anziano in viaggio

Silver economy: gli scenari sociali, economici e assicurativi

Anziani sempre più attivi danno impulso al turismo, alle forme di assistenza, al mercato finanziario, assicurativo e non solo.

 

Secondo i dati Istat, in Italia ci sono 173 over 65 ogni 100 giovani (tra gli 0 e i 14 anni), mentre nel 1951 se ne contavano 31. La generazione più anziana sta acquisendo un peso sempre maggiore e si sta sviluppando un vero e proprio business “dai capelli d'argento”. E' vero che la popolazione è più vecchia, ma, allo stesso tempo, resta in buona salute e intraprendente, anche grazie al tempo libero a disposizione. Gli anziani finiscono quindi per accrescere la richiesta turistica e di assistenza, e per condizionare l'offerta finanziaria e assicurativa.

Assicurazioni: le polizze Long Term Care

L'invecchiamento della popolazione crea nuove prospettive di carattere sociale, professionale ed economico. Nel prossimo futuro ci saranno differenti esigenze sociali da soddisfare, nuovi filoni di mercato e le spese familiari dovranno essere calibrate in maniera diversa da quanto si è fatto finora.

La crescita della fascia generazionale più avanzata ha conseguenze notevoli nel settore assicurativo. Negli ultimi anni, si sono fortemente sviluppate le polizze in grado di coprire gli imprevisti legati all'età avanzata, così come le soluzioni per il risparmio destinati ai pensionati, che offrono costi bassi a fronte di una movimentazione ridotta.

E’ cresciuto il ventaglio di soluzioni a copertura dei rischi legati alla terza età: polizze sanitarie, in particolare le cosiddette Dread Disease e Long Term Care, soluzioni assicurative per tutelare se stessi e la propria famiglia nel caso di perdita della capacità di produrre reddito e non autosufficienza.

Se tali prodotti sono stati affinati per la crescente richiesta registrata in Italia e all’estero, un broker assicurativo e consulente come Assiteca può confrontare e guidarti nella scelta della polizza più adatta alle esigenze tue e della tua famiglia. In quanto soggetto indipendente dalle compagnie di assicurazione, può agire nell’interesse della tua salute e delle risorse finanziarie del nucleo familiare.

Citando un articolo del Sole 24 Ore del 21 luglio 2019, secondo molti studi, nei prossimi dieci anni 8 milioni di anziani saranno colpiti da una malattia cronica grave. In un contesto di difficoltà del Servizio Sanitario Nazionale nel gestire le emergenze attuali, scarseggia un’adeguata copertura sul fronte delle polizze. Il tasso di penetrazione delle assicurazioni Long Term Care è infatti ancora basso, sia per quanto riguarda il ramo malattia che quello vita. Stando ai dati Ania, nel 2018 l’andamento della raccolta premi relativi a polizze del ramo IV e ramo VI, ha segnato una variazione positiva (+8,5%) per il quinto anno consecutivo a fronte di un volume premi in aumento, pari a 2,2 miliardi. Questa cifra, tuttavia, rappresenta appena il 2% dell’intera raccolta vita. Ben 2,09 miliardi, inoltre, sono legati alla gestione di fondi pensione (ramo VI), mentre appena 109 milioni sono relativi a polizze Long Term Care (LTC) e malattia di lunga durata (ramo IV), in crescita del 22,5% rispetto al 2017 (grazie soprattutto ai broker e agli agenti con mandato). Le LTC valgono invece appena l’1% dei premi totali del ramo malattia per un valore di circa 30 milioni.popolazione piramide demografica

Eppure, nel 2030 l’Italia potrebbe dover contare fino a 5 milioni di anziani potenzialmente disabili. Già oggi, secondo un rapporto dell’Osservatorio LTC della Sda Bocconi, il sistema assistenziale funziona solo grazie agli invisibili 8 milioni di caregiver famigliari che si auto-organizzano per assicurare l’assistenza a chi non è più autonomo. Manca evidentemente una risposta adeguata da parte di servizi pubblici e privati alle reali esigenze della popolazione. Si registra lo stesso fenomeno negli Stati Uniti, dove un’indagine di PwC ha rilevato una spesa media di 172 mila dollari su un campione 200 mila utilizzatori di servizi Long Term Care.

Circa il 92% circa delle famiglie che ospitano degli anziani in casa utilizzano servizi o assistenza organizzata privatamente, per una spesa complessiva out of pocket di 3,4 miliardi l’anno, stando ai dati Istat.

Assistenza e strutture per anziani

Il crescente bisogno di cure che deriva dall’allungamento della vita e dalla cronicizzazione delle malattie mettono in crisi il servizio sanitario nazionale anche secondo l'Uecoop, Unione europea delle cooperative.

L’Unione Europea calcola che tra 40 anni l’assistenza agli anziani costerà il 4% del Pil.

Una delle conseguenze dirette dell’invecchiamento della popolazione è la forte crescita della domanda nelle case di riposo. Tra il 2006 e il 2016 i posti letto sono saliti di circa il 40% e nel solo 2017 vi sono stati 500 milioni di investimenti in queste strutture tra Lombardia, Piemonte, Lazio e To-scana. Ancora in ambito immobiliare decolla il cosiddetto senior living: si tratta di un comparto fatto di complessi residenziali ubicati per lo più in località dal clima mite e destinati ad anziani attivi e in salute, che uniscono l'autonomia di una residenza in affitto con la comodità di avere a disposizione una gamma di servizi opzionali.

Viaggi

I senior più attivi viaggiano, acquistano, si preoccupano del proprio benessere e si proteggono dagli imprevisti: questo crea nuove occasioni di svago e di socialità e opportunità di mercato per le aziende in grado di soddisfare questi desideri.

Gli anziani hanno solitamente una buona capacità di spesa, altro motivo per cui stanno diventando una fetta importante della clientela del settore turistico. Uno studio della Commissione Europea stima che il Silver tourism varrà, nel 2030, 548 miliardi di euro, cifra in crescita del 169% rispetto al 2010.

Già oggi, la metà della popolazione over 65, circa 76 milioni di persone, viaggia e lo farà almeno fino ai 75 anni. Un’indagine di Giaccardi & Associati, per esempio, nota che il 56,8% di coloro che si spostano lo fanno per scoprire posti e culture nuove, il 44,7% per godersi la vita dopo decenni di lavoro e il 404% per passare del tempo in compagnia.

Trasporti, beni di consumo e altro: tutti i settori possono trarre vantaggi dalla silver economy

I settori che possono potenzialmente cavalcare la Silver Economy sono i più disparati: il comparto alimentare potrebbe sfruttare il fatto che i gusti cambiano con una certa età, come il modo di vestire e la preferenza per tessuti comodi.

Il settore della mobilità silver è ugualmente in fermento. Le compagnie aeree americane si sono accorte che gli over 65, dopo i clienti business che si spostano per affari, sono la loro seconda fonte più importante di reddito. Per tale motivo, molte aziende stanno pensando di attirare la terza età con spazi larghi e trattamenti ad hoc. Persino Uber sta studiando servizi specifici per gli anziani in città.

Sono sempre di più le imprese che producono beni di consumo destinati in modo specifico agli anziani. Alcune aziende desiderose di aprirsi al comparto silver hanno, per esempio, sostenuto un primo forum mondiale sulla Silver Economy in Finlandia, il Paese con la popolazione più vecchia al mondo, dopo il Giappone.

Pensione e lavoro

Il cambiamento demografico in atto ha importanti conseguenze sul fronte del lavoro e delle pensioni.

Diminuisce il numero di coloro che pagano i contributi rispetto alle persone che li percepiscono e i conti pubblici faticano a mantenere un equilibrio tra entrate e uscite. Tali mutamenti ricadono sui consumi delle famiglie e rischiano di frenare la domanda di beni e servizi, secondo alcune dichiarazioni Istat, con effetti anche sull'entità e sulla struttura della spesa per il welfare, con pensioni e sanità in prima linea.

Secondo la Bank of America Merrill Lynch, dal 2050 ci saranno solo quattro lavoratori per ogni pensionato contro gli otto di oggi a livello mondiale. Il gap pensionistico è destinato a salire del 5% all'anno da 70 mila a 400 mila miliardi di dollari nel 2050.

La Silver economy in cifre

Il peso sul PIL della Silver Economy
Il peso sul PIL della Silver Economy (in trilioni di dollari)

Per quanto riguarda l’Italia, a inizio 2019, la popolazione si è attestata a 60,32 milioni di persone, oltre 90 mila in meno rispetto a dodici mesi prima, determinando un quarto calo consecutivo. Gli over 65 rappresentano quasi un quarto del totale: il 22,8%, ovvero 13,8 milioni, ben mezzo milione in più rispetto al 2015, contro il 13,2% di under 14.

Si hanno sempre meno figli (la media nazionale è di 1,32) e sempre più tardi (è stata per la prima volta superata la soglia dei 32 anni). La speranza di vita si è estesa fino agli 80,8 anni per gli uomini e a 85,2 per le donne. La media complessiva di 83 anni è destinata a crescere fino a 85 per il 2050.

Oggi, le persone sopra gli 85 anni sono circa 2,2 milioni in Italia: insieme alla Francia, il nostro Paese detiene il record europeo del maggior numero di ultracentenari in vita, oltre 14 mila.

Attualmente, il valore di quella che viene a volte chiamata “economia d’argento” è stimato in 7 trilioni di dollari all'anno a livello globale. In Italia, vale intorno ai 620 miliardi di euro in termini di prodotto interno lordo.

Questo vuol dire che dopo la sostenibilità, i consumi e i bisogni degli anziani saranno la prossima frontiera dell’economia. Secondo gli esperti, il mercato silver può arrivare a muovere fino a 15 mila miliardi di dollari all'anno nel mondo, quanto il Pil dell’India e quello del Giappone messi insieme.

Ecco che la Silver Economy si candida quindi a diventare la terza economia globale.

In Europa, il 20% della popolazione ha già più di 65 anni e nel 2060 avranno superato questa età 155 milioni di persone, cioè il 30% del totale degli abitanti del continente. Nel mondo, tra vent'anni, si conteranno 2 miliardi di over 60. Inoltre, queste persone detengono il più alto potere d’acquisto: attualmente, negli Stati Uniti, due terzi dell’aumento della domanda di beni di consumo proviene dagli over 65.

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