Molti sono gli elementi che garantiscono lo sviluppo di un’impresa: i capitali, le risorse umane, gli investimenti in ricerca & sviluppo, e altri ancora. Ma l’elemento su cui sicuramente si basa la vita aziendale è costituito da ciò che incarna l’anima dell’impresa stessa: la presenza sui mercati, verso i propri clienti, innanzitutto, ma anche verso i fornitori, i partner, le istituzioni, la collettività.

E la presenza, la capacità di operare e di essere parte attiva del sistema economico di un’impresa dipende direttamente dalla sua capacità di continuare nel tempo ad esercitare l’attività che ne ha determinato la nascita. I rischi legati all’eventualità di un’interruzione dell’attività sono di conseguenza da valutarsi con la massima attenzione: un’azienda oggi non può più permettersi di ignorarli o sottovalutarli.

 

 

Nonostante diverse ricerche in Europa evidenzino che i danni dovuti al fermo della produzione determinano perdite pari anche a due volte e mezzo il danno diretto che le ha causate, il Disaster Recovery - insieme delle misure tecnologiche e dei processi organizzativi pre-programmati, atti a ripristinare i sistemi, i dati e le infrastrutture necessari all’erogazione dei servizi di Business a fronte di eventi particolarmente dannosi - è ancora, spesso, un oggetto del mistero, un concetto sconosciuto.

 

Volume DRP - disaster recovery plan

Principale obiettivo della ricerca che ha dato vita a questo volume è stato quello divalutare la diffusione del DRP fra le imprese manifatturiere italiane attraverso delle interviste su un campione rappresentativo di imprese di media e medio – grande dimensione (oltre 25 milioni di euro di fatturato annuo). Si parte dunque da un’analisi generale di Business Continuity Management per arrivare a un vero e proprio vademecum degli aspetti fondamentali di un DRP efficace, e concludere infine con la presentazione di uno specifica caso di studio.