Assicurazione casa

Calamità naturali, 75 euro per assicurare la casa

Alluvioni, frane, smottamenti, terremoti. La mancanza di una politica attenta al territorio e il perdurare delle avverse condizioni meteorologiche, stanno causando vittime e ingenti danni al territorio e all’economia.

Oggi è lo Stato che si fa carico dei danni causati ai cittadini dagli eventi catastrofali, utilizzando fondi che comunque, provengono sempre dalle tasche dei cittadini: i risarcimenti, però, hanno tempi molto lunghi.

In alcune nazioni, invece, come in Francia o Spagna, la popolazione è obbligata a sottoscrivere delle coperture assicurative contro gli eventi dannosi.

Qualche tempo fa Ania aveva calcolato che, se ciò accadesse anche da noi, per assicurarsi gli italiani avrebbero bisogno di 30 miliardi di euro.
Un enormità per lo Stato, un contributo modesto se lo si ponesse a carico dei cittadini: con una media di 75 euro ad abitazione ci si potrebbe assicurare.

In questo modo si velocizzerebbero i risarcimenti, preziosissime risorse per le famiglie che perdono la propria abitazione o gli imprenditori che devono far ripartire l’attività.

Polizza Key man

L’importanza della polizza Key Man

Lo studio delle coperture assicurative “key-man” o “uomini chiave” proposte da Assiteca ha origine da un’attenta analisi dei rischi che incombono sull’impresa.
Spesso l’attenzione si concentra su quelli di conoscenza comune, quali ad esempio il rischio di incendio, di furto dei beni, oppure ancora di responsabilità civile verso terzi e dipendenti.
Ma oggi l’imprenditore è conscio del fatto che l’eventuale perdita di una risorsa chiave - che costituisce per l’azienda un investimento importante in termini economici ma anche e soprattutto strategici - potrebbe avere conseguenze altrettanto gravose.

Quali figure possono essere considerate “Key Man”?

L’uomo chiave è una figura che ricopre un ruolo fondamentale nell’azienda e che difficilmente è sostituibile.
Può essere uno dei soci fondatori, l’amministratore, un dirigente ma anche un commerciale con un portafoglio di particolare valore o un tecnico con competenze difficilmente replicabili.
Quando una di queste figure viene a mancare improvvisamente l’impresa deve fronteggiare molteplici difficoltà:

  • il vuoto operativo a breve termine;
  • la perdita di uno specifico know-how aziendale a medio/lungo termine;
  • un possibile rallentamento della produzione;
  • il blocco temporaneo di decisioni importanti;
  • l’empasse per i collaboratori interni ed eventualmente di clienti e fornitori;
  • la ricerca di una nuova persona adatta alla sostituzione.

In questi casi l’azienda non sempre dispone di risorse sufficienti a sopperire, da un punto di vista economico, le impellenze di breve periodo, come ad esempio i costi per la sostituzione, l’impatto sul business e sulle relazioni.
Va inoltre considerato che quando la perdita riguarda un socio, il Codice Civile prevede che gli altri soci debbano liquidare la sua quota agli eredi, a meno che non si decida di sciogliere la società o di mantenerla attiva con gli eredi stessi (art. 2284 c.c.).
Uno strumento per limitare i danni dovuti agli eventi citati è la polizza Key Man: un prodotto assicurativo (Temporanea Caso Morte) dedicato proprio alle aziende che desiderano proteggere il proprio business dal rischio di perdita delle risorse chiave.

Che tipo di rischi copre la Polizza Key Man?

Le coperture possono comprendere solo la garanzia decesso o in forma congiunta la garanzia decesso e invalidità totale permanente.
In una formula di copertura base (solo caso morte) la polizza prevede l’erogazione della prestazione (il capitale assicurato) nel caso in cui il decesso dell’assicurato avvenga a seguito di un infortunio o per malattia.
In una formula più completa invece (caso morte e invalidità permanente) la polizza copre, nei limiti previsti dalle condizioni contrattuali delle varie compagnie, anche l’invalidità totale e permanente a seguito di malattia o infortunio.

LA DURATA E IL PREMIO

Normalmente le polizze Key Man prevedono una durata annuale con un premio calcolato ogni anno in funzione dell’età dell’assicurato. Questa modalità di determinazione del premio permette all’azienda di versare per ogni annualità il premio corrispondente al reale rischio di perdita dell’uomo chiave e soprattutto di rinnovare (o meno) le coperture di anno in anno in funzione delle sue reali necessità.
Sono comunque diffusi sul mercato prodotti con capitale fisso e premio costante parametrato su una durata pluriennale definita (5/10 o 15 anni).
In questo caso l’azienda è vincolata con un contratto pluriennale a mantenere la copertura sull’uomo chiave indipendentemente dalle sue possibili variate necessità.
Da rilevare inoltre che negli ultimi anni alcune compagnie assicurative hanno lanciato sul mercato delle forme di copertura per gli uomini chiave strutturate in forma collettiva.
Rispetto alle coperture sull’individuo non cambiano le esigenze che si vogliono soddisfare e i criteri delle coperture assicurative, cambiano invece le forme tariffarie, generalmente più convenienti se si considera l’economia di scala per la copertura di due o più soggetti.

L’ENTITÀ DELLA COPERTURA

Per gli uomini chiave, sia in società di persone sia di capitali, sotto il profilo civilistico e fiscale non esiste alcun limite per la determinazione del capitale massimo assicurabile.
In termini generali la copertura assicurativa deve rispettare il principio di congruità. La sua entità, quindi, va misurata in stretta relazione al peso della figura oggetto del contratto, in genere si va da un minimo di 300.000 euro fino a un massimo di 3/5/10 milioni.
Nel caso l’assicurato sia socio in una società di persone, il capitale assicurabile è pari alla sua quota nel valore patrimoniale della società nel momento in cui viene stipulata la polizza.

IL REGIME FISCALE

Per quanto riguarda il regime fiscale, occorre distinguere i beneficiari della polizza.
Di norma l’azienda è contraente e beneficiario delle prestazioni (per sostenere il principio di inerenza del costo), mentre l’assicurato è ovviamente l’uomo chiave, che quindi non è interessato da alcuna imposizione fiscale.
Se il Key Man viene a mancare, è previsto il pagamento di un capitale all’azienda, unico beneficiario, alla data di decesso dell’assicurato.
Se invece la polizza viene utilizzata dal Key Man anche come strumento per garantire serenità ai propri cari, l’assicurato può designare i beneficiari del premio e il prodotto si configura come fringe benefit, con la conseguenza che la prestazione non viene tassata.

 

Drone

Droni, la polizza è obbligatoria

Protagonisti di un boom mondiale, sempre più utilizzati anche dalla televisione e dal cinema, i droni possono essere distinti in due tipologie di velivoli radiocomandati: gli aeromodelli, che hanno scopi ricreativi e sportivi, e gli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto), utilizzati per attività professionali e lavorative. Possono essere ad ala rotante o fissa.

Il Regolamento ENAC prevede inoltre che il pilota di APR deve essere maggiorenne e frequentare un corso di addestramento al fine di ottenere un patentino. L'Ente ha inoltre introdotto modifiche alla normativa nel dicembre 2015: le variazioni più notevoli riguardano soprattutto i mezzi da 300 grammi, per i quali viene introdotto l’obbligo di paraeliche. E' stato inoltre reintrodotto il divieto di volo notturno per le operazioni non critiche.

In Italia nel solo 2015 sono stati venduti oltre 100 mila droni. Un mercato in forte espansione, poichè i droni, oltre che in ambito televisivo e cinematografico, vengono utilizzati anche  dall’industria civile  per controllare grandi installazioni come dighe o reti elettriche, ma anche in agricoltura per monitorare i terreni, l’ambiente o le aree urbane.

In ambito istituzionale, i droni sono utilizzati anche dalle forze dell’ordine e dalla polizia, per la ricerca scientifica e tecnologica.

Fondamentale la copertura assicurativa, obbligatoria per condurre operazioni con un SAPR: occorre stipulare una specifica polizza per i droni relativa alla Responsabilità civile verso terzi, adeguata in termini di scopo e massimali. Si calcola che il premio possa variare da un minimo di 800 a un massimo di 3 mila euro l’anno, in base alle attività svolte e alla zona in cui opera il drone.

Attenzione: la mancanza di polizza assicurativa può costare fino a 15mila euro di multa, mentre il volo senza autorizzazione, in caso di operazioni critiche, può portare a un anno di carcere.

Scatola nera

RC auto, la scatola nera sarà obbligatoria?

Sconti sui premi assicurativi al vaglio del Senato

La commissione Industria del Senato sta valutando una proposta inserita nel disegno di legge Concorrenza relativo alla scatola nera sulle auto.

Le ormai famose black box registrano ogni movimento del mezzo e quindi, in caso di incidente, è possibile valutare le responsabilità (e di conseguenza stabilire chi deve pagare i danni).  

L’obbligo di installare le scatole nere, oggi facoltative, su ogni mezzo potrebbe davvero essere una novità rivoluzionaria in materia assicurativa,  perché le compagnie potrebbero definire nel dettaglio i profili di rischio dei guidatori e modulare le tariffe in base alle abitudini e agli stili di guida degli stessi. Ciò si tramuterebbe, per i guidatori più virtuosi, in sconti sul premio della RC auto.

Sono però da valutare tutti i costi connessi a questa operazione: gli sconti eventuali sul premio potrebbero infatti essere ben superiori ai costi di acquisto e installazione degli apparecchi. Si calcola infatti che i costi annui di gestione ammontano a circa 75 euro, come riportato anche da Assinews. Ecco perché questa iniziativa è già stata bocciata dal Codacons.

L'obbligo della scatola nera non è l'unica misura in materia di RC auto di cui si sta discutendo: potrebeb essere infatti inserita nel decreto una norma che preveda risparmi sull'assicurazione auto a fronte della revisione del veicolo (su indicazione delle compagnie) prima della stipula del contratto assicurativo.

Al vaglio anche sconti ulteriori per coloro che, pur vivendo in zone considerate ad alto rischio di sinistrosità, e dove quindi si pagano in media premi assicurativi più alti, non sono stati responsabili di sinistri stradali negli ultimi 4 anni.