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Covid-19: l’emergenza “gestione liquidità” per le imprese

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Un’azienda italiana su dieci potrebbe fallire in seguito alla crisi Coronavirus, secondo lo scenario Cerved. Parte un nuovo strumento pubblico a sostegno della liquidità e dell’operatività delle imprese: Garanzia Italia.

La crisi dovuta al diffondersi del Coronavirus potrebbe mettere a rischio fallimento un’azienda italiana su 10 se l’emergenza durerà sino a fine anno. A lanciare l’allarme è Cerved, che analizza oltre 25 mila aziende italiane e definisce i possibili scenari di evoluzione dell'economia Italiana rispetto alla crisi Covid-19.

Il Decreto Liquidità ha affidato a SACE il ruolo di pivot per la nuova Garanzia Italia che sosterrà i prestiti bancari concessi alle aziende colpite dalla pandemia. Il nuovo prestito garantito da SACE e controgarantito dallo Stato può essere richiesto da qualsiasi impresa, indipendentemente dalla dimensione e dal settore di attività.

Logo Assiteca Academy e claimA rischio fallimento un’azienda italiana su dieci

Le conseguenze dell’emergenza Covid-19 per le imprese dipendono fortemente dalla durata dell'epidemia. Per questo, lo studio Impact of the Coronavirus on the Italian non-financial corporates della Cerved Rating Agency ha ipotizzato due scenari. Il più ottimistico prevede il proseguimento della crisi sanitaria fino a metà anno, mentre il secondo calcola un protrarsi di effetti globali fino alla fine del 2020.

Si prevede comunque un calo generalizzato delle principali voci di bilancio, a causa della produzione e della domanda ridotte, fatta eccezione per il settore farmaceutico. Si riduce il capitale circolante netto delle imprese, mentre salgono i debiti finanziari a breve. Questo comportamento influenza la performance economica, la struttura finanziaria e l'andamento dei pagamenti.

Nel caso l’emergenza Coronavirus dovesse continuare fino a metà anno, la probabilità di default delle aziende italiane salirebbe dal 4,9% al 6,8%, con un minimo del 2,6% per il settore farmaceutico (in miglioramento dal 3,8%) e un picco al 10,6% per il settore delle costruzioni (dall’8,1%). Se invece la pandemia si riuscisse a gestire solo a fine anno, la probabilità di default salirebbe sino al 10,4%, con un minimo del 7,5% e un picco del 15,4% per gli stessi settori. Le imprese già in difficoltà vedono aumentare le possibilità di default da un minimo dell'8% ad un 26% nello scenario pandemico peggiore, con pesanti impatti a livello locale e nazionale.

Il deterioramento di merito creditizio e l’indebitamento finanziario a breve termine danneggiano particolarmente le aziende del comparto turistico e dei trasporti. Infatti, le imprese della filiera potrebbero perdere tra i 29 e i 64 miliardi di fatturato nel 2020-21.

Gestire la crisi e il rischio finanziario

Soprattutto in un contesto di emergenza come quello che stiamo vivendo, è necessario organizzarsi per gestire al meglio le risorse in azienda. Tutte le crisi hanno un'evoluzione che necessita differenti tipi di risposte organizzative per ogni step successivo. Occorre sia gestire la situazione contingente nel migliore dei modi sia prepararsi per affrontare i passi successivi, anche post pandemia.

Gestione della crisi covid19

La fase attuale della crisi prevede una risposta razionale e decisa in modo da mitigare e minimizzare ogni conseguenza. Cosa fare per ridurre il rischio di credito in azienda? Per muoversi correttamente è fondamentale predisporre un piano di gestione finanziaria che contempli tre fasi:

gestione finanziaria

Come gestire al meglio la liquidità in azienda

Gli esperti, lanciando l’allarme liquidità per le imprese, hanno evidenziato un alto rischio anche per la catena dei pagamenti: c’è sempre meno liquidità disponibile e ci sono sempre più ritardi negli adempimenti da parte dei clienti. Soprattutto in questo periodo è quindi fondamentare gestire la liquidità e i crediti commerciali nel modo più efficiente possibile.

Una corretta gestione del credito commerciale permette di:

  • migliorare il ciclo degli incassi al fine di ottimizzare l’investimento in crediti da parte dell’azienda
  • minimizzare le perdite sui crediti allo scopo di ridurre gli insoluti sul singolo cliente

Ci sono alcune azioni da implementare nell'immediato, per arrivare alla stesura di un Piano finanziario.

gestione liquidità

Per mitigare gli effetti della crisi sull’equilibrio finanziario dell’azienda occorre:

  • gestire il portafoglio nella sua globalità e focalizzarsi sulle problematiche in essere, attraverso l’adozione di policy specifiche relativamente alla situazione contingente;
  • fare rapide previsioni sulla tempi medi di incasso, sul capitale circolante e sulle esigenze di tesoreria, analizzando attentamente le richieste di riscadenziamento da parte dei clienti nei pagamenti e le richieste di proroghe;
  • rivedere la logica dell’utilizzo delle basi dati aziendali al fine di produrre una reportistica in linea con la situazione attuale;
  • intervenire proattivamente sulle situazioni deteriorate o in fase di deterioramento, analizzando da chi provengono i ritardi e le richieste di proroghe;
  • gestire in modo efficiente le risorse umane impiegate nello smart working.

Al fine di prevenire il più possibile le perdite sui crediti è utile delineare un’accurata Credit Policy sugli affidamenti dei Buyers e relativo calcolo del Rischio (blocco/sblocco clienti e/o ordini per extra-fido, scoring interno). È importante raccogliere più informazioni commerciali possibili e avere una valutazione dei nostri clienti da più fonti, compagnie del credito, società di informazioni commerciali, stampa e fonti internet.

Queste azioni devono essere espletate, oltre che nella gestione dei clienti, anche nella gestione dei rapporti con i fornitori. Ad esempio, occorre:

  • pianificare le azioni di comunicazione con i fornitori, sia per l’impossibilità di ritiro di merce o per riscadenzare i pagamenti;
  • rinegoziare i termini contrattuali;
  • intensificare il monitoraggio dei comportamenti (verifica rispetto degli obblighi);
  • mappare il rischio fornitori;
  • conoscere le esperienze di pagamento, sia interne sia provenienti dall’esterno, le garanzie e possibilità di copertura dell’assicurazione crediti.

Assicurazione crediti commerciali

Le aziende che hanno già stipulato una polizza credito, in questo momento così particolare nel quale tutte le compagnie del credito sono in allerta, devono analizzare tutti i fidi in essere e il loro andamento, per cercare di prevenire le perdite. Vanno valutati tutti gli strumenti della polizza credito, copertura ordini, grace period, proroghe. Analizzare la copertura già in essere permette di comprendere in quale misura può aiutare con le sue condizioni, e di valutare eventualmente nuove coperture che migliorino e integrino la copertura esistente.

Se invece l’azienda non ha una polizza, sarebbe opportuno analizzare i prodotti che il mercato assicurativo del credito commerciale offre per trovare una polizza ad hoc, soprattutto in un momento ad alto rischio come questo, che richiede un monitoraggio costante, rating e scoring della clientela.

È bene analizzare al meglio la disciplina contrattuale, sia dal punto di vista dei contratti fra azienda e cliente, sia le novità normative italiane e internazionali per l’emergenza Covid-19, per verificare le cause dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione (per malattia di un soggetto coinvolto, per un provvedimento autoritativo, per eccessiva onerosità). Prima di agire in un contenzioso occorre capire a livello contrattuale cosa è possibile richiedere alla controparte e cosa invece non è concesso, per evitare future contestazioni.

Garanzia Italia: agevolazioni sui finanziamenti

Il Decreto Liquidità ha stanziato 200 miliardi di euro per permette alle imprese di accedere al credito a condizioni agevolate. SACE è il tramite per cui la nuova Garanzia Italia potrà far arrivare liquidità alle imprese, con prestiti bancari controgarantiti dallo Stato.

Un disciplinare messo a punto da SACE, Cdp e dall'Abi (Associazione bancaria italiana), anticipato dal Sole 24 Ore di domenica 12 aprile, chiama le banche a semplificare la modulistica e l’iter di gestione delle richieste di finanziamento da parte delle imprese con meno di 1,5 miliardi di fatturato e meno di 5 mila dipendenti, un limite che include la quasi totalità del tessuto economico italiano. Le aziende con un giro d'affari al di sopra di quella soglia vedranno comunque accelerare i tempi di emissione della nuova garanzia pubblica.

Per beneficiare della Garanzia Italia e assicurare la propria continuità operativa, le imprese devono contattare il proprio consulente bancario o finanziario da remoto e chiedere un finanziamento con garanzia dello Stato. La banca valuta la richiesta dell’impresa e decide se azionare la leva di SACE. In caso positivo, il soggetto finanziatore eroga al richiedente il finanziamento con la garanzia di SACE controgarantita dallo Stato.

Si possono richiedere le garanzie di Stato sui finanziamenti concessi dalle banche fino al 31 dicembre 2020. Può fare domanda qualsiasi tipologia di impresa indipendentemente dalla dimensione, dal settore di attività e dalla forma giuridica, purché:

  • abbia sede in Italia con destinazione dei finanziamenti richiesti verso stabilimenti italiani;
  • non fosse in difficoltà al 31 dicembre 2019, ma che abbia affrontato o che si sia trovata in una situazione di difficoltà a seguito dell’epidemia di Covid-19;
  • abbia già utilizzato il Fondo Centrale di Garanzia fino a completa capienza.
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