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Covid-19: gli effetti sulla gestione commerciale aziendale

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Uno studio realizzato da ASSITECA in collaborazione con Roedl & Partner indaga le ripercussioni della crisi coronavirus sui contratti.

Gli effetti del coronavirus non riguardano solo l’emergenza sanitaria, ma si ripercuotono in maniera importante anche sugli aspetti economici. Dopo gli ultimi decreti governativi stiamo assistendo a un progressivo peggioramento del quadro produttivo dovuto alle diverse misure prese per gestire questa situazione.

Le chiusure forzate di aziende, le criticità in molte delle filiere, le difficoltà e divieti di spostamenti transazionali stanno creando un crescente numero di richieste di posticipo dei pagamenti già pattuiti, di variazione di ordini già confermati, se non addirittura l’annullamento degli stessi” spiega Girolamo Lafiosca, Responsabile della Divisione Crediti di ASSITECA. Le motivazioni sono varie e naturalmente evidenziano come causa principale l’emergenza COVID-19.

Nei momenti di crisi è ancora più importante per un’impresa rafforzare il proprio Credit Management in modo da fronteggiare al meglio le difficoltà che si prospettano per il futuro, quando si dovranno gestire insolvenze, ritardi nei pagamenti e crisi dei mercati domestico e internazionale.

“In relazione ai nuovi scenari che si prospettano, ASSITECA vuole essere un riferimento consulenziale per assistere le aziende italiane. Un supporto qualificato che razionalizzi le molteplici attività da mettere in campo non potrà che rafforzare le capacità competitive delle imprese” afferma Girolamo Lafiosca.

A seguito dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid-19 si stanno presentando criticità nella liquidità disponibile, nelle filiere produttive, ritardi negli adempimenti e nei trasporti, problematiche legate al pagamento di mutui e canoni di locazione, applicazione di penali, difficoltà di trasferta della propria manodopera. Di conseguenza, le imprese ricevono o sono costrette a inviare comunicazioni di avviso circa ritardi di pagamento o consegna, motivati da difficoltà nella continuità aziendale o nell’approvvigionamento di beni. In questo contesto, il continuo flusso informativo con clienti e fornitori è particolarmente importante.

In questo contesto ASSITECA, grazie alla collaborazione dello studio legale internazionale Roedl & Partner, ha realizzato uno studio che analizza dal punto di vista legale gli effetti, sia normativi che economici, sulla gestione commerciale aziendale, al fine di poter delineare efficaci soluzioni operative.

Quali sono i principi che regolano la responsabilità delle parti nell’esecuzione dei contratti?

Non è sempre facile identificare la corretta condotta da tenere, che va valutata caso per caso; bisogna tuttavia prestare particolare attenzione per non trovarsi in (ulteriore) difficoltà quando l’emergenza sarà finita.

In via generale, il soggetto che non esegue esattamente e tempestivamente una prestazione è inadempiente ed è tenuto al risarcimento del danno (art. 1218 c.c.) salvo che provi che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da una impossibilità sopravvenuta per causa a lui non imputabile. Al di là delle specifiche pattuizioni contrattuali, perché ci sia impossibilità sopravvenuta (art. 1256 c.c.) che esonera il debitore da responsabilità, quest’ultimo deve provare l’esistenza di una causa a lui esterna, che sfugge al suo controllo e che gli impedisce l’esecuzione della prestazione. Sono le evenienze di:

  • caso fortuito, ossia un avvenimento imprevisto o imprevedibile;
  • forza maggiore, ossia un fatto o una situazione, anche prevedibile, di tale intensità da non potervisi opporre o porvi rimedio;
  • factum principis, ossia il provvedimento legislativo o amministrativo, dettato da interessi generali, che rende impossibile la prestazione indipendentemente dal comportamento dell’obbligato. Altro rimedio espressamente previsto dal codice civile in relazione al verificarsi di circostanze che alterano l’equilibrio contrattuale è l’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione (art. 1467 c.c.).

Quali conseguenze può avere l’emergenza sanitaria Covid-19 per i contratti commerciali?

Per ogni valutazione, è necessario in via preliminare esaminare il contenuto dei contratti (compresi contratti quadro, condizioni generali e speciali, ove applicabili) e della legge sostanziale che regola i rapporti tra le parti. Occorre verificare se le conseguenze di un’emergenza sanitaria sono oggetto di una specifica disciplina contrattuale.

  • Il Covid-19 potrebbe costituire infatti di per sé una causa di impossibilità sopravvenuta della prestazione, ma solo nel caso in cui la malattia colpisca un soggetto tenuto a una prestazione intuitu personae, basata cioè sulle qualità personali di uno dei soggetti e non all’ufficio o alla carica da lui ricoperti (es. un agente o l’arbitro di un collegio arbitrale) o nel caso in cui la malattia colpisca intere categorie di lavoratori (es. tutti i trasportatori, tutti gli operai di una fabbrica in quarantena obbligatoria).
  • Sussiste impossibilità sopravvenuta temporanea della prestazione anche nel momento in cui la prestazione sia resa impossibile dall’osservanza di un provvedimento autoritativo, come nel caso dei recenti provvedimenti governativi di fermo produttivo.
  • L’emergenza Covid-19 potrebbe avere come effetto una eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione contrattuale, che pur rimanendo possibile diverrebbe troppo gravosa per una parte.

In ogni caso, l’emergenza sanitaria può costituire la base di una rinegoziazione volontaria degli accordi commerciali.

Al contrario, l’emergenza sanitaria Covid-19 non costituisce quasi mai di per sé una causa di estinzione delle proprie obbligazioni, e dunque non può giustificare comportamenti negligenti o pretestuosi. Sarà da valutare caso per caso, a partire dalla disamina dei propri contratti, se sussistono ragioni per estinguere e/o modificare e/o rinegoziare obbligazioni con le controparti. Quasi mai ci si può sottrarre alle obbligazioni di pagamento: ogni parte è tenuta a fare tutto quanto è possibile per gestire la situazione in diligenza e buona fede e salvaguardare l’interesse dell’altra.

L’azienda deve invece tutelarsi tenendo le giuste condotte e predisponendo le opportune comunicazioni. Soprattutto nella fase di crisi è fondamentale prestare attenzione ai rapporti internazionali e alla redazione di eventuali nuovi contratti. Il quadro sanitario e normativo è infatti in costante evoluzione e potrebbero essere assunti in futuro (in Italia e all’estero) nuovi provvedimenti autoritativi per gestire le criticità legate all’emergenza, che sono comunque un fatto noto a tutti gli operatori di mercato.

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