Rc Auto familiare

Assicurazione RC Auto familiare: costi dimezzati o rincari?

L’entrata in vigore delle nuove norme sulle assicurazioni "Rc Auto familiare" previste dal decreto Milleproroghe slitta al 16 febbraio. 2 milioni di famiglie vedranno dimezzare i costi della polizza RC Auto, mentre arrivano rincari per chi ha causato incidenti.

 

Il decreto fiscale 2020 ha introdotto nuove regole per assicurazioni RC auto formato famiglia. I dettagli della nuova norma sono ancora incerti, tanto che il Decreto Milleproroghe ne ha rinviato l'entrata in vigore da Natale al 16 febbraio. Abbiamo quindi più tempo per capire vantaggi e svantaggi di questa misura. Ma di cosa si tratta? Chi pagherà il conto delle nuove RC auto formato famiglia? E quanto pagherà?

La nuova RC Auto familiare

La misura del Decreto Fiscale sull’RC auto familiare prevede che tutti i componenti di una famiglia possano beneficiare della classe di merito bonus/malus più vantaggiosa presente nel nucleo, anche in casi di rinnovo dei contratti e per veicoli di tipo diverso, motocicli compresi. La normativa precedente permetteva già di acquisire la classe di merito più favorevole, ma solo per la stessa tipologia di veicolo.

La nuova misura sarà conveniente per molti automobilisti, che pagheranno meno di assicurazione auto. La norma sull’RC auto familiare garantirà quindi risparmi significativi, ma non a tutte le famiglie. Secondo alcune previsioni, infatti, molte compagnie assicuratrici per equilibrare i propri conti potrebbero recuperare i premi distribuendo i costi tra gli assicurati, con un aumento per tutti. In alternativa, il peso della misura potrebbe cadere sulle famiglie che, per esempio, hanno una solo auto e non possono beneficiare della classe di merito più conveniente non avendo altri veicoli.

Diminuiscono i premi di 2 milioni di polizze auto

Le prime stime vedono una diminuzione fino al 50% dei premi per circa 2 milioni di polizze.

Le compagnie potrebbero rifarsi sui restanti 40 milioni di veicoli per recuperare gli introiti sottratti dalla nuova norma. Non si sa ancora se il rincaro graverà in maniera omogenea su tutti i clienti che non beneficeranno della RC auto familiare o se si concentrerà sulle classi di merito più alte. Secondo Il Sole 24 Ore ci potrebbe essere un potenziale rincaro del 2,6% che equivale in media a 14,10 euro a testa.

Per i titolari di una polizza Rc auto gli oneri aggiuntivi potrebbero non fermarsi qui. Quasi 1,2 milioni di automobilisti, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, conseguentemente, con un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno precedente.

Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi. A dicembre 2019, per assicurare un veicolo occorrevano in media 536,16 euro: il 7,67% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.

I motociclisti sono tra i maggiori beneficiari

Nell'ipotesi in cui tutte le compagnie, comprese quelle con mezzi pesanti, spalmino i costi su tutti gli altri assicurati, il rincaro sui premi varierà da zero a 61,34 euro per chi è assicurato con una compagnia che ha in portafoglio tante moto da dover aggiungere in prima classe di bonus/malus il 20% dei suoi clienti. Qual è il legame tra numero di clienti motociclisti di una compagnia di assicurazione e rincari?

Le due ruote sono le prime beneficiarie delle polizze famiglia, che estendono le agevolazioni previste dal 2007 dalla legge Bersani (attribuzione della classe di merito maturata dal veicolo del conducente più "virtuoso" del nucleo familiare anche ai nuovi mezzi dello stesso tipo - auto con auto, moto con moto - che entrano nel nucleo) anche a mezzi di altri tipi, purché non abbiano causato sinistri negli ultimi cinque anni. Un esempio è appunto costituito dalle moto, guidate prevalentemente da giovani meno esperti e meno prudenti, che godranno del bonus maturato dai genitori con le loro automobili. La polizza famiglia, rispetto alla legge Bersani, estende tali vantaggi anche ai veicoli già presenti nel nucleo familiare, non da subito ma dal rinnovo della polizza ora in corso.

Chi fruirà di queste nuove disposizioni potrà risparmiare in media il 50% se parte dalla classe 14, il 10% in più delle prime stime circolate.

A Milano, i vantaggi arrivano anche al 70%

A novembre 2019, si stima che chi a Milano avanza dalla classe 14 (quella d'ingresso) alla 1 risparmierà il 68% per un'auto e il 71% per una moto. Una famiglia che avesse due auto in classe 1 e due moto in classe 14 risparmierebbe 690 euro l'anno (il 48%).

A Bologna, le famiglie spendono il 48% in meno

Una stessa famiglia con due auto e due moto, se fosse residente a Bologna invece che a Milano, risparmierebbe di più in valore assoluto (810 euro, che però sono sempre il 48% del premio medio del paniere nella città considerata).

A Firenze, la spesa cala del 53%, fino a 1.000 euro

Una famiglia-tipo residente a Firenze, secondo le previsioni, spenderebbe 1.000 euro in meno, dato che i premi locali sono più alti. In percentuale il risparmio raggiungerebbe il 53%.

A Catania, il 2,34% degli automobilisti dovrà pagare di più

Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 66.800 siciliani. In Sicilia, molti automobilisti, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019, dovranno sostenere una spesa più alta per l’assicurazione RC auto e, sempre in virtù dell’incidente causato, per loro non sarà nemmeno possibile ricorrere alla nuova Rc familiare.

In termini percentuali si tratta del 2,89% del campione, valore inferiore a quello nazionale (3,76%) e al dato regionale rilevato nel 2018 (2,97%). Analizzando la graduatoria delle province siciliane, al primo posto si trova Trapani (3,69%); seguono Palermo (3,49%) e Siracusa (3,18%). Valori inferiori alla media regionale, invece, per Caltanissetta (2,88%), Messina (2,78%) e Ragusa (2,51%). Chiudono la classifica Catania (2,34%), Agrigento (1,72%) ed Enna (1,35%).

Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi. Per assicurare un veicolo in Sicilia a dicembre 2019 occorrevano, in media, 538,75 euro, il 2,71% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.

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