Il valore del brand

Il valore del brand: Google e Lego al top

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Quanto vale un brand? La Brand Finance Global 500 svela quali sono i marchi leader in base al fatturato e alla loro forza a livello globale.

Due le chiavi di lettura: vengono identificati i brand al vertice per valore monetario e quelli più forti, che possono influenzare maggiormente la crescita dell’enterprise value.

A sorpresa, dopo 5 anni al comando, Apple perde la vetta della classifica dei marchi che producono maggior fatturato al mondo e cede il trono a Google, che torna sul podio per la prima volta dal 2011 facendo registrare un valore pari a 109,4 mld di dollari grazie ai ricavi pubblicitari.

L’azienda fondata da Steve Jobs perde il 27% del proprio valore e si attesta intorno ai 107,1 miliardi di dollari, scontando  rendimenti non eccelsi dei nuovi iPhone e la spietata concorrenza sul mercato cinese, dove da sempre vanta una quota dominante ma in cui si stanno affacciando competitor locali molto agguerriti.

Il podio della classifica dei brand che producono maggiore fatturato al mondo è completato da Amazon (106,3 mld di dollari), che cresce del 53%, seguito dal colosso statunitense delle telecomunicazioni AT&T, dall’inossidabile Microsoft, Samsung, Verizon, Walmart, Facebook e ICBC. In linea generale, i brand principali hanno incrementato il proprio valore del 15%.

Per l’Italia il primo brand è Eni, in 122° posizione con un valore di 11,2 miliardi e una crescita del 26%. A distanza si posizionano Enel (203°), Gucci (219°), Telecom Italia (239°), Ferrari (258°), Generali (301°), IntesaSanpaolo (371°), Poste Gruppo (423°) e Prada (463°).

Escono dalla classifica dei primi 500 brand i marchi Fiat e Unicredit.
E’ importante sottolineare come nel corso di 10 anni, dal 2005 al 2015, pur essendo stata pari quasi a 0 la crescita delle aziende italiane, il valore dei marchi e degli asset intangibili sia invece cresciuto del 16%.

Lego (196° nella classifica dei 500 brand più importanti per valore) guida invece la classifica dei marchi più forti, grazie soprattutto agli accordi siglati con l’industria dei media che ha lanciato le linee Lego Star Wars e Lego Batman. Seguono Google, Nike, Ferrari, Visa, Disney (che lo scorso anno guidava la classifica), NBC, PricewaterhouseCoopers, Johnson& Johnson e McKinsey e Company.