gestione rischio clinico emergenza coronavirus

Gestione del rischio clinico: Covid-19, tutela degli operatori e piani di emergenza per ora e per il futuro

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La gestione del rischio sanitario per garantire la sicurezza e contrastare la diffusione dell’epidemia.

Stando ai dati dell'Istituto Superiore di Sanità, al 23 marzo 2020, sono 4.824 i professionisti sanitari contagiati dal virus, pari al 9% degli infetti. Più del doppio rispetto ai medici cinesi (3,8%) e il dato potrebbe essere ampiamente sottostimato. Un gruppo di medici italiani sul prestigioso New England Journal of Medicine ha condiviso con il resto del mondo conoscenze e mancanze epidemiologiche evidenziatesi nella lotta contro il coronavirus. Le pratiche ospedaliere in caso di emergenza sanitaria sono messe alla prova dal COVID-19 e possono trarre spunti di miglioramento.

ASSITECA per il tramite della propria Divisione Sanità è in grado di fornire alle strutture sanitarie, ai medici e agli operatori sanitari tutti un'assistenza specialistica per:

  1. verificare e nel caso adeguare le polizze assicurative delle strutture sanitarie affinché esse prevedano la copertura ANCHE di eventuali danni determinati dalla gestione dell’attuale emergenza da Covid 19. I clienti gestiti da ASSITECA hanno GIÀ in corso polizze che NON escludono i danni da infezione e/o pandemia. Queste coperture ASSITECA è in grado di metterle a disposizione anche delle strutture attualmente non gestite;
  2. sollecitare le compagnie che operano nel campo delle Polizze RC dei MEDICI e degli OPERATORI SANITARI, affinché anche esse prevedano adeguate coperture in caso di richieste di risarcimento per il Covid 19.

La gestione del rischio sanitario

Cure a domicilio, cliniche mobili e ampi sistemi di sorveglianza che sfruttino la telemedicina potrebbero allentare la pressione sugli ospedali e ridurre il contagio. Le necessità primarie sono quelle di proteggere di pazienti e operatori sanitari e minimizzare il consumo di dispositivi di protezione. La tutela del personale medico in questo momento è la cosa più importante e prioritaria e per questo vanno organizzati padiglioni e operatori ospedalieri dedicati al coronavirus, ben separati dalle altre aree della struttura. Come giustamente chiesto in primis dai medici in prima linea contro la lotta al Covid-19 a Bergamo, uno degli epicentri della pandemia.

L’Istituto Superiore di Sanità diffonde documenti costantemente aggiornati per la gestione dell’emergenza epidemiologica nelle strutture ospedaliere e assistenziali. La prevenzione e il controllo delle infezioni (Infection prevention and control, IPC) è l’approccio scientifico e pratico che viene adottato per prevenire i rischi causati dalle infezioni nei pazienti e tra gli operatori sanitari. Si basa sulle conoscenze relative alle malattie infettive, all’epidemiologia, alle scienze sociali e sul rafforzamento del sistema sanitario. L'IPC guida pratiche fondamentali per la sicurezza dei pazienti e la copertura sanitaria universale in ogni contesto sanitario. Nessuna struttura sanitaria, infatti, può dirsi totalmente esente dal problema delle infezioni legate all'assistenza sanitaria. La necessità di programmi IPC a livello nazionale e a livello di struttura è ribadita nell'Elenco dei 100 indicatori sanitari fondamentali dell'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS)” (Global Reference List of 100 Core Health Indicators). A seguito dell’epidemia da COVID-19, l’Istituto Superiore di Sanità in Italia ha predisposto un gruppo di lavoro dedicato alla prevenzione e controllo delle infezioni, che pubblica anche rapporti tecnici continuamente aggiornati volti a fornire indicazioni sull’IPC, disponibili sul sito del Coordinamento scientifico a cura del Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS – ISS (Epicentro). Il supporto che la Divisione Sanità di un broker e consulente come ASSITECA, esperto nella gestone integrata dei rischi del settore sanitario, si rifà a queste disposizioni e impostazioni.

Prevenzione delle infezioni

Il Gruppo di Lavoro ISS Prevenzione e Controllo delle Infezioni si concentra principalmente sulla prevenzione e preparazione della struttura alla gestione di eventuali casi di sospetto/confermato COVID-19.

Le misure generali da mettere in atto in previsione di eventuali casi di COVID-19 consistono in un rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA). Nel contesto dell’epidemia di COVID-19 si indicano poi alcune procedure specifiche: la ricerca attiva di potenziali casi tra i residenti e tra gli operatori, una restrizione dall’attività lavorativa degli operatori sospetti o risultati positivi al test per SARS-CoV-2, un’adeguata formazione del personale per l’adozione delle precauzioni standard e procedure d’isolamento, la sensibilizzazione e formazione dei residenti e dei visitatori, promemoria per promuovere i comportamenti corretti, la preparazione della struttura alla gestione di eventuali casi di COVID-19 sospetti o probabili/confermati e il monitoraggio dell’implementazione delle misure adottate.

Per rafforzare i programmi e i principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza, ogni struttura sanitaria dovrebbe avere un referente per la prevenzione e controllo delle ICA e specificatamente per COVID-19 adeguatamente formato e che possa fare riferimento ad un comitato multidisciplinare di supporto nell’ambito della struttura o a livello aziendale in stretto contatto con le autorità sanitarie locali. Se il responsabile non è già presente, un referente per la prevenzione e controllo di COVID-19 dovrebbe essere designato immediatamente e adeguatamente formato (si raccomanda di seguire il Corso FAD dell’ISS, https://www.eduiss.it/course/view.php?id=296, e di fare riferimento a documenti sulla prevenzione e controllo di COVID-19 dell’ISS). Le precauzioni standard e le precauzioni specifiche in base alle modalità di trasmissione e alla valutazione del rischio nella struttura devono essere adottate sistematicamente nell’assistenza di tutti i residenti. L’Istituto Superiore di Sanità ripete l’importanza dell’igiene delle mani e consiglia di effettuare una valutazione dell’adesione alle buone pratiche; si sottolinea poi l’importanza di avere un programma di medicina occupazionale che garantisca la protezione e la sicurezza degli operatori sanitari e comprenda la somministrazione gratuita di vaccino anti-influenzale stagionale.

Particolare attenzione deve essere sviluppata dalle strutture socio-sanitarie

Per massimizzare il livello di prevenzione e protezione ai residenti e agli operatori delle strutture residenziali sociosanitarie è essenziale mettere in atto strategie di screening per l’identificazione precoce di casi sospetti di COVID-19 tra i visitatori, gli operatori e i residenti. Inoltre, è assolutamente necessario evitare le visite da parte di familiari e conoscenti, ad eccezione di casi particolari, nell’attuale contesto emergenziale. Ogni struttura deve, a questo proposito, vietare l’accesso alla struttura da parte di familiari e conoscenti, (come indicato nel DPCM n. 9 marzo 2020 art.2, comma q): la visita può essere autorizzata in casi eccezionali, come le situazioni di fine vita, soltanto dalla Direzione della struttura, dopo una valutazione dei rischi-benefici. Le persone autorizzate devono comunque essere in numero limitato e osservare tutte le precauzioni raccomandate per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2. Nel caso di accesso alla struttura, è comunque assolutamente necessario impedire l’accesso a persone che presentino sintomi di infezione respiratoria acuta, anche di lieve entità, o che abbiano avuto un contatto stretto con casi di COVID-19 sospetti o confermati negli ultimi 14 giorni. Inoltre, per ridurre il rischio di accesso nella struttura di persone con possibile infezione da COVID-19, si raccomanda di limitare al massimo il numero dei visitatori nel corso dell’attuale fase di epidemia. Si raccomanda di verificare di aver predisposto adeguatamente il sistema di screening, così da identificare subito le persone che presentino sintomi simil-influenzali (tosse secca, dolori muscolari diffusi, mal di testa, rinorrea, mal di gola, congiuntivite, diarrea, vomito) e/o febbre. Tale screening può essere effettuato anche mediante misurazione della temperatura e compilazione di un breve questionario o intervista da parte di un operatore.

È importante dare disposizioni agli operatori perché prestino attenzione al proprio stato di salute relativamente all’insorgenza di febbre e/o sintomi simil-influenzali e, nel caso di insorgenza di quadri clinici compatibili, evitino di recarsi al lavoro e seguano le disposizioni delle autorità sanitarie locali per la valutazione del rischio di COVID-19. Occorre valutare la presenza di febbre e segni e sintomi di infezione respiratoria acuta o di insufficienza respiratoria e altri fattori di rischio (ad esempio contatto con casi di COVID-19) nei nuovi residenti ammessi o ri-ammessi nella struttura e, se necessario, comunicare tempestivamente al personale medico la situazione e proseguire con approfondimenti diagnostici e gestione del residente secondo protocolli locali. L’insorgenza di febbre e sintomi di infezione respiratoria acuta o di insufficienza respiratoria nei residenti nella struttura va monitorata attentamente, in continua comunicazione con il restante personale medico.

Formazione del personale

Il personale sanitario e di assistenza al completo, compresi gli addetti alle pulizie, devono ricevere una formazione specifica sui principi di base della prevenzione e controllo delle ICA, con particolare attenzione alle precauzioni standard. Inoltre, il personale che presta cure dirette ai residenti della struttura e gli addetti alle pulizie devono ricevere una formazione specifica su come prevenire la trasmissione dell’infezione da SARS COV-2 e sulla corretta adozione delle misure di prevenzione/precauzioni di isolamento.

È bene implementare programmi di formazione del personale sanitario sulle precauzioni per l’assistenza a tutti i residenti: igiene delle mani e respiratoria, utilizzo di dispositivi di protezione individuale appropriati (in relazione alla valutazione del rischio), buone pratiche di sicurezza nell’utilizzo di aghi per iniezioni, smaltimento sicuro dei rifiuti, gestione appropriata della biancheria, pulizia ambientale e sterilizzazione delle attrezzature utilizzate per il residente; precauzioni per la prevenzione di malattie trasmesse per contatto e droplets nell’assistenza di casi sospetti o probabili/confermati di COVID-19: guanti, mascherina chirurgica, occhiali di protezione/visiera, camice monouso; precauzioni per la prevenzione di malattie trasmesse per via aerea quando si eseguono procedure che possono generare aerosol (ad esempio, intubazione) nell’assistenza di casi di COVID-19: facciale filtrante (FFP2 o FFP3); stanze di isolamento.

Tra gli operatori sanitari l’età media dei contagiati è più bassa

Un report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi al coronavirus in Italia pubblicato con cadenza bisettimanale dall’ISS sul sito Epicentro sopracitato, mette in luce come tra gli operatori sanitari contagiati dal virus Sars-Cvov-2 l’età media sia molto più bassa di quella della popolazione generale (49 anni invece di 63). Si inverte inoltre la proporzione fra uomini e donne, con il 35.8% di sesso maschile.

Rimane alto il numero di deceduti positivi per COVID-19 che hanno una o più malattie preesistenti. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 2.7 (mediana 2, Deviazione Standard 1.6). Complessivamente, 6 pazienti (1.2% del campione) presentavano 0 patologie, 113 (23.5%) presentavano 1 patologia, 128 presentavano 2 patologie (26.6%) e 234 (48.6%) presentavano 3 o più patologie. Sempre secondo il Rapporto ISS COVID-19 n. 4/2020, a marzo 2020, 36 dei 3200 (1.1%) pazienti deceduti COVID-19 positivi sono di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 9 di questi avevano meno di 40 ed erano 8 persone di sesso maschile ed 1 di sesso femminile con età compresa tra i 31 ed i 39 anni. Di 2 pazienti con meno di 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche, gli altri 7 presentavano gravi patologie pre-esistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità). Per restare aggiornati sulla diffusione del virus e sulle caratteristiche delle persone affette, si rimanda alle infografiche giornaliere sull’epidemia di COVID-19 in Italia pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità.

In sintesi:

ASSITECA è in grado di organizzare anche a distanza, tramite Webinar, Go To Meeting o videoconferenze dei corsi di formazione agili e immediati, nei quali fare il punto della situazione e fornire indicazioni operative precise per approntare misure di tutela in base ai contenuti sopra esposti.

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