rischi catastrofali

Assicurazioni: l’Italia è ancora poco protetta

Un nuovo studio dei Lloyd’s rileva, nel mondo, un capitale di 163 miliardi di dollari esposto a rischi di vario genere.

 

La recente allerta meteo ha portato all’attenzione pubblica il rischio legato agli eventi atmosferici e alle catastrofi naturali. Il maltempo ha già causato danni e vittime e, se il 2017 ha registrato il secondo dato più alto di sempre per perdite economiche derivanti da catastrofi naturali o artificiali, per il futuro si attendono eventi ancora più severi, frequenti e dannosi. Alle minacce derivanti dal cambiamento climatico si affianca, infatti, un rischio cyber sempre più esteso. Eppure, molte delle risorse mondiali sono scoperte da qualsiasi tutela assicurativa.

Rischi nuovi e poche coperture

L’assicurazione ha un ruolo fondamentale per l’economia di un Paese: incoraggia l’innovazione, incentiva gli investimenti in nuove aziende e attività, assicurando sostentamento e sviluppo a livello globale.

Un livello troppo basso di copertura assicurativa può essere un rischio e un costo per la società in generale e per le imprese, che potrebbero soffrire perdite difficilmente recuperabili.

L’ultima pubblicazione curata dai Lloyd's e dal Centre for economics and business research (Cebr) A World at risk, registra 162,5 miliardi di dollari di risorse sotto-assicurate. Uno scenario preoccupante, se si pensa che, a fronte di un’economia globale in crescita, il livello di coperture è rimasto sostanzialmente fermo.

Il gap assicurativo si è ridotto per meno del 3% nel corso di sei anni, dai 168 miliardi di dollari calcolati per l’ultimo studio Lloyd’s del 2012 al 2018, lasciando scoperte ancora troppe aree su cui incombono rischi sempre in evoluzione. Per di più, i rischi emergenti, tra cui gli attacchi informatici e i cambiamenti climatici impongono un’attenzione particolare alle giuste coperture assicurative da stipulare.

Questi dati sono dovuti ad una scarsa comprensione del valore dell’assicurazione, vista come una risorsa accessoria e non come una parte integrante della strategia di business. Spesso è difficile individuare la soluzione assicurativa più adatta a coprire i rischi specifici della propria attività, senza affrontare costi inutili e rischiare una copertura incompleta e poco efficiente. Per questo motivo, è utile la consulenza specifica di un broker assicurativo come Assiteca, forte dell’esperienza di anni di lavoro affianco alle aziende e di divisione specialistiche che conoscono e comprendono i rischi di ogni settore.

Tutela assicurativa per settori

Penetrazione Assicurazioni Lloyds per settore

Il settore delle costruzioni rimane il settore meglio assicurato, con un indice di penetrazione dell’assicurazione dello 0,74%, in crescita dal 2012. I trasporti e il settore di stoccaggio hanno

un tasso di penetrazione dello 0.60% e il settore dell’agricoltura dell’0,58%. Il settore meno assicurato è il settore manifatturiero, con un tasso dello 0,17%.

I Paesi Bassi sono il primo Paese al mondo per copertura assicurativa

Il livello di assicurazione varia molto da zona a zona. La quasi totalità del gap assicurativo mondiale, il 96%, vale a dire 160 miliardi di dollari è trattenuto dalle economie emergenti.

Bangladesh, India, Vietnam, Philippines, Indonesia, Egitto and Nigeria hanno un indice di penetrazione assicurativa di meno dell’1% del PIL. Questi Paesi sono anche tra i più esposti a rischi come quello idrogeologico e tra le zone che più difficilmente sono capaci di trovare le risorse per sanare eventuali danni. Tenendo conto del valore dell’economia nazionale e dei rischi a cui è esposta, il grado maggiore di sotto-assicurazione si raggiunge in Cina, per un valore di 76,4 miliardi di dollari non sufficientemente coperti. Seguono India, con 27 miliardi di dollari sotto-assicurati, e Indonesia, 14,6 miliardi di dollari.

Rispetto al precedente report del 2012, entrano nel gruppo di nazioni individuate come non adeguatamente assicurate Giappone, Russia, Emirati Arabi Uniti e Svezia.

La situazione migliora in Europa: se nei Paesi industrializzati si registra una penetrazione assicurativa del 2,1%, in Europa lo stesso dato si attesta a 2,9%. Pesano i Paesi Bassi, che si confermano il Paese maggiormente assicurato, con una penetrazione del 7,7%.

Preoccupa anche nel vecchio continente il rischio informatico. C’è ancora una forte vulnerabilità agli attacchi di hacker: l’ultimo Rapporto Clusit mostra ancora una bassa diffusione delle polizze cyber, a tutela dei sistemi informativi aziendali, della continuità operativa e dei dati personali gestiti.

Nel 2016, il tasso di diffusione della cyber insurance si attestata appena al 30% in Germania e al 36% nel  Regno Unito. Secondo i curatori della ricerca, il Nuovo Regolamento Europeo sulla privacy (GDPR) sta avendo un ruolo propulsivo nella lotta ai rischi informatici. Negli Stati Uniti, infatti, dove un regolamento in materia di dati personali è stato introdotto nel 2009, la diffusione di polizze cyber raggiungeva il 55% nel 2016.

Italia: un livello di tutela assicurativa ancora bassa

L’Italia è ancora un Paese sotto-assicurato. Nel 2018 il livello di penetrazione assicurativa è ulteriormente sceso dal 2,3% al 2,1%, attestandosi al ventesimo posto tra i Paesi più assicurati, perdendo ben cinque posizioni in sei anni. Tra i danni sostenuti dal nostro Paese a causa di catastrofi naturali tra il 2014 e il 2017, solo il 12% delle perdite erano assicurate. Eppure, l’assicurazione contribuisce in maniera essenziale alla ricostruzione dopo un evento dannoso, garantendo subito le risorse necessarie a superare il momento critico.

Assicurazioni penetrazione Lloyds