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Rischio clinico: sicurezza e qualità delle cure

Sono state approvate e rese pubbliche le linee guida per organizzare i Centri regionali e implementare corrette misure di gestione del rischio clinico e sicurezza delle cure.

 

La sicurezza e la qualità delle cure in ambito sanitario è un elemento fondamentale di tutte le prestazioni ed è una condizione che il Servizio Sanitario a tutti i livelli cerca di perseguire. Molte delle recenti normative approvate, vanno in questa direzione.

Il Coordinamento delle regioni ha messo a disposizione gli strumenti per promuovere politiche sanitarie nazionali e internazionali per la sicurezza delle cure e favorire lo sviluppo della cultura della sicurezza nelle aziende sanitarie: linee di indirizzo, consenso per il coinvolgimento dei pazienti e l’accreditamento dei centri, formazione Ecm (Educazione Continua in Medicina).

Rischio Sanitario e sicurezza delle cure

Le linee di indirizzo del Coordinamento delle Regioni e delle Province autonome sul tema della sicurezza delle cure, una sub-area dell’assistenza ospedaliera della Commissione Salute coordinata dalla Regione Emilia Romagna, sono volte a facilitare l’applicazione della Legge Gelli e a "promuovere le politiche sanitarie nazionali e internazionali per la sicurezza delle cure e favorire lo sviluppo della cultura della sicurezza nei diversi contesti regionali e nelle aziende sanitarie".

Il Documento è stato approvato dalla Commissione Salute nella seduta del 12 febbraio 2019 per individuare elementi comuni, minimi, condivisi e sostenibili in tutte le realtà del Sistema Sanitario Nazionale per determinare la struttura e le funzioni essenziali dei Centri.

Ciascuna Regione e Provincia Autonoma potrà poi adattare il modello operativo al proprio contesto e al sistema organizzativo locale. Per strutturare i centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, sarà infatti importante aver chiaro il quadro regionale in cui si opera.

Linee guida per i Centri regionali

Le linee di indirizzo per l'applicazione della legge Gelli individuano i principi guida delle azioni finalizzate a organizzare i centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente:

  • rappresentatività;
  • inclusività;
  • integrazione;
  • condivisione con tutti gli attori coinvolti nella gestione del rischio clinico e la sicurezza del paziente, misurazione valutazione e trasparenza delle attività, miglioramento continuo da perseguirsi in modo sistematico.

Esistono oggi migliori condizioni che consentono di realizzare il raggiungimento di questi obiettivi:

  • un’elevata attenzione sociale (associazioni di cittadini e pazienti) e istituzionale (aziende sanitarie, agenzie pubbliche, governi e direzioni nazionali e regionali, ecc.) sul tema;
  • la presenza di numerose norme e atti di indirizzo di istituzioni internazionali (Oms e Ue) e nazionali;
  • un elevato impatto di questa organizzazione sull’equità nell’erogazione dei servizi;
  • l’attenzione da parte di ordini professionali e società scientifiche;
  • la disponibilità del mondo assicurativo a valutare finalmente anche la tematica della gestione del rischio che può portare ad una riduzione dei premi, laddove siano evidenti i nuovi sistemi operativi di gestione integrata del rischio;
  • esperienze regionali pregresse che possono rendere evidente l’impatto della nuova organizzazione nel settore.

Persistono tuttavia delle criticità, che potrebbero complicare il sistema:

  • le differenze regionali dei servizi sanitari per quanto riguarda i modelli organizzativi e la cultura della qualità e sicurezza;
  • il ristretto utilizzo e la scarsa diffusione di sistemi di misura e di confronto;
  • abitudini di compliance delle organizzazioni e resistenze nell’accogliere e mettere in atto raccomandazioni consolidate;
  • una scarsa attenzione dei professionisti verso l’adozione sistematica di procedure sostenute da evidenza scientifica;
  • la disponibilità limitata ed eterogenea di risorse per la sicurezza, in termine di personale e strumenti.

Sarà importante e decisivo organizzare sistemi e misure operative per assicurare una buona gestione del rischio e ovviare a tali criticità.

Il Centro regionale dovrà favorire il coordinamento delle attività connesse alla sicurezza dei pazienti, alla gestione e prevenzione del rischio clinico assistenziale, comunicando con i vari membri della comunità professionale a livello regionale e all’interno delle aziende sanitarie.

Regioni e Province Autonome avranno il compito di monitore e valutare:

  • la presenza di un centro regionale;
  • la presenza di una rete che permei il Sistema Sanitario Regionale;
  • eventuali politiche specifiche nel settore;
  • il corretto svolgimento delle attività essenziali che i centri dovranno assicurare;
  • la misurazione sistematica delle attività;
  • la presenza di un piano e di strumenti per la comunicazione;
  • la presenza di in piano e di iniziative di formazione;
  • l’adozione di un approccio orientato al miglioramento continuo nella revisione sistematica delle attività.

La sicurezza in sanità è infatti un fattore trasversale e necessita dell’impegno di tutte le parti coinvolte, comprese le figure professionali che operano direttamente nelle strutture sanitarie. E’ inoltre fondamentale la piena sinergia di tutti i settori interessati alla tematica, come il rischio clinico, rischio infettivo, rischio occupazionale.

Assiteca, tramite la propria Divisione Sanità, si è strutturata per far propri gli obiettivi della sicurezza e qualità delle cure e di conseguenza mettere al centro i bisogni delle strutture sanitarie, il loro management e tutti gli operatori sanitari.

Assiteca, adottando un approccio innovativo alla gestione dei rischi, modifica e arricchisce la tradizionale attività di brokeraggio assicurativo. Il nostro obiettivo è assistere le strutture sanitarie nella gestione integrata del rischio e di tutte le attività di prevenzione, attraverso la messa a punto di servizi altamente professionali, quali analisi del rischio sanitario, formazione continua, gestione dei risarcimenti e reperimento di sostenibili tutele assicurative.

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