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Coronavirus: come proteggere i dipendenti all’estero e la continuità operativa

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Tutte le informazioni per gestire i rischi aziendali e garantire la sicurezza dei dipendenti in trasferta lavorativa all’estero, anche in Cina e nelle aree di diffusione del nuovo virus cinese. Per quanto riguarda il coronavirus, l’allarme non è solo sanitario, ma anche economico: le aziende di tutto il mondo rischiano miliardi di dollari di perdite legate a cancellazioni di eventi viaggi, all’interruzione o chiusura di attività commerciali e persino ad attacchi informatici.

La prolificazione di notizie e fake news sull'epidemia di coronavirus richiedono particolare attenzione da parte delle aziende. Il primo passo per tutelare la salute dei lavoratori rispetto all'emergenza in atto è cercare le informazioni ufficiali. È poi bene sapere che esistono delle coperture assicurative per garantire le imprese dai rischi che i propri dipendenti possono correre fuori dalle frontiere nazionali.

La soluzione assicurativa per garantire il dipendente all’estero

La polizza Viaggi Professionali Mission è una soluzione assicurativa che copre le richieste di tutela e tranquillità che il dipendente all’estero può chiedere alla propria impresa. Protegge l’azienda da ulteriori spese che l’azienda dovrebbe sostenere per assistere il dipendente, un vero e proprio danno economico. Inoltre, questa soluzione assicurativa rientra nei costi per il personale ed è quindi completamente deducibile.

Stipulando una polizza Mission, l’azienda assicura ai propri dipendenti un’ampia assistenza in viaggio:

  • consulenza medica telefonica; segnalazione di un medico specialista; trasporto-rientro sanitario con il mezzo più idoneo e con eventuale accompagnamento medico o infermieristico; invio medicinali urgenti/messaggi urgenti; interprete a disposizione/traduzione cartella clinica; viaggio di un familiare in caso di decesso o ricovero dell’assicurato; spese di prolungamento soggiorno; rientro dell’assicurato convalescente; rientro della salma; rientro anticipato a seguito di decesso o ricovero di un familiare; anticipo denaro; protezione carte di credito; rimborso spese telefoniche.
  • L’assicurazione copre le spese mediche, con il pagamento diretto delle spese ospedaliere e chirurgiche, nei limiti preconcordati; rimborso delle spese di trasporto al centro medico di pronto soccorso; rimborso per visite mediche e/o spese farmaceutiche a seguito di prescrizione medica; rimborso spese mediche di bordo.
  • La polizza è attiva anche in caso di infortunio, furto, smarrimento, danneggiamento del bagaglio e/o degli effetti personali (personal computer compreso), in caso di danni provocati involontariamente a terzi, durante qualsiasi attività extra lavorativa (responsabilità civile) e per l’assistenza legale e pagamento/anticipo degli eventuali oneri inerenti a cauzioni penali (tutela legale).

In caso di emergenze sanitarie, le imprese sono tenute a garantire l’incolumità e la salute dei dipendenti, non solo sul luogo di lavoro, ma anche durante le trasferte. Gli scambi con la Cina, per esempio, non si interrompono, è sufficiente conoscere e gestire il rischio per la salute di coloro che si recano nelle vicinanze della città di Wuhan, centro di diffusione del virus.

Cosa sono i coronavirus?

I coronavirus (CoV) sono una famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la Mers (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la Sars (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome). Il loro nome deriva delle punte a forma di corona presenti sulla loro superficie. Questi virus sono comuni in molte specie animali, ad esempio nei cammelli e nei pipistrelli, ma in alcuni casi, se pur raramente, possono evolversi e infettare l’uomo per poi diffondersi nella popolazione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il 9 gennaio 2020 ha dichiarato che le autorità sanitarie cinesi hanno identificato un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell'uomo: il 2019-nCoV. Il virus è associato ai casi di polmonite registrati dal 31 dicembre 2019 a Wuhan, nella Cina centrale.

La tutela della salute e sicurezza dei lavoratori all'estero comprende anche la conoscenza delle condizioni sanitarie del luogo di destinazione. Le autorità sanitarie mondiali stanno valutando la diffusione del virus influenzale "Coronavirus" che è stato isolato in Cina; anche in Italia sono attivi i controlli negli aeroporti per verificare se transitano persone potenzialmente infette (secondo l’Ordinanza del 25 gennaio 2020).

Cosa possono fare le aziende che inviano dipendenti in Cina?

Il primo passo fondamentale per gestire la sicurezza dei lavoratori da mandare in trasferta fuori dall’Italia è verificare la situazione del Paese di destinazione: nella dispensa dedicata alla sicurezza del lavoratore all'estero di Assolombarda si possono approfondire le condizioni sanitarie del luogo di destinazione, eventuali "alert" delle Autorità competenti ed esperienze delle aziende che hanno gestito situazioni analoghe.

Sul portale "Viaggiare Sicuri" della Farnesina sono pubblicate altre indicazioni ufficiali fondamentali. La Scheda Paese, ad esempio, è uno strumento utile per aziende, RSPP, medici competenti e Security Manager: quella della Cina riporta tutti gli aggiornamenti sull'epidemia legata al Coronavirus. Ulteriori informazioni si possono reperire anche sul sito della Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il Ministero della Salute ha diffuso le indicazioni generali per la prevenzione dalle infezioni virali: "mantenimento dell'igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani), pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate) ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti".

Tutte le fonti ufficiali

Riportiamo di seguito i link delle Istituzioni nazionali ed internazionali per informarsi in tempo reale sull'andamento dell'epidemia e delle misure che vengono adottate per affrontarla, per supportare le aziende e diffondere le informazioni corrette:

I danni economici del coronavirus

Oltre all’allarme sanitario, il virus ha un impatto significativo in termini economici. Molte aziende stanno pagando un conto salato da Business Interruption causate dal nuovo coronavirus in Cina.

Occorre infatti cercare coperture assicurative che includano i casi di epidemia, o almeno una consulenza completa per la gestione integrata dei rischi di impresa e per l’implementazione di un piano di Business Continuity.

La Reuters ha raccolto il parere di diversi esperti secondo cui le aziende rischiano miliardi di dollari in perdite legate a cancellazioni di eventi viaggi, all’interruzione o chiusura di attività commerciali. Alcune multinazionali scelgono di assicurarsi anche sulle malattie trasmissibili, garanzia esclusa da diverse polizze assicurative standard. Le passate epidemie di Sars, Ebola e Zika hanno portato gli assicuratori a essere più cauti e attenti all’esposizione ai virus. La Sars, per esempio, si è diffusa in 37 Paesi nel 2003, causando perdite economiche di 4 miliardi di dollari a Hong Kong, 3-6 miliardi in Canada e 5 miliardi a Singapore.

Boom di attacchi hacker che sfruttano la paura del virus

Non solo un rischio per l’uomo: secondo gli esperti di sicurezza informatica, il coronavirus infetta anche computer e smartphone, con ulteriori danni per le imprese. Gli hacker sfruttano la paura che gravita attorno al Coronavirus a livello internazionale per sferrare attacchi informatici su vasta scala. Malware e virus di posta elettronica che utilizzano il tema Coronavirus come esca per ingannare le persone, si sono già diffusi in una dozzina di Paesi, stando a quanto rileva la società di sicurezza Proofpoint. I criminali cyber hanno inoltre iniziato a registrare URL e creare siti Web falsi relativi al coronavirus.

Quale tipo di virus informatico sfrutta il panico dell’infezione?

Il malware sfrutta eventi globali o avvenimenti che generano periodi di apprensione e confusione a livello mondiale con campagne di phishing tramite email. Lo stesso tipo di attacco aveva già in precedenza cavalcato l’onda di popolarità di persone come l’attivista climatica Greta Thunberg, occorrenze e festività annuali come Halloween, il Natale o eventi come i Mondiali di Calcio. Gli hacker hanno preso di mira soprattutto i Paesi vicini all’epicentro dell’infezione, ma le email legate al coronavirus fanno presto ad infettare i dispositivi interconnessi di tutto il mondo.

Come riconoscere le email di phishing?

Il gruppo di hacker che diffonde l’email dannosa in Giappone si chiama TA542. Il messaggio segnala nuovi casi di contagio, in realtà inesistenti, che costituiscono un grave pericolo per la popolazione e invita l’utente ad aprire un allegato con importanti informazioni relative all’uso di mascherine e altri metodi e strumenti di prevenzione. Una volta aperto, l’allegato attiva un malware estremamente dannoso, noto come Trojan Emotet, perché ruba informazioni sensibili come i codici di accesso alla banca. Il dispositivo diffonde a sua volta degli attacchi che infettano altri dispositivi. Queste email spesso includono nel loro oggetto la data corrente, la parola “notifica” e frasi o parole che generano un senso di urgenza e ansia nel destinatario. In questo modo i criminali puntano a far aprire subito la mail, senza dare il tempo di ragionare sul mittente o sulla veridicità del contenuto. Come rilevato dal Governo giapponese, le email riportano come falso mittente proprio il Dipartimento del Welfare nazionale. Perché la mail sembri ufficiale, sono presenti anche i veri indirizzi email, numeri di telefono e di fax delle autorità coinvolte.

Secondo gli esperti di sicurezza informatica, la diffusione di questo virus informatico potrebbe essere ancora più ampia delle precedenti campagne di phising per diffondere Emotet, proprio a causa dell’irrazionalità del comportamento delle persone indotto dal panico scatenato dal coronavirus. Oltre a Emotet, sono stati finora individuati altri 10 malware che sfruttano il coronavirus, i cui allegati appaiono come file .pdf, .mp4 o .doc che, in apparenza, riportano informazioni sull’epidemia, ma in che in realtà nascondono trojan e worm in grado di copiare, distruggere, modificare o bloccare dati sensibili, e di interferire con il funzionamento di computer e reti.

Come difendersi dalle mail dannose?

Occorre innanzitutto prestare attenzione quando controlliamo la posta ed educare i dipendenti riguardo alla cyber security.

Il sito Key4biz suggerisce alcune regole sempre valide in caso di campagne di phishing:

  • Non cliccare su messaggi di cui non si è sicuri e non scaricarne gli allegati.
  • Verificare sempre la provenienza dei messaggi che si ricevono;
  • Segnalare come SPAM eventuali contenuti pericolosi e inviare subito ai propri contatti email di avviso nel caso si pensi di essere stati vittime di un attacco di phishing;
  • Controllare il proprio conto corrente per bloccare al più presto eventuali transazioni irregolari;

L’attenzione dei media e della popolazione verso il coronavirus non si abbasserà presto. Anche le campagne degli hacker legate alla malattia continueranno ed evolveranno. Per fortuna però, almeno per questo tipo di virus informatico esiste già il vaccino, che consiste in un’attenta vigilanza, in una cultura del rischio aziendale, consapevolezza delle vulnerabilità legate alla sicurezza informatica e nell'appoggio di consulenti esperti.

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