minacce informatiche

Le minacce informatiche fanno tremare le aziende in tutto il mondo

 

La situazione in Italia, in un'intervista a Vittorio Veronesi, Direttore Divisione Tecnica di ASSITECA.

Qual è la percezione dei rischi informatici in Italia? Vittorio Veronesi, Direttore Tecnico di ASSITECA, in un'intervista su Tiscali News aiuta a capire a che punto sono le aziende italiane e come è possibile gestire i rischi informatici. L’Allianz Risk Barometer, l’indagine annuale sui rischi aziendali condotta a livello mondiale da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) che comprende le opinioni di oltre 2.700 esperti di risk management di oltre 100 Paesi, posiziona il cyber risk tra le minacce percepite al mondo, seguiti da quelli legati all'interruzione dell’attività, ai cambiamenti normativi e regolatori e, al quarto posto, dai cambiamenti climatici. Per quanto riguarda l’Italia la classifica cambia leggermente: i rischi maggiormente percepiti dalle aziende sono l’interruzione di attività, al primo posto con il 51% delle risposte, seguita dai rischi informatici (49%, in crescita rispetto al 38% del 2019). Al terzo posto il danno reputazionale o d’immagine (29%), che nell’ultimo anno ha scalato ben due posizioni superando le catastrofi naturali, quarte con il 20%.

La percezione dei rischi cyber è in aumento in Italia, ma occorre organizzarsi per riuscire a gestire la sicurezza informatica in modo integrato. Un adeguato processo di gestione del rischio cyber parte dall’analisi delle vulnerabilità, definisce le corrette attività di prevenzione e protezione da attuare e quindi trasferisce al mercato assicurativo il rischio economica residuo. Basta pensare che solo il 19% delle aziende in Italia si tutela con delle specifiche polizze sui rischi informatici.

“E’ importante sottolineare anzitutto che non esistono attività “non a rischio” e che ogni realtà dovrebbe fare un corretto assessment dei propri sistemi informativi. Poi è ovvio che alcuni settori, per il loro ruolo strategico che rivestono nel sistema Paese, l’interdipendenza con altre attività e la gestione di dati particolarmente sensibili, siano maggiormente esposti. Il nuovo Rapporto Clusit 2020 li identifica in modo puntuale, sottolineando che nel 2019 gli attacchi informatici in Italia hanno superato il punto di non ritorno, toccando il picco di 139 episodi al mese in media" spiega Vittorio Veronesi.

L'adozione improvvisa dello smartworking in seguito all'emergenza coronavirus impone di agire in fretta per proteggere i dati sensibili in possesso delle aziende, anche attraverso polizze assicurative dedicate, per evitare soprattutto la perdita della continuità operativa, uno degli eventi che più mettono a rischio le imprese.

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