Speciale Natale 2016

Cosa regalare, cosa cucinare, dove festeggiare.. Natale si avvicina, meglio non farsi cogliere impreparati!

Piccoli consigli per chi ancora è indeciso..

REGALIPendente Tiffany

Se il regalo è per una donna, e ormai non avete più tempo di mettervi alla ricerca, potete optare per un buono regalo acquistabile online su portali come Zalando, sito specializzato in abbigliamento e accessori alla moda. Oppure, rassegnandovi però a far code, optare per un più tradizionale regalo firmato dalla gioielleria newyorkese Tiffany, che per Natale propone ad esempio graziosi pendenti a tema.


 

Videocamera GoPro

Per stupire chi vive di high tech, c’è la videocamera GoPro HERO5, con la quale realizzare video a 4K e foto da 12 MP. Impermeabile fino a 10 metri senza custodia, può essere controllata anche solo con comandi vocali.
La spesa? Non indifferente: qualche centinaio di euro.


Kindle e book reader

Per chi ama leggere, niente di meglio di un eBook reader: la scelta ormai è ampia, dalle proposte di Amazon con i vari modelli Kindle al Kobo, legato al circuito di Mondadori.

 

DOLCI

Christmas Tree di Ernst Knam

Volete stupire con un centrotavola unico e anche goloso?  Il re del cioccolato Ernst Knam propone Christmas Tree per tutti i gusti, al cioccolato fondente Perù Pachiza 70% coperto con burro di cacao rosso, in pasta frolla al cacao e cioccolato, al latte e cioccolato bianco o con  tanti crispbells da gustare.

 

 


Cremini Majani

I più tradizionalisti potranno optare per le eleganti confezioni di cremini Fiat Majani, nati nel 1911 su commissione della nota casa automobilistica per festeggiare il lancio della Tipo 4 (elemento che giustifica i 4 strati a base di mandorle e nocciole tostate).

 

VIAGGI

Trenino rosso del Bernina

 

Se il Natale va rigorosamente festeggiato in famiglia, a Capodanno è tempo di viaggi! Chi vuole lasciarsi incantare dalla natura in un’atmosfera quasi retrò, ecco il Trenino del Bernina, che in ogni stagione regala paesaggi indimenticabili. Per salutare in grande stile il 2017, ci sono pacchetti che offrono il giro sul trenino, per arrivare fino a 2.253 metri di altezza,  una visita nell’esclusiva Saint Moritz, tappa a Livigno per lo shopping, cena valtellinese e cenone in hotel e infine mattinata del 1 di gennaio alle Terme di Bormio.


Lanzarote

Chi preferisce rifugiarsi al caldo, può far tappa alle Canarie godendosi mare e sole senza sobbarcarsi ore e ore in aereo. La piccola Lanzarote offre spiagge nere e bianche, uno splendido parco vulcanico, passeggiate fra i vigneti e un mare incontaminato. Il tutto a favore di un clima mite tutto l'anno.

 

Gestione dei rischi aziendali

Cresce l’attenzione alla gestione dei rischi aziendali

Più attenzione al Risk Management, nonostante si trascurino ancora rischi come quelli informatici e reputazionali. E’ quanto emerge dalla terza edizione della survey del LabERM di SDA Bocconi, realizzata in collaborazione con KPMG, che indaga la diffusione del risk management in Italia e le soluzioni organizzative adottate nell’ambito della Risk Governance.

La funzione di ERM risulta essere sempre più diffusa: ben il 73% delle aziende coinvolte ha confermato di avere in organico questa figura, con una crescita del 26% rispetto al 2012. Un dato che risulta essere superiore in termini percentuali ai confronti internazionali e che va ricondotto anche alle regolamentazioni più rigide relative ai sistemi di controllo interno e alla gestione dei rischi aziendali.

Solo nel 20% delle aziende esiste un Chief Risk Officer, mentre nel resto delle realtà le funzioni di risk management vengono attribuite a chi si occupa di Internal Audit o di finanza. Il Risk Manager, oltre a divulgare cultura assicurativa, ha il compito di predisporre report sui principali rischi in azienda (86%), gestire i processi di risk assessment (83%) e monitorare le attività di trattamento dei rischi (81%). Solo nel 25% dei casi la funzione di ERM conta risorse che superano le 5 unità.
Si evidenzia inoltre come ben il 40% delle aziende abbia inserito nel proprio organico la figura responsabile della gestione dei rischi solo negli ultimi 3 anni. Il consiglio di amministrazione è nella maggioranza dei casi (80% contro il 40% del 2012 ) coinvolto in maniera diretta nell’approvazione delle linee di guida di controllo e gestione dei rischi

Quali sono i vantaggi attesi dalle aziende?

Il 78% delle imprese prospetta una maggiore e migliore comprensione dei rischi, mentre il 53% degli intervistati auspica lo sviluppo di una cultura consapevole del rischio e il 42% un miglioramento della governance.  

Quali i rischi aziendali più temuti?

A destare maggiore preoccupazione sono soprattutto rischi di origine esterna: il trend macroeconomico (50%), i cambiamenti di compliance (48%) e il contesto competitivo (41%). In calo i timori legati alla supply chain e, contrariamente a quanto accade all’estero, sorprende come ancora in Italia siano poco percepiti i rischi informatici, dal collasso delle infrastrutture ai cyber attack, e il rischio reputazionale, nonostante possano mettere a rischio non solo la continuità del business ma anche il valore aziendale.

Richio crediti commerciali

Cresce il rischio crediti commerciali nel mondo

Il rischio crediti commerciali è in deciso aumento nel 2016 e la tendenza sembra confermarsi anche per il nuovo anno. Colpa della debole crescita mondiale, stimata al 2,6%, del basso costo delle materie prime  e del rischio politico legato alla Brexit, alla conquista della Casa Bianca da parte di Donald Trump e delle prossime sfide alle urne attese in Europa.

E’ quanto emerge dalla pubblicazione Panorama di Coface, primaria compagnia di assicurazione crediti commerciali, che approfondisce il rischio credito per Paese e settore.

La sorpresa è che sono ben 23 i settori economici declassati e la regione più colpita risulta essere il Nord America. In quest’area sono sotto osservazione il settore dei trasporti, penalizzato dal calo del traffico aereo, nonostante il basso costo del petrolio, e le vendite al dettaglio insieme alla distribuzione del tessile e dell’abbigliamento. Per questi settori il rischio viene classificato come elevato, così come l’ambito carta-legno, penalizzato dalla crisi dell’edilizia.

Le aree più stabili rispetto alla precedente rilevazione risultano essere l’America Latina e i Paesi emergenti dell’Asia, nonostante anche qui si registrino settori a rischio elevato o molto elevato. Nel Medio Oriente viene segnalato come elevato il rischio credito nel settore delle telecomunicazioni, dove, nonostante la dinamicità, si evidenza un indebolimento del mercato, a causa anche di un forte sviluppo del mercato nero, di difficile controllo, e della contrazione delle esportazioni verso l’Iran.

Crediti commerciali e insoluti in Europa

Nell’Europa Centrale, invece, il settore dei trasporti migliora e passa da rischio elevato a medio. Preoccupano maggiormente i settori edilizia, condizionati dallo stop a progetti infrastrutturali in Polonia, e TLC, a causa della diminuzione delle vendite degli smartphone.

Il settore agroalimentare è l’unico penalizzato nell’Europa Occidentale, condizionato da produzione e prezzi bassi.

Anche la storica locomotiva economica dell’Europa è penalizzata dal rischio crediti commerciali e dagli insoluti. Dalla prima indagine di Coface realizzata in Germania su un campione di 850 imprese, emerge infatti come ben l’83,7% delle aziende registri un ritardo nei pagamenti da parte dei clienti.