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Rischi aziendali ai tempi del Covid 19: come gestirli

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Intervista a Gabriele Giacoma, Amministratore Delegato di ASSITECA, su "WeWealth".

Molte imprese hanno trascorso mesi di chiusura forzata e sono alla ricerca di una normalità che sarà inevitabilmente diversa rispetto al pre-lockdown. Dal rallentamento del contesto economico al cambiamento dei comportamenti dei consumatori, la pandemia ha cambiato profondamente il panorama economico e di rischio. Quali sono i nuovi rischi aziendali da affrontare? Secondo Gabriele Giacoma, Amministratore Delegato di ASSITECA, è fondamentale una gestione integrata dei rischi aziendali.

La ripartenza in Italia

“Le stime più diffuse danno per l’Italia una previsione di riduzione del pil di circa il 9%. All’interno di questo forte rallentamento del contesto economico, la crisi pandemica ha avuto un impatto violento anche sui comportamenti dei consumatori, sia dal punto di vista delle modalità di acquisto sia per tipologie di spesa. Inoltre, subirà una modifica anche la relazione con i clienti, dopo essersi confrontati per mesi in modo virtuale. Per non parlare del remote working, un tema che avrà i suoi impatti sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista dei rischi. Ma anche l’incertezza normativa causata dalla produzione significativa di norme, decreti e ordinanze locali. Infine, c’è un tema strategico: tutti questi elementi elevano l’incertezza e rendono difficile fare delle stime sul futuro”.

Le aree aziendali più a rischio

Quali sono le funzioni aziendali maggiormente interessate dai cambiamenti?

“In prima linea c’è l’area delle risorse umane. Le aziende hanno bisogno di attrezzarsi da un punto di vista procedurale e organizzativo per permettere ai dipendenti di lavorare secondo concordati regimi di sicurezza. La seconda area chiama in causa la continuità operativa: le imprese devono analizzare tutte le catene di fornitura, sostenendo eventualmente i fornitori strategici non in grado di ripartire.

La sicurezza informatica è un altro aspetto da non sottovalutare. L’Italia è il secondo paese per attacchi informatici dopo gli Stati Uniti. Lo smart working ha fatto leva sulle strutture informatiche personali delle famiglie, con livelli di difesa più bassi rispetto a quelli aziendali: le imprese italiane negli ultimi mesi hanno ricevuto in media quattro attacchi al giorno.

Importante anche l’area legalecompliance: l’aumento delle normative e l’elevato livello di conflittualità che assumerà il contesto economico post-Covid, impone alle aziende di valutare i propri profili di rischio e il livello organizzativo in termini di compliance rispetto alle normative esistenti.

Aumenta fortemente il rischio liquidità: l’attitudine del tessuto industriale italiano alla pianificazione finanziaria rappresenta un punto debole, perché è poco abituato o formato a gestirla in maniera prospettica. Correlato è il rischio credito perché le forti riduzioni di PIL manderanno in crisi dei settori aumentando il livello di insoluti delle aziende.

L’ultimo tema riguarda la difficoltà delle aziende di fare stime sul futuro e l’esigenza di muoversi per scenari: devono cambiare le tecniche di riporto da parte del management ai consigli di amministrazione e le capacità degli stessi di pianificare le azioni future”.

Quale consulenza e quali soluzioni assicurative

Come la gestione dei rischi d’impresa può aiutare le imprese a rialzarsi?

“L’approccio più efficace è quello che definiamo integrato. Questo vuol dire innanzitutto un’attività di prevenzione, poi un’attività di mitigazione per limitare gli impatti sull’azienda e, infine, l’utilizzo di polizze assicurative. Secondo diverse ricerche di mercato, le aziende che gestiscono questi rischi in maniera integrata hanno dei ritorni sugli investimenti molto più ampi.

Attualmente il tema di priorità è quello della cyber security. Il 70% degli attacchi che un’azienda subisce sono interni. Questo vuol dire che il livello di competenze rispetto a questa tipologia di strumenti è eccessivamente basso e c’è un fortissimo tema di formazione da far evolvere. A questo si aggiungono gli strumenti assicurativi, le polizze cyber.

Per quanto riguarda la liquidità, invece, bisogna assistere le aziende nella pianificazione finanziaria, in modo da interagire in maniera più efficiente con il mondo bancario che, in un momento in cui è sommerso dalle richieste di finanziamenti, agevolerà le imprese in grado di manifestare le proprie esigenze e la propria capacità di rientro nel momento in cui riparte il contesto economico”.

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