Codice della strada

Codice della Strada: le novità di fine anno per il 2019

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Fermo veicoli, parcheggiatori abusivi e targhe straniere coinvolti nelle modifiche del 4 dicembre. Novità anche sulla classe di merito per Rc Auto di privati e aziende.

 

Il Codice della Strada regola i comportamenti da osservare alla guida dei veicoli, la gestione delle strade, gli illeciti, le sanzioni e i provvedimenti.

Viene continuamente aggiornato per rispondere alle necessità più urgenti e per accogliere le ultime sentenze della Corte di Cassazione, con norme che modificano quelle esistenti solitamente verso la fine dell’anno, con decorrenza dal 1 gennaio dell’anno successivo.

Il Decreto Sicurezza (n. 113 del 4 ottobre 2018) ha quest’anno introdotto varie modifiche al Codice della Strada, diventando legge il 1 dicembre (Legge n. 132, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 281), in vigore dal 4 dicembre. Vediamo le principali novità.

Sequestro del veicolo

Le ultime modifiche al Codice stradale prevedono che, in caso di sequestro del veicolo, sia compito del proprietario o del conducente portare il mezzo, in sicurezza e a proprie spese, in un posto senza passaggio pubblico. Se il soggetto si rifiuta, lo farà la Polizia, commissionando una multa da 1.818 a 7.276 euro e la sospensione della patente da 1 a 3 mesi.

Inoltre, il proprietario deve rivendicare l’auto, moto o furgone che sia e assumerne la custodia entro cinque giorni dalla pubblicazione del sequestro sul sito della Prefettura, altrimenti il mezzo diventa di proprietà del titolare del deposito. Per recuperarlo, il legittimo proprietario, è obbligato a pagare le spese di recupero e trasporto.

E’ utile sottolineare che circolare con un veicolo sotto sequestro comporta una multa da 1.988 a 7.953 euro e la revoca della patente.

Fermo dei veicoli

Se viene disposto il fermo di un veicolo, il proprietario deve farsi carico del trasporto e della custodia del mezzo in un luogo prestabilito. In caso contrario, è prevista una sanzione amministrativa tra 776 e 3.111 euro e il ritiro della patente per un periodo compreso tra uno e tre mesi.

Divieto di guida con targa estera

I residenti in Italia da più di 60 giorni non possono più circolare con un veicolo immatricolato all'estero. Secondo la nuova formulazione dell’articolo 93 del Codice della Strada, il divieto coinvolge cittadini italiani e stranieri che guidano qualsiasi veicolo, anche commerciale.

Non osservare la norma significa andare in contro a sanzioni amministrative da 712 euro fino a 2.848 euro e alla trasmissione del documento di circolazione alla motorizzazione competente finalizzata all’immediata esclusione dalla circolazione. Se non viene richiesta la documentazione necessaria a portare oltreconfine il veicolo o non viene finalizzata l’immatricolazione in Italia entro 6 mesi dalla violazione, si rischia la confisca del veicolo.

La norma prevede delle esclusioni, che riguardano leasing, locazioni e comodati d’uso concessi a un residente in Italia da parte di un’impresa europea senza una sede secondaria in Italia. Il Codice della Strada consente la circolazione dei veicoli con targa estera se conservano a bordo un documento attestante la data, la durata di un contratto tra quelli citati e la disponibilità del veicolo. Il conducente è eventualmente responsabile dell’assenza di questi documenti ed è tenuto a pagare una multa da 250 a 1.000 euro, con 30 giorni di tempo per presentare il contratto. Se l’autorità vigilante non riceve il documento, emana il fermo amministrativo del veicolo. Dopo 60 giorni, il veicolo viene riconsegnato, con l’obbligo di pagare una multa ulteriore dai 705 a 3.526 euro, secondo gli articoli 214 e 94 comma 3.

L’attività di parcheggiatore abusivo è reato

La revisione del comma 15-bis dell’articolo 7 riduce la sanzione pecuniaria amministrativa per i parcheggiatori abusivi da una cifra che viaggiava dai 1.000 ai 3.500 euro ad una compresa tra 771 e 3.101 euro. Tuttavia, l’attività illecita impiega minorenni o continua dopo essere già stata oggetto di sanzione, da illecito amministrativo diventa n vero proprio reato, punto con l’arresto da sei mesi a un anno, l’ammenda tra 2.000 e 7.000 euro e la confisca dei guadagno ricavati dall’attività di parcheggiatore abusivo.

Multe tramite email PEC

Già dalle precedenti modifiche al Codice della Strada, chi possiede un indirizzo di posta elettronica PEC riceveranno il verbale e la sanzione direttamente via e-mail e non più via posta.

Obbligo di ALT sui rettilinei

Stando all’ordinanza numero 27771 anno 2017della Corte di Cassazione, la polizia stradale è obbligata a intimare l’ALT alla vettura in eccesso di velocità, se si trova lungo un tratto rettilineo, permettendo l’eventuale contestazione immediata dell’infrazione. Ne deve altrimenti dare spiegazioni precise.

L’infrazione omessa non è abuso d’ufficio

La Corte di Cassazione penale, sez. VI, con la sentenza dell’11/10/2017 n° 46788 ha deciso che evitare di comminare una sanzione per valutazioni di contesto non è configurabile come abuso d’ufficio.

Specificare la legittimità dell’omissione di un’infrazione si è resa necessaria in quanto, in passato, alcuni agenti delle forze dell’ordine erano stati indagati per abuso d’ufficio perché, lasciando andare un conducente con un semplice rimprovero avrebbe generato un vantaggio patrimoniale nei suoi confronti.

Alcol-test e assistenza di un legale

La sentenza n. 51284/2017 della Corte di Cassazione ha fissato quando è necessario comunicare la possibilità di essere assistito da un legale ad un guidatore che deve sottoporsi ad alcol-test e come farlo.

Infatti, la giurisprudenza distingue due casi, uno che prevede questa comunicazione e uno che non la rende necessaria:

Se il test viene eseguito insieme ad altri esami del sangue per soccorrere un soggetto ferito dopo un incidente, questa comunicazione non è necessaria; è obbligatorio comunicarlo invece se l’alcol-test è richiesto dalla polizia giudiziaria.

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RC Auto: nuove classi di merito per privati e aziende

IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, con il Documento di Consultazione N. 2/2018 contenente “i criteri di individuazione e le regole evolutive della classe di merito di conversione universale”, corregge ed elimina alcune discriminazioni nell’assegnazione della classe di merito per determinare l’ammontare del premio per l’assicurazione obbligatoria RC Auto.

La classe universale di assegnazione (CU) è un meccanismo che, tramite il sistema bonus-malus, rappresenta una sintesi della storia assicurativa del conducente su una classe da 1 a 18, dove il valore 1 indica il più alto grado di affidabilità di guida e il 18 il più basso.

Di seguito le novità del documento:

  • La storia assicurativa è rilevata, con assegnazione della classe di CU, anche per le annualità coperte da contratti stipulati con tariffa “a franchigia” e “a tariffa fissa”.
  • Estensione della disciplina prevista per le polizze “a franchigia” e “a tariffa fissa” a tutte le fattispecie di polizze temporanee.
  • Se cambia la titolarità del veicolo da una pluralità, come nel caso di una società, ad un proprietario unico, come un socio, o l’amministratore unico, la classe di CU maturata per quella vettura viene riconosciuta al nuovo proprietario, anche in caso di sostituzione del veicolo.
  • E’ ora possibile il trasferimento di proprietà di un veicolo tra persone coniugate, unite civilmente o conviventi di fatto e non più solo tra coniugi in comunione dei beni.
  • Nel caso una vettura venga venduta o rubata, il vecchio proprietario conserva la classe di merito già attiva, mentre in passato si ripartiva dalla CU 14.
  • Se un veicolo viene acquistato in leasing o con noleggio a lungo termine, la classe di merito può essere riconosciuta all’utilizzatore anche senza riscattare il bene o acquistare una nuova vettura. La norma non è però retroattiva.
  • La classe di CU maturata su un veicolo intestato ad un soggetto portatore di handicap è riconosciuta anche per veicoli acquistati da coloro che hanno abitualmente condotto quella stessa vettura, ad esempio un coniuge o un familiare stretto.
  • Viene riconosciuta la classe di CU maturata su un veicolo ereditato da un convivente di un defunto.
  • La classe di merito rimane la stessa nel caso la proprietà del veicolo passi da una società ad una persona fisica legata ad essa.