La VI edizione del Premio Assiteca, realizzata in collaborazione con L'Impresa - Gruppo 24Ore, è dedicata al “Welfare in azienda: pratiche e modelli vincenti”.

“In un periodo di grave incertezza come quello attuale” sottolinea Luciano Lucca, Presidente di Assiteca “nel quale sempre più i lavoratori, con livelli salariali generalmente più contenuti rispetto alla media europea, trovano problematico l’accesso ai servizi del Welfare Pubblico messo in discussione dalle ristrettezze di bilancio, dalla crisi finanziaria e dall’evoluzione demografica, le imprese, grandi, medie o piccole che siano, devono preoccuparsi di proteggere il loro asset più importante, ovvero il ‘capitale umano’. Per questo abbiamo pensato di dedicare l’edizione del Premio di quest’anno al tema del cosiddetto Welfare Aziendale’”.

 

 

Molte le novità di questa sesta edizione,  che punta a una ancor più decisa valorizzazione delle realtà locali e a creare interessanti opportunità di networking tra le imprese partecipanti, che possono confrontarsi e interagire dando vita alla prima community italiana dedicata alla gestione del rischio grazie al sito dedicato www.premioassiteca.it.

La fase di raccolta dei questionari è terminata: le aziende partecipanti possono però perfezionare la loro candidatura completando la scheda della loro impresa nel sito www.premioassiteca.it.

L’evento di premiazione sarà il prossimo 1 dicembre a Milano presso la sede de Il Sole 24 Ore.

Ma quanto influiscono i piani di welfare sulla vita lavorativa dei dipendenti?

Alessia Maggiani, direttore della Divisione Employee Benefit di Assiteca, spiega che tra i vantaggi immediati e verificabili che le politiche di Welfare aziendale hanno dimostrato di apportare vi sono:

 -  miglioramento del clima aziendale

 - aumento della produttività

 - riduzione dell’assenteismo

 - aumento della soddisfazione e della motivazione

 - fidelizzazione dei dipendenti (meno costi da turn over)

 - sviluppo di migliori relazioni industriali.

Anche il vantaggio economico è significativo. I beni e servizi erogati nei piani di Welfare, infatti, sotto certe regole non costituiscono reddito per il lavoratore e quindi non sono assoggettati a prelievo fiscale né a prelievo contributivo. In realtà il valore percepito dal dipendente è maggiore: recenti ricerche hanno dimostrato come le politiche di Welfare riscuotano un elevatissimo gradimento da parte dei dipendenti che vi attribuiscono un valore di circa il 70% superiore al costo sostenuto dall’impresa

 

Ottobre 2015

 

premioassiteca2015