Si è parlato così tanto degli 80 euro o del bonus bebè, che molte novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 sono passate quasi inosservate. Eppure il provvedimento, entrato in vigore a gennaio,  si prefigge di stimolare la ripresa economica e tagliare ben 18 miliardi di euro di tasse, azione compensata da un taglio strutturale della spesa pubblica.

Fra i punti chiave della manovra, oltre a importanti investimenti nell’ambito della scuola, interventi a favore del lavoro e della giustizia, si evidenziano le seguenti novità:

casa

  • Irap: l’aliquota, dopo essere stata ridotta solo alcuni mesi fa, torna a salire ma è prevista la deducibilità del costo del lavoro per i nuovi assunti a tempo indeterminato, e un credito d’imposta «compensativo» per chi non ha dipendenti.
  • Sicurezza immobili: proroga della detrazione del 65%, fino ad un massimo di 96.000 euro di spesa, per la messa in sicurezza delle abitazioni principali e di tutti quegli immobili a destinazione produttiva ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità;
  • Mobili: è stato prorogato fino al 31 dicembre 2015 il bonus per la detrazione al 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici dotati di etichetta energetica, di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) da destinare alle abitazioni ristrutturate in abbinamento a ristrutturazione edilizia (10 rate annuali e importo massimo pari a 10mila euro);
  • Ecobonus: sono state prorogate di un anno (2015) le aliquote massime degli sconti fiscali sulle ristrutturazioni edilizie (50% che scenderà al 36% nel 2016) e sulla riqualificazione energetica delle abitazioni (65%, esteso anche alle caldaie a biomasse);
  • Schermature solari: nuovo bonus del 65% per l'acquisto e la posa in opera delle schermature solari, quali ad esempio le tende esterne, le chiusure oscuranti, i dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate. L'agevolazione riguarda le spese fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro.
  • Buoni pasto: aumenta da 5,29 euro a 7 euro l'importo dei ticket elettronici non sottoposto a tassazione (dal 1° luglio 2015);
  • Bollo auto storiche: sparisce l'esenzione per le auto comprese tra 20 e 30 anni di età mentre resta quella per le auto con più di 30 anni;
  • TFR in busta paga:  i lavoratori dipendenti del settore privato hanno la possibilità di ottenere nella retribuzione mensile per il periodo 1° marzo 2015-30 giugno 2018, le quote del trattamento di fine rapporto (Tfr) maturate nel medesimo periodo. Le quote di Tfr saranno soggette alla tassazione Irpef ordinaria, anziché alla tassazione separata Irpef prevista per i trattamenti di fine rapporto.

 

Qualche curiosità: scende dal 22% al 4% la tassazione sugli ebook,  che si stanno rapidamente diffondendo, mentre sale dal 10 al 22% l’Iva sul pellet, molto utilizzato per alimentare stufe e camini.

Ci sono anche novità relative all’Rc auto: il Ddl concorrenza, varato venerdì 20 febbraio, garantisce sconti obbligatori sul premio di polizza a chi ricorre alla scatola nera, il cui costo di installazione e funzionamento sono a carico dell’assicurato anziché della compagnia come prevedeva il decreto precedente. Lo sconto applicato all’assicurato dovrà comunque esser superiore ai costi sostenuti per il dispositivo, che avrà anche valore probatorio. Altra novità i risarcimenti in forma specifica: per ottenere agevolazioni l’automobilista acconsente a far riparare l’auto da un’officina o una carrozzeria convenzionata con la compagnia assicuratrice. Più trasparenza anche sul meccanismo bonus malus: le compagnie dovranno rendere evidente il valore assoluto  e la percentuale di incremento o decremento al momento del preventivo o del rinnovo della polizza.

lavoro - job act

IL JOBS ACT IN 4 PUNTI

INDENNIZZO ECONOMICO: diventa obbligatorio in caso di licenziamento, anche nei casi in cui sia dovuto al cattivo andamento dell’azienda. Altro che reintegro, ora si passa alla cassa: la somma da ricevere cresce in base all’anzianità di servizio: due mesi di stipendio per ogni anno di lavoro, massimo 24 mensilità da corrispondere e comunque minimo 4 anche a chi viene licenziato dopo meno di due anni.

REINTEGRO: resta possibile per i licenziamenti discriminatori, decisi dal datore di lavoro sulla base di convinzioni politiche, religiose oppure per l’orientamento sessuale, mentre  per quanto riguarda il licenziamento per motivi disciplinari il reintegro è possibile solo se in giudizio viene direttamente dimostrata l’insussistenza del fatto contestato al lavoratore. Il lavoratore può rifiutare il reintegro in cambio di un’indennità pari a 15 mensilità.

LICENZIAMENTI COLLETTIVI: sono le azioni che hanno come obiettivo la riduzione del personale e riguardano più soggetti. Sparito il reintegro, resta l’indennizzo economico che si può ottenere qualora fosse provato il mancato rispetto delle procedure di comunicazione o la violazione dei criteri di scelta: il minimo prevede 4 mensilità, il massimo resta a 24. Le nuove regole riguardano solo i nuovi assunti.

POLIZZA NASPI: è la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego e sarà di 1.300 euro mensili per i 3 mesi successivi alla fine del rapporto di lavoro. Dal 4 mese scenderà progressivamente del 3%  ogni 30 giorni. Potranno beneficiarne i lavoratori del settore pubblico e privato (solo con contratti a tempo determinato), mentre sono esclusi i lavoratori delle pubbliche amministrazioni a tempo indeterminato e gli operai agricoli, già tutelati dalla legge vigente.

Febbraio 2015