crisi d'impresa

Codice della crisi d’impresa: tutte le modifiche alla legge fallimentare

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza fornisce alle aziende nuovi strumenti per la diagnosi precoce dello stato di difficoltà, con l’obiettivo di garantire la continuità aziendale. Vediamo cosa cambia per l’imprenditore.

 

Il testo del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza riforma in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali.

Le novità riguardano l’introduzione di procedure di allerta della crisi e la disciplina dell'insolvenza dei gruppi di imprese, con nuove regole per gli organi di controllo e la liquidazione giudiziale, un albo degli incaricati della gestione e del controllo nelle procedure di liquidazione, piani attestati, accordi di ristrutturazione, concordato preventivo e in continuità.

Logo Assiteca Academy e claim

Scopri i prossimi appuntamenti

Webinar ASSITECA academy

Con il Codice della crisi d’impresa, anche l'Italia si dota di un diritto della crisi e dell'insolvenza, al passo con le sollecitazioni da parte dell’UE. Una legge che non può più essere chiamata “fallimentare”, perché offre agli imprenditori (e non solo) degli strumenti per prevenire il definitivo dissesto dell'impresa.

Il decreto legislativo n. 14 del 12 gennaio 2019 recante il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, in ottemperanza a quanto stabilito nella legge delega (legge n. 155/2017) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 38, del 14 febbraio 2019.

Le novità più innovative entreranno in vigore il 15 agosto 2020, mentre alcune modifiche al codice civile sono già entrate in vigore, dopo 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Gli obiettivi della Riforma della crisi d’impresa

Il decreto “Crisi d’impresa”, con l’istituzione della procedura di allerta con l’OCRI (Organismo di Composizione della Crisi) e il testo del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, permettono all’Italia di adeguarsi alle norme di altri paesi europei, che dotano le imprese di strumenti per anticipare e contenere gli effetti di crisi aziendali.

Il Codice persegue, in particolare, due finalità:

  • facilitare una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese. L’obiettivo è evitare che il ritardo nel percepire i segnali di crisi di un’impresa possa poi portare ad uno stato di crisi irreversibile;
  • tutelare la capacità imprenditoriale di chi va incontro a un fallimento di impresa.

La riforma prevede queste modifiche alla legge fallimentare:

  • sostituisce al termine fallimento l’espressione “liquidazione giudiziale” come avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare l’onta sociale e personale associata alla parola “fallito”;
  • introduce un sistema di allerta che consente la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa e dà priorità alla continuità aziendale favorendo proposte che comportino il superamento della crisi;
  • si privilegiano, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell’insolvenza, procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;
  • si semplificano le disposizioni in materia concorsuale;
  • si prevede la riduzione dei tempi e dei costi delle procedure concorsuali;
  • si istituisce presso il Ministero della Giustizia un albo dei soggetti autorizzati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all'iscrizione;
  • si armonizzano le procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dei dipendenti.

Vuoi saperne di più sui nuovi adempimenti relativi al nuovo Codice della Crisi d'Impresa?

Compila il modulo sottostante e ricevi un primo contatto gratuito.

COMPILA IL MODULO PER RICHIEDERE INFORMAZIONI