Welfare aziendale

Cos’è il Welfare Aziendale e perché conviene a lavoratori e imprese

Le ultime Leggi di Bilancio, i rinnovi dei Contratti Collettivi di Lavoro e gli ultimi finanziamenti pubblici stanziati dal Governo denotano una maggiore sensibilità alle esigenze delle famiglie rimarcando il ruolo chiave che ricoprono le aziende.

 

Sviluppare nella propria organizzazione piani di welfare aziendale permette di migliorare la qualità di vita dei lavoratori, la loro soddisfazione e produttività, per trattenere e valorizzare le migliori risorse.

L’azienda, inoltre, erogando una parte del compenso tramite programmi di welfare ed employee benefit beneficia di rilevanti vantaggi contributivi.

Cosa si intende per welfare aziendale?

Nell’Enciclopedia Treccani, il welfare aziendale è definito come “il complesso delle erogazioni e prestazioni che un’azienda riconosce ai propri dipendenti con lo scopo di migliorarne la vita privata e lavorativa”.

In questo modo, le iniziative di welfare, andando oltre i vantaggi contributivi, concorrono attivamente al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie anche al di fuori dell’azienda.

Logo Assiteca Academy e claim

WEBINAR ASSITECA academy

Scopri gli appuntamenti

Il concetto di Welfare Aziendale può sembrare recente e innovativo, ma le prime forme di assistenza e previdenza appaiono già nel XX secolo: un esempio noto è il modello Olivetti, che prevedeva forme di supporto alla salute e al benessere dei dipendenti, uomini e donne, e dei loro bambini.

Inizialmente, le forme di welfare aziendale erano focalizzate su servizi scelti ed erogati direttamente dall’azienda, come per esempio l’asilo aziendale. Oggi, invece, le aziende preferiscono sempre più spesso adottare sistemi di flexible benefit.

Cosa sono i Flexible Benefit?

I flexible benefit consistono in un budget di spesa integrativo rispetto alla retribuzione base di ciascun dipendente che il lavoratore può utilizzare per l’acquisto di beni e servizi a scelta, in base alle sue specifiche esigenze.

Negli ultimi anni, la normativa ha introdotto significative agevolazioni su un paniere piuttosto ampio e definito di beni e servizi di welfare, per promuovere e incentivare l’adozione di programmi di welfare da parte delle aziende.

Alcuni tra i benefit più diffusi sono:

  • Istruzione;
  • Assistenza sanitaria e assistenza ai familiari;
  • Buoni acquisto;
  • Viaggi;
  • Attività da svolgere nel tempo libero;
  • Iniziative a supporto del work life balance;
  • Corsi, programmi e strumenti per lo sviluppo delle competenze.

Quali vantaggi per i lavoratori?

Un programma di welfare aziendale offre ai dipendenti consistenti vantaggi economici.

Infatti, i servizi di welfare come corsi di formazione, asili, check up medici, abbonamenti per la mobilità e viaggi, in base alla normativa vigente, sono detassati.

Convertire il premio di risultato in beni e servizi comporta una defiscalizzazione e decontribuzione, che aumenta di conseguenza il loro potere d’acquisto.

I maggiori benefici per i collaboratori restano comunque il miglioramento della qualità della vita al di fuori dell’ambiente di lavoro e il loro benessere: migliorare il work life balance o risolvere problemi concreti riesce a soddisfare i loro reali bisogni, implicando anche un aumento del loro rendimento.

E i vantaggi per le aziende?

Se servizi e flexible benefit erogati dalle aziende sono utili ai dipendenti per trovare un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, in un mutevole contesto economico, il welfare aziendale è cruciale anche per la crescita delle aziende.

Un maggior benessere dei collaboratori implica un aumento della motivazione e della produttività. La loro serenità si riflette sul luogo di lavoro, producendo un clima aziendale più disteso e collaborativo.

Il welfare aziendale influenza fortemente anche l’employer branding e riduce il turnover: offrire ai dipendenti piani di welfare accresce l’attrattività dell’azienda verso nuove possibili risorse e permette di trattenere i talenti all’interno della struttura.

Come realizzare un buon piano welfare

E’ importante e per niente scontato capire come sviluppare un piano welfare realmente utile ai dipendenti.

Prima di tutto è fondamentale analizzare le necessità dei dipendenti e sondare a quali benefit sono interessati, per arricchirli, qualora fossero già presenti, o introdurne di nuovi, valutando anche i vantaggi per l’impresa. Occorre confrontare i diversi piani di welfare che il mercato propone e scegliere quello che meglio risponde ai bisogni dei collaboratori.

Per massimizzare l’utilità dell’iniziativa, ci si può rivolgere a operatori in grado di sviluppare programmi di welfare aziendale personalizzati.

La Divisione specializzata Employee Benefits e Welfare di un broker assicurativo come ASSITECA garantisce competenza, esperienza e una visione di insieme sulle necessità dell’azienda e dei suoi collaboratori, poiché lavora su più fronti con realtà di ogni dimensione e settore. La consulenza di un “Consultative Broker” può inoltre supportare l’azienda nell’analisi e progettazione di un programma di employee benefits, durante il follow up per modificare o implementare l’offerta e in quella di analisi dei risultati.

Assistenza sanitaria: la spesa “out of pocket”

Questi benefit rappresentano un importante sostegno al singolo e alle famiglie, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza sanitaria.

Stando ai dati Ania, l'Italia è il Paese europeo con la più alta incidenza da parte delle famiglie di utilizzo dei propri risparmi (il 90% rispetto a una media del 56%) per far fronte a cure e spese mediche.

Si tratta di quella che viene chiamata spesa "out of pocket": costi sostenuti dagli italiani per prestazioni non offerte dalla sanità pubblica.

Il servizio sanitario fatica sempre di più a erogare in tempi adeguati le prestazioni prescritte dai medici e un italiano su due si “rassegna” a pagare direttamente la Sanità Privata, senza nemmeno provare a prenotare una prestazione sanitaria con il SSN.

Questo perché, secondo il Censis (IX Rapporto Rbm-Censis), nel 2018, ben 19,6 milioni di cittadini si sono visti negare i livelli essenziali di assistenza (Lea). Per almeno una prestazione sanitaria hanno provato a prenotare nel Servizio sanitario e, a causa degli eccessivi tempi di attesa, sono stati costretti a rivolgersi a servizi privati pagati di tasca propria.

Messi di fronte alla scelta tra pagare (quando sono nelle condizione di farlo) o rinunciare alle cure, per integrare il Sistema Sanitario Nazionale, in tutto gli italiani hanno speso 40 miliardi di euro.

Risparmi degli italiani in sanità privata

La spesa sanitaria privata media per famiglia si attesta a 1.522 euro (+ 2,97% dal 2017), mentre quella pro capite è di 691,84 euro (+ 12,33% rispetto al 2017). Aumenta dal 10,54% al 27,4% anche la necessità di finanziare le spese sanitarie attraverso prestiti e crediti al consumo.

Sarebbe utile pensare ad un nuovo modello di welfare che combini al meglio le risorse pubbliche e private, assegnando un ruolo più ampio alla sanità integrativa che, sulla base di un principio di mutualità, tipico delle assicurazioni, garantirebbe maggiore uguaglianza ai cittadini e livelli più elevati di protezione per i malati.

Un’assicurazione sanitaria offerta come benefit all’interno di un programma di welfare aziendale supporta in modo sostanziale le famiglie, che possono far fronte a spese di routine e spese impreviste senza dover mettere mano al portafoglio.

COMPILA IL MODULO PER RICHIEDERE INFORMAZIONI