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Impianti agricoli a biomassa per la produzione di Biogas: confermati gli incentivi

Con il Decreto di Bilancio, viene approvata la misura incentivante per impianti biogas agricoli entro i 300 kW.

 

Il nuovo anno comincia positivamente per il settore agricolo e per il settore delle energie da fonti rinnovabili.

L'Assemblea della Camera, lo scorso 30 dicembre 2018, ha approvato in via definitiva il decreto di bilancio, senza aggiungere emendamenti o articoli rispetto al testo approvato dal Senato (A.C. 1334-B).

Viene confermata la misura volta ad incentivare la realizzazione di impianti che producono energia elettrica alimentati a biogas fino a 300 kW, realizzati da imprenditori agricoli, alimentati per un 80% da effluenti zootecnici e sottoprodotti e per un 20% da colture di secondo raccolto autoprodotte.

Tutte le Associazioni Agricole e il Consorzio Italiano Biogas attendevano l’approvazione degli incentivi, che, pur essendo inferiori a quanto si auspicava, rappresentano una buona notizia per le aziende.

In attesa dell’iter attuativo, che specificherà i dettagli e le procedure di accesso al sistema incentivante, organismi come CIB, danno un supporto alle aziende che vogliono usufruire degli incentivi.

Assiteca, socio CIB, offre invece la consulenza e le misure assicurative necessarie per la realizzazione, lo sviluppo e il mantenimento degli impianti agricoli e la gestione dei rischi d’impresa connessi, grazie alla Divisione specializzata in Energie Rinnovabili.

I biogas derivano da processi di decomposizione di materiale organico, come, per esempio, dalla frazione umida dei rifiuti solidi urbani che, una volta trattati, possono essere usati come combustibile per impianti di generazione di energia elettrica e termica.

Testimone di una rinnovata attenzione al comparto, la misura a favore degli impianti di biogas sottolinea l’importanza strategica delle energie, in particolare nel settore zootecnico, attraverso un modello di sviluppo che mette al centro la risorsa biologica e l’innovazione tecnologica. L’agricoltura si sta infatti sviluppando secondo il modello dell’economia circolare e multifunzionale, che si basa sull’importanza degli effluenti nel pieno rispetto delle normative ambientali, sempre più stringenti.

Una svolta green per le aziende: il gas prodotto dalle fonti rinnovabili potrebbe consentire l’abbattimento delle emissioni in Europa, garantendo da qui al 2050 un risparmio di circa 140 miliardi di euro l’anno, secondo un report commissionato dal consorzio Gas for Climate.

L’auspicio, per il mondo agricolo zootecnico in particolare, è che si possa discutere a breve il nuovo quadro di incentivazione del biogas da biomasse per il biennio 2019-2020, ovviando ai ritardi accumulati negli ultimi anni. Si chiedono inoltre le condizioni per avviare la riconversione degli impianti a biogas verso la produzione di biometano, combustibile ottenuto dalla purificazione del biogas.

Per favorire una gestione virtuosa degli scarti agricoli, ma non solo, anche dei rifiuti urbani, il Decreto interministeriale del 2 marzo 2018 promuove l’uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti: si tratta di un provvedimento strategico che mira a favorire l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Per i produttori di biometano immesso in consumo nei trasporti, tramite impianti di distribuzione stradali, autostradali o privati, è previsto il rilascio dei Certificati di Immissione in Consumo (CIC), calcolati secondo le procedure GSE - Gestore Servizi Energetici.

Biogas: perché conviene?

Gli impianti di biogas per la produzione di energia elettrica utile alle aziende agricole funzionano con gli scarti derivanti dalle coltivazioni e dagli allevamenti animali, valorizzando la multifunzionalità del settore agricolo (produzione alimentare, energetica e manifatturiera), oltre a contribuire alla transizione ad un’economia decarbonizzata e sostenibile. Il biogas, come risorsa energetica, utilizza infatti dei sottoprodotti agroindustriali o derivanti da colture di secondo raccolto, smaltisce gli effluenti zootecnici e genera nuovi green jobs nel settore.

Il biogas può essere inoltre purificato e venduto come gas naturale compresso (GNC), gas naturale liquefatto (GNL) oppure iniettato nella rete del gas. Può essere miscelato o impiegato al posto del gas naturale per alimentare i veicoli a metano, per il riscaldamento degli ambienti sia in ambito commerciale che residenziale e permettere un rapido ritorno d'investimento. L’Italia è il principale mercato in Europa per quanto concerne l’uso di metano per l’autotrazione ed ha un parco circolante di almeno un milione di autoveicoli alimentati a metano.

Bioenergie: a che punto siamo in Italia?

L’Italia, con i suoi 1.300 impianti e 2 Mtep di biogas prodotto ogni anno, costituisce il terzo mercato in UE, dopo Germania e Gran Bretagna, secondo i dati elaborati da EurObserv'ER nel 2017. L’ultima Strategia Energetica Nazionale prevede, entro i prossimi dieci anni, di coprire del 30% i consumi energetici derivanti dal trasporto pesante su strada e del 50% quelli del trasporto navale attraverso il GNL (Gas Naturale Liquefatto). Gli obiettivi da raggiungere nel nostro Paese sono in linea con la direttiva europea sulle energie rinnovabili RED II che mira a coprire il 14% dei consumi energetici del settore dei trasporti attraverso fonti rinnovabili entro il 2030.

L’Italia si attesta al terzo posto nella classifica dei Paesi dell’Ue anche per quanto riguarda in generale i consumi di energia da fonti rinnovabili, con una quota complessiva pari al 17,41% del totale dell’energia utilizzata a livello nazionale (21,1 milioni di Mtep nel 2016). Grazie ad una serie di provvedimenti del Ministero dello sviluppo economico, decisi insieme al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in tema di produzione di gas da fonti agricole (biogas e biometano), il biogas rappresenta, per i prossimi dieci anni, una risorsa naturale di prioritaria importanza nel panorama energetico italiano. Nell’Unione Europea, nel biennio 2016-2017, sono stati prodotti 16,1 Mtep di biogas che hanno contribuito alla produzione di oltre 62 TWh (terawattora) di energia elettrica.

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