European Partner Conference - EOS RISQ

La gestione integrata del rischio d’impresa

Il ruolo e la funzione del Risk Manager

 

Il Risk Manager è la figura professionale specificatamente dedicata alla gestione integrata dei rischi aziendali. Dopo essere stato al centro del 18° Convegno Annuale di Anra, svoltosi il 19 e 20 settembre a Milano, è ora il protagonista del Ferma Forum 2017, in corso proprio in questi giorni a Monte Carlo.

Individuare, valutare e definire le strategie di gestione dei rischi

Il Risk Manager agisce nell’ambito di obiettivi strategici prefissati, individuando e analizzando i rischi nei quali l’azienda può incorrere, per limitarne l’esposizione. Valuta i rischi in base alla loro potenziale frequenza e gravità, identifica la politica adatta a ottimizzare la loro gestione, tenendo in considerazione anche le capacità e le disponibilità finanziarie dell’azienda. È suo compito individuare quali rischi possono essere assunti in forma di “autoassicurazione” e quelli per cui è necessaria una copertura assicurativa. Definisce le misure di eliminazione o prevenzione dei rischi stessi, eventualmente in collaborazione con tecnici di settore, e monitora i risultati nel tempo. Include inoltre la valutazione di possibili rischi e responsabilità per l’azienda insiti nei contratti con terzi. Il ruolo del Risk Manager assiste quindi tutte le funzioni aziendali, fornendo le proprie competenze per l’individuazione delle criticità potenzialmente insite in ogni operazione.

La capacità di comunicare come qualità chiave

Per la funzione che ricopre, è importante che il Risk Manager abbia buone capacità di comunicazione e di intermediazione. Dovendosi relazionare con diverse figure professionali interne ed esterne all'azienda, deve essere in grado di mantenere un dialogo attivo e continuo con tutte le aree aziendali, dalle funzioni tecniche a quelle commerciali, amministrative e logistiche.

In primo luogo, il Risk Manager deve lavorare a stretto contatto con la direzione e il consiglio di amministrazione, dal quale deriva le informazioni sulle strategie aziendali utili a identificare i rischi e le politiche di controllo e prevenzione da seguire. Il CdA dev’essere d’altra parte in grado di trarre vantaggio dalle informazioni raccolte dall’attività di Risk Management nell’effettuare scelte strategiche in piena consapevolezza di possibili criticità. Il contatto con tutte le altre funzioni aziendali è ugualmente necessario al fine di individuare debolezze e soluzioni a protezione dei rischi individuati direttamente sul campo delle varie attività aziendali.

Verso l’esterno, il Risk Manager dev’essere in grado di relazionarsi direttamente con le diverse figure professionali collegate all’ambito delle assicurazioni e dei sinistri: consulenti, compagnie assicurative, broker, periti e legali.

Un traduttore capace di destreggiarsi tra diversi linguaggi

Il Risk Manager interagisce con una moltitudine di referenti dal profilo spesso molto vario e dalla diversa sensibilità nei confronti del rischio aziendale. L’ampia componente relazionale della sua funzione richiede di saper padroneggiare i diversi linguaggi degli interlocutori, per essere anche in grado di tradurre le informazioni da un linguaggio ad un altro. In questo senso, si rivelano utili strumenti specifici che equilibrino, attraverso la misurazione, le percezioni soggettive dei rischi, fornendo un quadro complessivo oggettivo. L’efficienza della gestione del rischio aziendale dipende in maniera diretta dall’attività di comunicazione e intermediazione del Risk Manager. L’azienda dev’essere in grado di rappresentare nel modo più accurato possibile il frame dei propri rischi all’assicuratore, per agevolare l’individuazione del supporto assicurativo adeguato.

La cultura del rischio

“L’obiettivo del Risk Manager è quello di promuovere, a tutti i livelli, l’attività di gestione del rischio, facendo crescere la responsabilizzazione di tutto il personale riguardo specifiche politiche di presidio del rischio.”

Position Paper di Anra “Gli standard di Risk management e l’ISO 31000”.

L’importanza delle informazioni a livello globale per la definizione di una strategia aziendale, che tenga conto dei potenziali impatti degli eventi geopolitici e agisca in maniera consapevole e mirata per la mitigazione dei rischi rende primaria la necessità della creazione di una cultura aziendale di gestione integrata del rischio. La formazione interna ha il compito di creare una cultura condivisa. È necessario che tutta l’azienda percepisca i processi arricchiti, come l’Erm, non come un peso ma come uno strumento di maggiore controllo ed efficienza. La possibilità da parte del top management di comprendere i rischi si traduce nella facoltà di decidere con la necessaria consapevolezza sulle strategie di business aziendali.

“Ai risk manager è chiesto di cavalcare una cultura che permetta di integrarsi veramente nei processi aziendali e capirne le logiche, con competenze trasversali in diverse discipline”, ha sottolineato nella sua introduzione al Convegno Anra 2017 il Presidente Alessandro De Felice, secondo cui “il risk manager e il processo di ERM sono fondamentali, perché contribuiscono alla governance dei decision maker, attraverso l’elaborazione di analisi basate su assunzioni valide e misurabili”.