esempio) in cui vuole svolgere lavoro agile. Il Decreto concede all’azienda di negare la richiesta di smart working per le mansioni che necessitano della presenza del dipendente in sede. L’azienda dovrà comunicare al richiedente l’esito della domanda e, in caso di diniego, motivare la decisione. Una volta approvato lo smart working, l’azienda dovrà consegnare al dipendente e al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) l’informativa INAIL sui rischi e le precauzioni da adottare. Il documento, disponibile online sul portale INAIL, dovrà essere firmato dal datore di lavoro, consegnato e restituito firmato da dipendente ed RLS. Il datore dovrà poi comunicare in via telematica al Ministero del lavoro l’attivazione dello smart working. A tal proposito sarà sufficiente collegarsi al link servizi.lavoro.gov.it e accreditarsi con le credenziali SPID o Clic lavoro. Una volta entrata nell’area riservata l’azienda dovrà completare il tracciato excel già disponibile con il codice fiscale della stessa, i dati del dipendente, la data di inizio e fine del periodo di smart working. Una volta caricato il file excel compilato si potrà inviare la comunicazione. Il sistema non rende disponibile una ricevuta di invio, per cui si consiglia di produrre e salvare un’istantanea della schermata con data e ora di invio della comunicazione.

Per i dipendenti pubblici, invece, la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa resta lo smart working fino al termine dello stato di emergenza Covid-19 e comunque non oltre il 31 Dicembre 2020, secondo quanto stabilito dal Decreto “Cura Italia” (articolo 87).

Riapertura delle scuole

Il Governo e il Ministero dell’Istruzione hanno pubblicato il documento del Comitato tecnico-scientifico istituito per l’emergenza coronavirus contenente le misure per il rientro a scuola a settembre. Saranno obbligatorie le mascherine durante l’intera giornata scolastica, salvo pasti e interrogazioni, per bambini e ragazzi maggiori di 6 anni, ad eccezione dei disabili la cui disabilità non sia compatibile con l’uso della mascherina. Sarà vietato recarsi a scuola con febbre, tosse e raffreddore e preferibile l’attività fisica e ricreativa all’aperto. Se le mense non consentono il distanziamento occorrerà mangiare in classe e gli istituti potranno decidere in autonomia alternanza, turnazione e periodi di didattica a distanza. Gli studenti delle superiori potrebbero avere un orario d’ingresso flessibile tra le 9 e le 10 per evitare orari di punta.

Sostegno al reddito dei lavoratori

Infine, il nuovo Decreto mette in campo una serie di iniziative a tutela del lavoro dipendente ed autonomo.

  • Cassa integrazione per i lavoratori dipendenti delle aziende che ne fanno richiesta. Con la cassa in deroga si allarga la platea delle aziende che possono accedervi, includendo anche le microimprese come ad esempio un bar con un solo dipendente. Si possono usufruire di 9 settimane con il Decreto Cura Italia più altre 9 settimane con il Decreto Rilancio e chiedere un anticipo di 1.400 euro presso le banche, rimborsato poi dall’INPS. L’indennità è pari all’80% della retribuzione con un importo massimo stabilito per il 2020 a 998,18 euro (lordi) per le retribuzioni fino a 2.159,48 euro, 1.199,72 euro (lordi) per le retribuzioni che superano i 2.159,48 euro.
  • Bonus autonomi e partite IVA: indennità di 600 euro esentasse per due mesi, marzo e aprile, mentre per marzo e aprile non sono previsti vincoli di reddito, è sufficiente essere iscritti alle gestioni INPS per farne domanda e ottenere il beneficio. Per il mese di maggio bonus innalzato a 1.000 euro ma riguarda soltanto chi, nel rispetto dei provvedimenti di contrasto alla pandemia, è stato costretto a chiudere l’attività o abbia subito una riduzione di almeno il 33% del fatturato o dei corrispettivi del secondo bimestre 2020 (marzo e aprile), rispetto a quelli del secondo bimestre 2019. La riduzione di fatturato va autocertificata all’INPS che potrà in seguito operare dei controlli.
  • Reddito di emergenza: indennità che va dai 400 agli 800 euro mensili (corrisposta per due mesi), a seconda del numero di componenti del nucleo famigliare. Occorre avere la residenza in Italia e un reddito familiare inferiore ad una soglia pari all’ammontare del beneficio. Il patrimonio mobiliare familiare nell’anno 2019 dev’essere inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000, l’ISEE deve risultare inferiore ai 15.000 euro. La domanda deve essere inoltrata all’INPS esclusivamente in via telematica autenticandosi con pin, Spid, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica, entro il 30 giugno 2020.
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