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Rischio crediti commerciali: proteggersi dall’aumento delle insolvenze

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Il Global Insolvency Outlook 2020 di Euler Hermes prevede una crescita delle insolvenze aziendali nel 2020. Il mancato pagamento dei crediti commerciali può mettere in difficoltà aziende di ogni dimensione: un’assicurazione sul credito commerciale garantisce entrate regolari e protegge dal rischio crediti.

Qual è lo scenario delle insolvenze per il 2020 e che impatto avrà sulle imprese? A queste domande risponde il Global Insolvency Outlook 2020, lo studio di Euler Hermes dedicato alla previsione delle insolvenze per il 2020 alla luce dei dati del 2019 e dei trend economico-politici che ne influenzano l’andamento. Il Global Insolvency Index, indice delle insolvenze a livello mondiale, misura 44 paesi, che insieme coprono l'87% del PIL globale.

Il rischio crediti: previsioni per il 2020

Secondo Euler Hermes, nel 2020 i fallimenti aziendali cresceranno per il quarto anno consecutivo (+6% a/a), anche se al ritmo più lento dal 2016. Le imprese dovranno affrontare l’effetto combinato di una crescita economica più bassa, soprattutto nelle economie avanzate e nel settore industriale, e gli effetti prolungati delle controversie commerciali, delle incertezze politiche e delle tensioni sociali. L'allentamento delle condizioni monetarie e finanziarie globali aiuterà le imprese, ma la maggiore concorrenza sui prezzi e l’aumento dei costi delle materie prime limiterà i margini, recando problemi alle imprese nella maggior parte dei paesi.

Nel 2020, quattro paesi su cinque registreranno un incremento delle insolvenze, rispetto ai due su tre del 2019. Ci saranno delle eccezioni, come per il Brasile (-3% a/a) e la Francia (0%). Ne risulta che un Paese su due registrerà più insolvenze nel 2020 rispetto a prima della crisi finanziaria. Il principale driver dell'aumento delle insolvenze sarà l’Asia (+8% a/a), in particolare a causa dell'India (+11%) e della Cina (+10%). La crescita economica in Europa occidentale rimarrà al di sotto della soglia storica che di solito stabilizza il numero di insolvenze (+1,7%), mentre aumenterà moderatamente nella maggior parte dei Paesi, in particolare in Spagna (+5%), in Italia (+4%), in Germania (+3%) e nel Regno Unito (+3%).

Previsioni crediti 2020 Euler Hermes
Previsioni crediti 2020 (Euler Hermes)

Elenchiamo di seguito una serie di sfide che le imprese dovranno affrontare nel 2020 nell'ambito della gestione dei rischi d’impresa ai quali sono già abituate:

  • un ritmo di crescita economica moderato, con economie chiave, in particolare quelle avanzate, che registrano un incremento al di sotto della crescita potenziale del PIL, che storicamente si è dimostrata necessaria per stabilizzare il livello di insolvenze (+1,7% per l'Europa occidentale);
  • i prolungati effetti delle controversie commerciali, ovvero l'indebolimento degli scambi commerciali, l'aumento dei costi delle materie prime e gli interruttori della catena di approvvigionamento che creano vincitori e vinti (nonostante l’accordo di “Fase 1” tra USA e Cina che non placa le tensioni legate alle controversie commerciali);
  • incertezze politiche e tensioni sociali, in particolare in termini di questioni di scorte e perdita di fatturato;
  • un sostenuto trend di discrepanza tra i settori manifatturieri, che sono più esposti alle questioni commerciali internazionali, e i settori dei servizi, che beneficiano della resilienza della domanda interna.

Ci si aspetta che una domanda più debole possa rendere più vulnerabili le imprese con costi fissi elevati e quelle con scorte maggiori o fabbisogni di capitale circolante, mentre una maggiore concorrenza sui prezzi e un aumento dei costi di produzione, in particolare per i salari, limiteranno i margini e si tradurranno in ulteriori problemi per molte aziende. Si prevede comunque che le politiche monetarie continueranno a sostenere la crescita nel 2020, contribuendo a un costo del debito più sostenibile nel breve periodo. Questi fattori contribuiranno inoltre a ridurre l'aumento delle insolvenze nel 2020 senza fermarlo e accrescendo invece i rischi di liquidità in una prospettiva più a medio termine.

Sembra inoltre che un Paese su due registri più insolvenze rispetto alla media registrata nel periodo 2003-2007, prima della crisi finanziaria del 2008. I Paesi dove la nascita di nuove aziende è stata più florida negli ultimi anni dovranno prepararsi a gestire un volume supplementare di insolvenze a causa del numero di giovani imprese troppo deboli per poter sopravvivere nel difficile contesto economico, politico e sociale.

In definitiva, è fondamentale proteggere la propria attività aziendale selezionando con cura i propri partner commerciali, implementare una gestione integrata dei rischi aziendali e scegliere in che modo dotarsi di misure preventive di tutela del credito. Una soluzione successiva ad un’attenta analisi del settore e del singolo mercato in cui l’azienda opera è sicuramente una polizza crediti, scelta con cognizione di causa. Resta essenziale impostare e attuare uno stretto monitoraggio delle controversie commerciali e di altri rischi politici che creeranno un elevato livello di volatilità per tutto il 2020.

Il rischio di mancato pagamento nel 2019

Il Global Insolvency Index basa le sue previsioni sui dati del 2019, anno in cui l’indice è salito quasi al livello del 2013, fermandosi a -14% al di sotto del massimo storico del 2009. Nel 2019 infatti si è registrato un rialzo delle insolvenze commerciali nel mondo del 9% a/a, a causa dell’impennata prolungata dei default in Cina (+20%) e, in misura minore, ad un'inversione di tendenza nell'Europa occidentale (+2%) e nel Nord America (+3%). Le insolvenze hanno pesato più di quanto si prevedesse in Paesi come Cile, Colombia, India, Russia e Singapore.

Oltre ad un maggior numero di insolvenze, si è registrato un elevato livello di procedure concorsuali delle grandi imprese: i primi tre trimestri del 2019 hanno evidenziato 249 insolvenze di aziende con oltre 50 milioni di euro di fatturato. Si tratta di un numero relativamente stabile di casi rispetto allo stesso periodo del 2018 (+1), ma comunque in un contesto che vede il peggioramento in termini di fatturato cumulativo (da 39,1 miliardi di euro a 145,2 miliardi di euro), che potrebbe avere un grave effetto domino sui fornitori lungo le catene di valore e approvvigionamento. A questo proposito, il commercio al dettaglio (con 37 casi di grandi insolvenze nei primi tre trimestri), l'edilizia (33) e i servizi (27) sono stati i settori più interessati nel 2019, mentre le regioni che hanno registrato più casi di insolvenza sono, nel seguente ordine: l'Europa occidentale (104 casi), l'Asia (64) e il Nord America (51). Questa tendenza dipende da un ritmo di crescita relativamente calmo a livello macroeconomico e in seconda battuta alle incertezze politiche e commerciali. Le imprese hanno affrontato una domanda globale più debole, ma anche un minore scambio commerciale, sia in termini di beni che di valore, che ha indebolito la produzione globale e accresciuto la concorrenza sui prezzi. Si sono inoltre dovute gestire le scorte dovute ad accumuli cautelativi (ad esempio, nel caso della Brexit) o all'eccesso di offerta rispetto alla domanda (come nel settore automobilistico).

Le grandi aziende nei primi tre trimestri dell'anno
Grandi insolvenze nel 2019 (Euler Hermes)

Nel 2019 sono inoltre state introdotte nuove procedure di insolvenza che, abbinate alla pulizia dei registri delle imprese, dimostrano un aumento complessivo dei dati relativi alle insolvenze e una crescente consapevolezza del rischio crediti commerciali e della necessità di organizzare un’efficiente gestione del portfolio crediti (Credit Management). Un broker assicurativo e consulente come ASSITECA, attraverso la sua Divisione Specialistica, può guidare le imprese nell'implementazione di un sistema di gestione e tutela del business. Gli esperti di ASSITECA hanno messo a punto un tool per ottimizzare e semplificare tutto il processo di gestione del credito: Credibile.

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