Welfare aziendale Covid19 21.04.2020

Welfare aziendale: come sono cambiati i bisogni dei lavoratori con l’emergenza Covid-19

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Le difficoltà legate all’epidemia di Coronavirus non si esauriranno nel breve periodo. È necessario revisionare i programmi di welfare aziendale per adeguarli alle nuove necessità, con maggiori tutele sanitarie, sostegni all’istruzione, cura dei figli e servizi fruibili online.

La crisi Covid-19 ha un impatto sul lavoro e sulle persone sia a breve che a lungo termine. Evidenzia fragilità personali ed economiche, soprattutto per i lavoratori meno abbienti. Le persone hanno esigenze nuove e necessitano del supporto delle imprese. Molte organizzazioni si sono già mosse rinforzando le misure di welfare a favore dei dipendenti. Come riorganizzare i programmi di welfare aziendale?

Cosa può fare il welfare aziendale

Le aziende hanno dovuto rispondere tempestivamente all’emergenza sanitaria in corso, con sistemi per il lavoro agile, turni, smaltimento ferie e cassa integrazione. Il prolificare dei contagi ha reso necessario il ricorso improvviso alle nuove tecnologie, con un conseguente disorientamento dei lavoratori. Le aziende devono mostrarsi vicine ai propri collaboratori ed essere in grado di sostenere cambiamenti che continueranno a impattare sulle imprese nel prossimo futuro.

Il 3° Rapporto Censis sul welfare aziendale, presentato a Roma a inizio febbraio 2020, ha evidenziato il ruolo indispensabile del welfare aziendale nelle dinamiche del lavoro attese in questo periodo, nel mediare tra i bisogni delle persone e le risposte fornite delle imprese. Un efficace programma di welfare aziendale, infatti, soddisfa i bisogni dei lavoratori e offre un ritorno, non solo in termini di agevolazioni economiche, ma anche di coinvolgimento e engagement delle persone con l’azienda. Inoltre alla domanda “Quanto è importante per Lei conservare e/o potenziare i servizi, le tutele e le opportunità del welfare aziendale nel futuro della sua azienda?” il 95% delle imprese coinvolte dall’indagine ha risposto “molto” o “abbastanza”. ASSITECA continua a monitorare l’evolversi dei bisogni e delle agevolazioni fiscali e normative statali che potrebbero potenziare gli strumenti di welfare in mano alle imprese e aiutarle ad adattarsi ai nuovi scenari sociali ed economici.

Le fasi dell’emergenza Covid-19

McKinsey descrive nell’articolo «Beyond coronavirus: The path to the next normal» uno scenario in cinque fasi per il ritorno delle imprese alla normalità post epidemia. Ogni fase suggerisce risposte differenti da parte del welfare aziendale. Nella prima fase d’emergenza e lockdown, denominata “Resolve”, occorreva proteggere la popolazione aziendale e sopperire alla chiusura di uffici e scuole. Le imprese hanno esteso il lavoro a distanza e imposto nuove regole negli stabilimenti attivi per salvaguardare la salute dei lavoratori. Nella seconda fase “Resilience”, alla crisi sanitaria si accompagna la consapevolezza dell’incombente crisi economica e sociale. Alcune organizzazioni integrano le misure di welfare che vengono prese dal Governo con ulteriori servizi a protezione delle persone sul medio-lungo termine. La terza fase “Retourn” vede il lento riavvicinarsi alla normalità. I programmi di welfare aziendale vanno contestualizzati per sostenere il contenimento degli spostamenti, il rispetto delle misure di sicurezza e distanziamento, con esigenze che permarranno anche dopo l’emergenza. Nella quarta fase di “Reimagination” si assiste a un cambiamento profondo del lavoro, dei processi aziendali, delle relazioni industriali e dei contenuti delle professioni, anche a causa dell’impatto delle nuove tecnologie. Per l’ultima fase denominata “Reform” McKinsey prevede profonde innovazioni ed esperimenti sociali, che vanno dal lavoro da casa alla sorveglianza su larga scala. Occorrerà revisionare ancora più in profondità i programmi di welfare e monitorare il mercato per cogliere opportunità e innovazioni. Soluzioni interessanti potrebbero arrivare da start-up in ambito welfare, contenuti, strumenti e modalità nuove di fruizione dei servizi, modelli pubblici o privati. Sarà utile andare verso un welfare aziendale ampio e personalizzabile, adatto a trovare le migliori soluzioni per coprire tutte le nuove esigenze delle persone.

Misure Imprese 5 fasi McKinsey

 

La riorganizzazione dei programmi di welfare aziendale

Gran parte delle imprese ha già rafforzato le misure di welfare aziendale per coprire i bisogni più urgenti delle persone: supporto psicologico e pedagogico, lezioni online per i figli, sostegno ai care givers e ai famigliari anziani isolati. Il welfare aziendale si è rivelato un elemento chiave del rapporto tra persone e azienda, in grado di fornire il supporto necessario in questo periodo di cambiamento.

Percorsi di secondo welfare ha raccolto grazie alla sua “Open Call for Good Practices” alcune misure di welfare aziendale o di responsabilità sociale messe in campo dalle imprese per affrontare l'emergenza Coronavirus. Da questa survey emerge come diverse aziende abbiano avviato importanti iniziative di sostegno al reddito. Sono stati previsti aumenti salariali e ticket mensili straordinari di centinaia di euro per le spese di baby-sitting. Per ragioni di sicurezza molte filiere hanno dovuto rallentare la linea di produzione, stringendo sugli orario di lavoro e, di conseguenza, sulla retribuzione. Grazie ad accordi tra vertici aziendali e sindacati, alcune realtà sono riuscite comunque a garantire la piena retribuzione e ad erogare ai lavoratori che assicurano la continuità produttiva nelle fabbriche anche dei bonus mensili. Alcune imprese hanno promosso un "principio di solidarietà" simbolico verso gli altri dipendenti per cui il management aziendale può, su base volontaria, decurtarsi lo stipendio fino al termine dell'emergenza.

Soprattutto nel settore alimentare, si è riconosciuto alle persone chiamate a garantire incrementi di produttività dei «bonus welfare» inquadrati in piani di welfare flexible, con crediti assegnati ai collaboratori e set di servizi in cui spendere questi crediti. Chi aveva già in atto piani di welfare aziendale ha ampliato e riorganizzato l’offerta con beni e servizi di primaria importanza (come il materiale scolastico, libri, computer e tablet per le lezioni online).

Molte organizzazioni alla ricerca di ulteriori coperture assicurative per i dipendenti hanno sottoscritto polizze sanitarie finalizzate a tutelare i lavoratori in caso contraggano il virus Covid-19. Le compagnie assicurative hanno offerto pacchetti assicurativi “su misura” che garantiscono un’indennità da ricovero giornaliera, un ulteriore importo forfettario in caso di ricovero in terapia intensiva e assistenza domiciliare post ricovero. Tra gli interventi di assistenza si va dalla richiesta di una collaboratrice familiare, a un servizio di baby-sitting, alla consegna della spesa a domicilio fino a un servizio di pet-sitting.

Piani di welfare aziendale personalizzati

In definitiva, i programmi di welfare aziendale andrebbero adeguati alla sovvenzione dei servizi prioritari per la popolazione aziendale, con particolare attenzione agli ambiti della salute, famiglia, scuola, anziani, disabili e cultura. I piani di flexible benefit legati alla conversione dei premi di risultato potrebbero prevedere l’inserimento di nuove prestazioni accessibili su richiesta dell’utente, in modo da garantire risposte complete in base alle esigenze personali e familiari. L’equità dell’offerta è infatti garantita non da un credito welfare fisso per categoria, ma da set di servizi diversificati in base ai bisogni delle persone. Risulta fondamentale offrire online ai collaboratori anche un’adeguata formazione sull’utilizzo dei programmi di welfare aziendale ed una guida per individuare le soluzioni più idonee, valutando anche le misure di welfare territoriale.

Va sicuramente riorientata la spesa del welfare aziendale su servizi per il disbrigo di pratiche e commissioni e per la prevenzione medica; si possono consigliare servizi di supporto psicologico online per la persona e i suoi familiari e supporto ai genitori per la cura dei figli e gestione dei problemi legati alla scuola (aiuto nella ricerca della babysitter, lezioni scolastiche online, ripetizioni, orientamento scolastico, supporto pedagogico e pediatrico). Si potrà scegliere di favorire la cultura con corsi di lingua, formazione digitale e biblioteche online; offrire supporto alla salute e al benessere, con consulti medici in video-call, trainer e nutrizionista. Avrà sempre più importanza il sostegno per i familiari anziani (auto-sufficienti e non), con servizi di consulenza online ai care givers, tutor per la presa in carico diretta del familiare, disbrigo attività domestiche, infermeria/fisioterapia a domicilio, supporto tramite le reti di servizi sociali sul territorio.

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