Sette fattori economici che spingeranno la crescita mondiale, sette “nani” perché sono considerati acceleratori “spompati”, che porteranno a risultati contenuti nel prossimo biennio.

Euler Hermes, compagnia specializzata nell’assicurazione dei crediti commerciali, ha voluto giocare con le fiabe e nell’ultimo rapporto sull’Outlook Economico intitolato “I sette nani della crescita globale” ha analizzato gli andamenti che condizionano i consumi, gli investimenti, gli scambi e gli altri motori di ricerca del PIL nel 2016.

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Per quest’anno è prevista una crescita del 2,8%, che salirà al 3% nel 2017. Ad aumentare saranno anche le insolvenze fra le imprese, che torneranno a segnare un +1% dal 2009. Nelle economie avanzate cresceranno commercio e investimenti privati,  mentre i mercati emergenti si confermeranno più vulnerabili, complici l’andamento della Borsa Cinese e il prezzo delle commodity. Nota positiva la ripresa degli investimenti privati, che dovrebbero sostenere la crescita.

Ed ecco allora i sette nani, i sette fattori che, seppur a basso ritmo, spingeranno la crescita mondiale:

Pisolo. Come il nano più pigro, il commercio mondiale subirà pochi scossoni, crescendo solo dello 0,9% in termini di valore e del 3,7% in termini di volume (fra il 2000 e il 2010 gli scambi erano a +6%, lo scorso anno si erano ridotti del 9%).

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Brontolo. Rappresenta i mercati emergenti, che dopo il boom economico degli scorsi anni segnano il passo. Brasile, Russia, Nigeria, Turchia e Sud Africa, in particolare, restano vulnerabili rispetto agli shock economici e alla volatilità dei mercati, e subiscono anche a causa di inflazione, perdita di domanda interna e tensioni sociopolitiche. Una zavorra alla crescita è data dal prezzo contenuto delle materie prime,  così come il rallentamento della Cina.

Mammolo. Le commodity, madri di molte catene: basti citare il petrolio, il cui costo resterà basso a lungo. Un duro colpo per i paesi produttori, che hanno perso nel 2015 miliardi di dollari, un fattore che contribuisce a tenere bassa l’inflazione.

Eolo. La parola chiave è volatilità: le Borse e i mercati finanziari outlook-euler-hermes-volatilità-mercatisaranno soggetti a continue turbolenze. Colpa soprattutto delle commodity (i prezzi di carbone, rame, minerale di ferro o acciaio potrebbero scendere ancora del 10%.) per le pressioni sulle valute degli esportatori delle materie prime. In Brasile, Cina, Russia, Sud Africa e Turchia potrebbe inoltre esserci un’ulteriore svalutazione delle valute.

Gongolo. Si registra  un boom dei consumi interni, spinti da misure protezionistiche in risposta alle turbolenze dei mercati mondiali. In India, in particolare, nel 2013 i consumi interni sono cresciuti del 13,2% a fronte di un aumento dell’import del 2%.

Dotto. La politica: se le politiche espansive della Fed americana sono destinate a contrarsi, la BCE e la Banca Centrale del Giappone continueranno ad immettere liquidità  ai mercati. Una tendenza confermata anche dalle mosse dei Governi, come la fine dell’austerity in Europa e l’aumento della spesa pubblica in Cina.

Cucciolo. L’incertezza dovuta ai rischi politici,  dall’uscita dall’Europa del Regno Unito fino alle sanzioni alla Russia, rappresenta una costante per il 2016 e condiziona i piani futuri delle imprese, tenendo minime le aspettative di crescita per il business.

 

Marzo 2016

Le immagini sono tratte dal video realizzato da La stampa.it