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Cambiamenti climatici al vertice dei rischi: 515 miliardi di dollari in due anni

La ricerca Episteme 2019 per Axa ha sondato quali rischi preoccupano attualmente gli italiani. Le maggiori sfide da affrontare sin da ora sono il riscaldamento globale e l’instabilità finanziaria. In particolare, Swiss Re conferisce al biennio 2018-2019 il primato per quanto riguarda i costi da disastri ambientali dovuti al cambiamento climatico.

 

Clima e salute sono i rischi emergenti. Cosa ne pensano gli italiani? Quali aspettative hanno verso la tecnologia e come immaginano una possibile collaborazione tra pubblico e privato?

I nuovi bisogni legati al cambiamento climatico e alla salute trovano risposte efficienti nel mercato assicurativo, attore di primo piano della questione ambientale. Con 165 miliardi di dollari nel 2018 e 350 nel 2017 dovuti ad alluvioni, uragani, terremoti e smottamenti, il biennio è stato il più costoso della storia per le assicurazioni.

In questo quadro, i broker assumono un ruolo fondamentale per guidare i singoli e le aziende verso le soluzioni migliori per ogni esigenza di tutela, con servizi personalizzati di consulenza.

La ricerca Episteme per AXAForum 2019

In occasione del Forum AXA 2019, Episteme ha condotto una ricerca con AXA Italia, che indaga quali siano i maggiori timori degli italiani per la loro salute e per quella del pianeta.

Quali rischi potrebbero avere il maggiore impatto sulla società? Gli italiani non hanno dubbi: il primo rischio per l’ambiente e per la salute di tutti è il cambiamento climatico.

Sono stati intervistati 2016 individui dai 18 ai 74 anni nel settembre 2019. Il 63,4% del campione ha indicato al primo posto il cambiamento climatico, segnando una crescita di 16,7 punti percentuali rispetto al 2018.

La ricerca segna una percezione del rischio ambientale ormai diffusa, ben più di altri pericoli. L’instabilità finanziaria resta ferma al 38,9% e la gestione delle risorse naturali, al terzo posto con il 36,1% dei voti.

La questione ambientale è una priorità su cui i governi devono intervenire subito secondo l’83,2% degli intervistati. Il livello di informazione su questi temi è infatti molto alto: il 79,8% degli intervistati si dice informato e interessato a seguire gli sviluppi.

Il mutamento climatico è un fenomeno ormai noto a tutti, vicino alla quotidianità delle persone, per cui sfera privata e sfera pubblica perseguono gli stessi obiettivi.

Il 72,4% del campione ritiene che gli effetti del cambiamento climatico riguardino tutti, non solo le persone più deboli, anziane (12%) o alcune popolazioni lontane (6,9%).

Gli italiani sono ben consapevoli delle implicazioni in termini di salute: il 44,9% del campione indica un possibile aumento delle malattie oncologiche, il 33,4% evidenzia un peggioramento generale dello stato psicofisico e il 24,8% un aumento delle malattie respiratorie.

L’impegno degli italiani

A tutela dell’ambiente e della loro salute, gli italiani si dicono disposti a cambiare le proprie abitudini di consumo e ad affrontare sacrifici in termini economici (77,4%).

Gli italiani vorrebbero l’intervento delle nazioni più potenti al mondo (22,9%) e la collaborazione tra grandi aziende e governi (22.2%). Il 19,4% si dice disposto anche a dar vita a una mobilitazione dal basso.

Sono alte le aspettative verso la tecnologia al servizio di una crescita sostenibile: il 36,2%, +8,5% rispetto al 2018, crede nello sviluppo delle smart city per la diminuzione dell’inquinamento. L’85,9% degli italiani è interessato agli impianti domotici capaci di abbattere i consumi energetici e idrici e l’81,5% alle app per il corretto smaltimento dei rifiuti.

Il ruolo delle assicurazioni e del broker

Quella attuale deve essere una fase di transizione verso uno stile di vita più sostenibile. In questo contesto, le assicurazioni svolgono un ruolo chiave, perché rendendo accessibili a una popolazione sempre più ampia servizi altrimenti esclusivi. Per tale motivo, il settore assicurativo chiama “inclusive insurance” la sua risposta al riscaldamento globale, che contribuisce a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle persone, permettendo al maggior numero di persone di accedere a strumenti di prevenzione e cura.

Nella lotta al cambiamento climatico le assicurazioni possono intervenire su più fronti: prima di tutto, diventando aziende più sostenibili (secondo l’8,1% degli intervistati da Episteme) e proponendo prodotti assicurativi per proteggere dagli effetti del cambiamento climatico (10,3%). Il 29,4% del campione esprime la massima propensione all'acquisto di polizze parametriche, per danni provocati da agenti atmosferici e rischio inquinamento, finalizzate a tutelare l'azienda e il territorio.

Gli italiani si aspettano che le assicurazioni svolgano un ruolo attivo di gestione di programmi di sostenibilità ambientale (19,4%) e di promozione di stili di vita sostenibili tra i propri assicurati (20,7%). Ad esempio, il 66,2% del campione è interessato ad assicurazioni che propongano dispositivi per la casa, la mobilità e la persona che permettano di consumare meno e il 27,2% a sconti legati alle polizze salute a fronte dell’adozione di uno stile di vita in generale più sano.

Catastrofi naturali: nel 2018, danni da 165 miliardi di dollari

I cambiamenti climatici, dalla tesi di alcuni scienziati, stanno diventando un disastro finanziario vero e proprio. Secondo lo Swiss Re Institute, nel 2018 il conto totale delle perdite economiche causate dalle catastrofi è arrivato a 165 miliardi di dollari in tutto il mondo, 0,19% del Pil globale, senza naturalmente dimenticare le 13.500 vittime.

Del totale, 155 miliardi di dollari sono dovuti a uragani, alluvioni, incendi e gli ultimi dieci sono con certezza causati dall’uomo.

Il record spetta al 2017 con 350 miliardi, ma il totale di 515 miliardi di dollari rende il biennio 2017-2018 il più costoso di sempre.

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